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GIUGNO-LUGLIO 2025 AUTOMAZIONE OGGI 463 | 73 Tavola rotonda D ecarbonizzazione significa ridu- zione del carbonio e implica la diminuzione della quantità di anidride carbonica e altri gas a ef- fetto serra rilasciati nell’atmosfera che concorrono al riscaldamento globale che comporta ingenti conseguenze sull’ambien- te, tra cui l’innalzamento del livello del mare, eventi climatici estremi e la perdita di biodiver- sità. Risulta essenziale ridurre, drasticamente, il rilascio di carbonio nell’aria, e per il comparto dell’industria, che si configura fra i principali contributori alle emissioni globali, la decarbo- nizzazione rappresenta un obiettivo centrale. Le strategie di decarbonizzazione sono nu- merose, a titolo esemplificativo trattasi di: misure di efficienza energetica, adozione di fonti rinnovabili, spinta all’elettrificazione, impiego di idrogeno verde e biocombusti- bili, scelta di soluzioni di economia circolare, minimizzazione o completa eliminazione dell’emissione diretta di anidride carbonica degli scarti di processo e tecnologie di cat- tura e sequestro del carbonio. Gli interventi di efficienza energetica im- plicano una diminuzione del rilascio di gas serra in atmosfera, in particolare, compor- tano la riduzione delle emissioni di anidride carbonica connesse ai processi di combu- stione e alla produzione di elettricità nelle centrali termoelettriche. La transizione a fonti energetiche pulite in relazione a tutti gli impieghi dell’energia, dall’alimentazione di macchinari e attrezza- ture alla fornitura di calore di processo, è di primaria importanza. Risulta cruciale l’inte- grazione nel mix energetico delle fonti rin- novabili attraverso la generazione sul posto a mezzo parchi solari o turbine eoliche, la scelta di avvalersi della fornitura di energia rinnovabile da parte delle utility o la parte- cipazione ad accordi di acquisto di energia rinnovabile caratterizzati da entrate presu- mibili per il venditore e costi prevedibili per l’acquirente. L’ elettrificazione implica il passaggio da sistemi che funzionano con combustibili fossili, come i macchinari e gli impianti di riscaldamento, a tecnologie elettriche avan- zate alimentate da fonti rinnovabili, come i motori ad alta efficienza e i processi di riscal- damento elettrico. L’ idrogeno verde non è presente in natura, bensì viene prodotto per elettrolisi dell’acqua in specifiche celle elettrochimiche alimen- tate da energia rinnovabile, e rappresenta una fonte di combustibile completamente priva di carbonio. Risulta caratterizzato da alte potenzialità nel ventaglio delle applica- zioni industriali, in quanto può realizzare la sostituzione del gas naturale nei processi ad alta temperatura ed essere impiegato come materia prima, ai fini della generazione di so- stanze chimiche e combustibili a basse emis- sioni di carbonio. Mentre i biocombustibili si configurano come un’alternativa più sosteni- bile rispetto ai combustibili fossili, in quanto si ottengono da fonti rinnovabili come rifiuti agricoli, scarti di legno e altro materiale orga- nico; precisamente, la loro combustione rila- scia anidride carbonica, ma in conseguenza dell’aspetto per il quale il carbonio è stato, originariamente, assorbito dall’atmosfera durante la crescita della materia prima, tale processo viene classificato come a zero emis- sioni. La limitazione di sprechi e rifiuti du- rante l’intero processo produttivo risulta un aspetto centrale. Inoltre, i rifiuti possono es- sere convertiti in prodotti o materie prime utili per diverse applicazioni, riducendo il ca- rico ambientale dei sottoprodotti, ossia l’in- sieme delle pressioni esercitate dagli stessi, nell’area di incidenza, sul complesso delle ri- sorse ambientali. Adottando tale approccio, le organizzazioni favoriscono il passaggio dal modello di economia lineare a quello circo- lare, ossia da uno schema industriale, di mer- cato, basato sull’estrazione di materie prime sempre nuove, sul consumo di massa e sulla produzione di scarto una volta raggiunta la fine della vita del prodotto, ai principi che si basano sul riutilizzo, la riconversione e il mantenimento delle risorse in circolazione per un arco di tempo quanto più lungo pos- sibile. Stante la premessa per la quale l’ ottimiz- zazione dei processi implica la messa a punto di operazioni per ridurre al minimo il consumo di energia e la produzione di scarti e rifiuti, attraverso i sistemi avanzati di controllo dei processi, l’analisi dei dati e l’implementazione delle best-practice e dei principi dell’economia circolare, quando sussistono, inevitabilmente, scarti di pro- cesso, bisogna puntare alla minimizzazione o completa eliminazione dell’emissione di- retta di anidride carbonica derivante dagli stessi. Il raggiungimento di tale obiettivo può richiedere un cambio del paradigma operativo e il ricorso a tecnologie innovative fino ad arrivare, in alcuni casi, alla riproget- tazione radicale del processo che può im- plicare il passaggio a metodi di produzione interamente nuovi, l’utilizzo di materie prime diverse o la ricerca di prodotti chimici alter- nativi, al fine di ridurre al minimo o impedire la generazione di anidride carbonica. Nel quadro di attacco alle emissioni ine- vitabili, si collocano l’esplorazione e l’im- plementazione di tecnologie alternative a minore intensità di carbonio, come la

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