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GIUGNO-LUGLIO 2025 AUTOMAZIONE OGGI 463 | 27 Panorama Sezione della camera toroidale di Iter Il JET, Joint European Torus Fonte: Efda tura sostenibile a lungo termine. L’energia da fusione potrebbe condurre a una rinascita dell’industria europea, portando sviluppo economico e industriale, prosperità e posti di lavoro al nostro continente”. Ma quanto sono realistiche queste pro- spettive? Ripercorriamo i passi che hanno portato alla situazione attuale, seguendo la sintesi tracciata dalla Direzione generale per l’energia della Commissione Europea. Un… iter movimentato La fusione termonucleare è la fonte di ener- gia del Sole e delle altre stelle e, quando si riuscirà a realizzarla in apposite centrali potrà fornire energia pulita, economica e sicura per soddisfare i crescenti fabbisogni energetici mondiali, affiancando in misura considere- vole le altre fonti di energia, soprattutto con le rinnovabili. La fusione, lo ricordiamo, è una reazione che si verifica quando gli atomi di elementi leggeri vengono spinti l’uno contro l’altro a temperature e pressioni estremamente ele- vate, andando a formare atomi più pesanti e rilasciando enormi quantità di energia in base alle leggi fisiche note da più di un se- colo. I vantaggi della fusione sono notevoli: il processo fisico della fusione termonucleare ha un’efficienza energetica di 60 milioni di volte più della combustione chimica (quella degli idrocarburi) e una decina di volte più della fissione; inoltre, a differenza di quest’ul- tima, il combustibile è virtualmente inesau- ribile (isotopi dell’idrogeno, nell’acqua degli oceani) e la produzione di scorie radioattive decisamente trascurabile. A questi vantaggi fa da contraltare una grande difficoltà realiz- zativa: una centrale a fusione è un sistema di grande complessità e i problemi da risolvere per metterla in campo sono ancora molti. La gara per rendere tecnicamente fattibile ciò che la teoria prevedeva come possibile ha avuto inizio negli anni ‘50, quando ricerca- tori e ingegneri russi hanno proposto il mo- dello del tokamak, un termine che indica il contenitore toroidale, a forma di ciambella, come ambiente dove ospitare la reazione di fusione, con elettromagneti che confinano il gas elettricamente carico, cioè il plasma, ri- scaldato alla temperatura di oltre 100 milioni di gradi (7-10 volte più caldo del Sole), tenen- dolo lontano dalle pareti della camera dove avviene la reazione. Da allora, la sfida tecno- logica è stata quella di trovare le condizioni adeguate affinché il reattore produca più energia di quella che viene fornita per man- tenere la reazione; nello specifico si tratta di riuscire a mantenere il plasma confinato per alcune frazioni di secondo alle temperature prima indicate. È un’impresa tecnoscientifica non facilmente affrontabile da un solo stato, e infatti fin dagli anni ‘70 i laboratori euro- pei hanno unito le forze per costruire il JET (Joint European Torus) con sede a Culham (UK); ulteriori conoscenze sono state accu- mulate attraverso altri dispositivi tokamak come Tokamak Supra (Francia), Asdex (Ger- mania), RFX (Italia), Mast (Regno Unito), TCV (Svizzera). La scienza e la tecnologia della fu- sione hanno una lunga storia in Europa, e il loro sviluppo è stato accelerato a partire dal 1957 con la firma del Trattato che istituisce la Comunità Europea dell’Energia Atomica, o Euratom. Ciò ha creato le basi per la coopera- zione europea sulla fusione e ha accelerato le attività di ricerca e sviluppo. Da allora, Eura- tom ha coordinato la ricerca sulla fusione in Europa finanziando Fusion for Energy (creato nel 2007) ed EuroFusion (istituito nel 2014). Finora in tutto il mondo la fusione si è con- centrata sugli aspetti di ricerca, ma sono sempre più numerosi i progetti orientati a uno sviluppo su scala industriale. Ci sono programmi di ricerca sull’energia da fusione in oltre 50 paesi e il rapporto Fusion Outlook 2023 dell’Aiea - Agenzia Internazionale Ener- gia Atomica indica che ad oggi, complessi- vamente, sono in funzione, in costruzione o in fase di progettazione più di 140 macchine per la fusione, frutto di progetti pubblici e privati. La strada più promettente per arri- vare al traguardo della fattibilità scientifica e tecnologica della fusione è Iter (in latino, strada), la più grande macchina per la fu- sione di sempre. Iter, acronimo di Internatio-

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