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48 | SETTEMBRE 2025 AUTOMAZIONE OGGI 464 SPECIALE AUTOMAZIONE OGGI Guardiamo all’architettura Se parliamo di efficienza energetica, allora il vero risparmio nasce dall’architettura di sistema Q uando si parla di efficienza ener- getica negli impianti industriali, la conversazione ruota spesso intorno a componenti più per- formanti: motori IE3, inverter, relè intelligenti. Ma la verità è che nessun com- ponente, per quanto evoluto, può garantire un reale risparmio se inserito in una logica di con- trollo rigida, non reattiva e scollegata dal con- testo operativo. L’energia si spreca non solo nei motori, ma soprattutto nelle decisioni ‘automa- tiche’ prese da sistemi che non sanno adattarsi, che ignorano i dati in tempo reale o che non dialogano tra loro. In questo articolo vogliamo guardare all’efficienza energetica da un’altra prospettiva: non come somma di componenti ottimizzati, ma come risultato di un’architet- tura intelligente e coordinata. È lì che nasce il vero risparmio. L’analisi degli sprechi invisibili di energia Durante diverse attività di analisi svolte da S&T Automation presso impianti nei settori food e intralogistica, è emerso un dato rile- vante: anche in presenza di componenti a basso consumo, le logiche di controllo non ottimizzate continuano a generare sprechi energetici significativi. In un impianto di movimentazione, ad esempio, erano già in- stallati ventilatori EC ad alta efficienza, ma la logica di attivazione era fissa: funzionavano 24/7, indipendentemente dalle condizioni ambientali. Dopo un’analisi termografica e l’integrazione di sonde PT100 e soglie di- namiche su PLC, la ventilazione è stata mo- dulata in base alla temperatura reale dei quadri, riducendo i cicli di accensione del 60% e attivando il reale risparmio previsto dai componenti. In un’altra installazione, le pompe di ricircolo già disponevano di un inverter integrato, ma venivano gestite da timer indipendenti dal carico. Con l’introdu- zione di sensori di pressione con feedback su Scada e l’ottimizzazione dei setpoint dina- mici, è stato possibile ridurre drasticamente le partenze inutili e sfruttare al meglio il po- tenziale dell’inverter stesso. Il risparmio, una volta corretta la logica, ha superato il 12% nel primo trimestre. Questi esempi dimo- strano che non basta scegliere componenti efficienti: è la coerenza dell’architettura a de- terminare l’effettivo rendimento energetico di un impianto. Senza una logica adattiva e contestuale, anche i migliori dispositivi re- stano sottoutilizzati. Strategie interessanti Presentiamo 3 strategie in grado di tagliare i consumi senza cambiare l’impianto. Ottimizzare la logica di attivazione con soglie reali - In molti impianti le utenze ausiliarie come ventilatori o pompe sono attivate tramite timer fissi, senza tenere conto delle reali condizioni operative. Que- sto porta a lunghi periodi di funzionamento non necessari. Integrare sensori (PT100, pressostati, flussostati) nella logica PLC e definire condizioni di attivazione basate su soglie reali, non su tempi predefiniti: la sola modifica software permette di ridurre dra- sticamente l’attività superflua. Ad esempio, attivando i ventilatori solo quando la tem- peratura supera i 35 °C è possibile ridurre le ore di funzionamento del 60%, mentre l’ac- censione delle pompe in base alla pressione, solo quando scende sotto 1,2 bar, consente di eliminare i cicli a vuoto. La sola modifica software, in molti casi, è sufficiente per ri- durre drasticamente l’attività superflua. Gestire i carichi non critici con seziona- mento automatico - Molte apparecchiature restano alimentate anche durante le fasi di inattività. Alimentatori, sensori attivi e attua- tori non utilizzati continuano a consumare energia senza apportare alcun contributo al processo. Una soluzione efficace consiste nell’installare relè o contattori gestiti dal PLC per disattivare automaticamente le sezioni della macchina non operative. In molti casi è sufficiente aggiungere moduli logici o espandere gli ingressi e le uscite del sistema esistente per implementare questa strategia, che consente una riduzione dei carichi pas- sivi fino al 15% durante le fasi di stand-by o di attesa. Valorizzare le funzioni ‘dormienti’ nei di- spositivi già installati - Molti componenti già presenti negli impianti come inverter, relè intelligenti e moduli I/O offrono fun- zionalità avanzate che spesso non vengono sfruttate, principalmente perché non sono configurate o perché mancano le compe- tenze per farlo. È possibile ottenere benefici significativi semplicemente attivando alcune di queste funzioni integrate, come la moda- lità economy, l’arresto automatico sotto-so- glia, la diagnostica predittiva locale o il sleep mode. Ad esempio, un inverter già installato può regolare il funzionamento del motore in base al carico effettivo e disattivarsi au- tomaticamente durante le fasi di inattività, evitando così assorbimenti energetici inutili. S&T Automation - www.stautomation.eu Simone Tarolli L’efficienza energetica non è solo la somma di componenti ottimizzati, ma soprattutto è il risultato di un’architettura intelligente e coordinata Foto Shutterstock

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