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MES e MOM AUTOMAZIONE OGGI 462 SOLUZIONI SOFTWARE PER L’INDUSTRIA 75 pur essendo ancora attuali, utilizzavano PLC oramai obsoleti o protocolli di comunicazione di tipo seriale, con tutte le limitazioni del caso” spiega Paolo Flaborea, responsabile Area Tecnica di CAP Arreghini. È proprio sulla base di questi presupposti che, dopo aver effettuato un’attenta valutazione, CAP Arreghini ha deciso di implementare una nuova architettura operativa, rinnovando l’au- tomazione e puntando su Ignition come piattaforma alla quale affidare il coordinamento software di tutte le funzionalità MES e impiantistiche. Ignition, una rivoluzione copernicana Il progetto che ha portato allo sviluppo del nuovo applicativo è stato seguito da CAP Service, system integrator di Dolo, in pro- vincia di Venezia, la cui similitudine con CAP Arreghini non risiede solamente nel nome, ma anche nell’attitudine all’innovazione e alla proattività. “Una delle prime cose che abbiamo portato avanti è stato unifor- mare i protocolli di comunicazione, utilizzando lo standard Ether- net” spiega Stefano Gallenda, titolare di CAP Service. “In questo modo, in caso di emergenza in ambito produttivo non si è vinco- lati al singolo specifico client, come invece era sempre accaduto, quando ogni problema ai computer, anche il più banale, poteva causare il fermo di un impianto”. La scelta è ricaduta su Ignition, quale piattaforma software per la gestione coordinata di tutto il complesso impiantistico, piat- taforma che CAP Service conosce già molto bene avendo imple- mentato con successo numerose applicazioni. Ignition è stato scelto in quanto permette di sviluppare rapidamente soluzioni innovative garantendo la massima flessibilità operativa, una completa apertura verso qualsiasi tipo di integrazione e nessun limite progettuale in termini di tag. Ignition permette inoltre di lavorare con database SQL, il che rappresenta un enorme vantag- gio nell’ottica di mantenere aperta e standard l’intera architettura aziendale, nonché di poterla interfacciare con semplicità ai gestio- nali di livello superiore. L’utilizzo di un database in standard SQL si è rivelato estremamente utile non solo per abbattere le barriere di comunicazione tra i mondi OT e IT, bensì anche per storicizzare efficacemente le attività e tracciarle con robustezza nel corso del tempo, al fine di effettuare analisi anche molto approfondite. Pensare in grande, non porsi limiti Poiché alcuni PLC, pur essendo oramai obsoleti, per questioni tecniche non hanno potuto beneficiare di un aggiornamento o di una sostituzione, la comunicazione con questi hardware è stata gestita mediante KEPServerEX, soluzione software di Kepware, marchio distribuito in Italia da EFA Automazione, che opera quale middleware di interconnessione capace di abilitare la comunica- zione qualsiasi sia il tipo di protocollo. “Il progetto, che è ancora in corso di implementazione, vede la stretta collaborazione con gli sviluppatori del software gestionale, al fine di comprendere come sfruttare al meglio tutte le poten- zialità di Ignition per raggiungere il massimo dell’efficacia nell’in- tegrazione complessiva del sistema, non solo dal punto di vista Scada, ma anche delle funzionalità MES” aggiunge Alessandro Laguzzi, responsabile IT di CAP Service. “Non ci poniamo limiti, vogliamo esplorare tutte le possibilità. La capacità di Ignition di i nostri stabilimenti e aggiunto nuovi impianti: era giunto il mo- mento di fare una riflessione in proposito” spiega Renato Tesolin, direttore generale di CAP Arreghini. “Eravamo legati a tecnologie tra loro eterogenee, spesso dipendenti da infrastrutture che nel tempo si erano fatte fragili. Ciò che venti, venticinque anni fa era innovativo, oggi rappresenta una criticità da affrontare e risolvere. Abbiamo però deciso di gestire il tutto da un punto di vista diffe- rente: trasformare una necessità tecnologica in un’opportunità di sviluppo e crescita, per noi come azienda e per il nostro personale, naturalmente con un occhio di riguardo ai temi della sostenibilità”. Ogni impianto era comandato singolarmente da un computer, con rischio di stop dovuto a potenziali guasti o interruzioni di servizio. Alcuni applicativi addirittura giravano ancora su sistema operativo DOS: per questo motivo erano stati predisposti dei PC Linux, con virtual machine basate su Windows XP, capaci di emulare il vecchio sistema operativo di Microsoft. “Tecnicamente il tutto funzionava, ma è evidente che non era la condizione ideale per poter efficace- mente gestire un processo produttivo. Per di più, alcuni impianti,

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