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38 | GIUGNO-LUGLIO 2025 AUTOMAZIONE OGGI 463 SPECIALE AUTOMAZIONE OGGI La smart factory sostenibile Innovazione tecnologica, rispetto per l’ambiente e progresso sociale: la smart factory è tutto questo. È anche quello che serve per essere protagoniste di un futuro industriale più equo, efficiente e sostenibile F in dalla riprogettazione della macchi- na a vapore da parte di JamesWatt nel XVIII secolo, che segnò l’inizio della prima rivoluzione industriale, l’umani- tà ha compiuto straordinari progressi nella capacità di produzione dei beni. Le suc- cessive rivoluzioni industriali, la seconda con l’introduzione dell’energia elettrica e la terza con le tecnologie dell’informazione, hanno tra- sformato radicalmente il modo in cui si produ- ce. Oggi, grazie all’uso massivo dei Big Data, al miglioramento delle capacità computazionali e alla diffusione dei dispositivi connessi, si è aperta l’era della cosiddetta Quarta Rivoluzio- ne Industriale. Questo nuovo scenario prende il nome di Smart Manufacturing, ovvero mani- fattura intelligente, poiché unisce intelligenza artificiale e tecnologie digitali applicate alla produzione e alla gestione aziendale con l’o- biettivo di aumentare l’efficienza, rispondere alla domanda di personalizzazione e contenere i costi. Rispetto ai modelli tradizionali, lo smart ma- nufacturing si distingue per l’elevata flessibi- lità, l’automazione spinta, l’integrazione tra sistemi, la capacità di autoapprendimento e la sostenibilità ambientale. Le tecnologie abilitanti, come sensori intelligenti, Internet delle Cose (IoT) e Big Data, sono i motori principali di questa trasformazione. Il nuovo modello produttivo ha già un impatto rile- vante in diversi settori industriali, con appli- cazioni che spaziano dalla riorganizzazione dei carichi di lavoro all’ottimizzazione dei cicli produttivi. Tecniche avanzate di analisi dati, come il deep learning, permettono di moni- torare e controllare i processi industriali, mi- gliorando la qualità e prevenendo incidenti. I sensori evoluti consentono un monitoraggio preciso della posizione e dello stato degli og- getti; le smart grid distribuiscono l’energia in modo dinamico, adeguando i flussi ai bisogni reali; il Cloud Computing, abbinato al calcolo ad alte prestazioni, supporta decisioni rapide e informate. Inoltre, la manifattura additiva favorisce una produzione flessibile e perso- nalizzata. Tutto ciò sta trovando sempre più spazio, coinvolgendo aziende, istituzioni ac- cademiche e governi, che stanno investendo per consolidare questo paradigma. Quante sfide Le precedenti rivoluzioni industriali hanno certamente migliorato la qualità della vita e introdotto molte comodità, ma hanno anche aggravato problemi ambientali come l’inquinamento e il riscaldamento globale, dovuti principalmente all’uso estensivo di combustibili fossili e a processi industriali in- quinanti. Le emissioni generate dall’industria sono tra le principali fonti di gas serra, in par- ticolare anidride carbonica (CO₂). Inoltre, la riduzione delle risorse naturali e l’aumento dei costi energetici pongono sfide urgenti al sistema produttivo. La necessità di tutelare l’ambiente e di garantire risorse anche per le generazioni future richiede un ripensamento profondo dei modelli industriali. Per rispondere a queste sfide, si è svilup- pato il concetto di manifattura sostenibile, volto a trasformare l’industria in un sistema più rispettoso dell’ambiente, con minori emissioni, minor consumo di risorse e un orientamento strategico di lungo periodo. Numerosi Paesi hanno avviato politiche per promuovere questo modello. L’Unione Eu- Marco Vecchio ropea, ad esempio, ha lanciato il Green Deal per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Programmi come Horizon Europe e il Pnrr rappresentano strumenti finanziari fon- damentali per incentivare la transizione. Una smart factory sostenibile si configura come un ambiente produttivo digitalizzato e interconnesso che mira non solo all’effi- cienza, ma anche al rispetto di criteri am- bientali, economici e sociali. In pratica, ciò significa attuare misure per ridurre i consumi, limitare gli sprechi, promuovere il riutilizzo dei materiali e valorizzare la componente umana nei processi lavorativi. Sul piano am- bientale, l’utilizzo di sensori intelligenti per- mette di rilevare consumi anomali in tempo reale e di intervenire prontamente, mentre sistemi predittivi regolano automaticamente l’uso dell’energia. Le fonti rinnovabili, come il solare, possono essere integrate nel sistema produttivo, riducendo la dipendenza da fonti fossili. Un occhio attento Dal punto di vista sociale, le fabbriche in- telligenti favoriscono ambienti di lavoro Foto Shutterstock

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