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42 | OTTOBRE 2025 AUTOMAZIONE OGGI 465 SPECIALE AUTOMAZIONE OGGI Garantire la sicurezza dei dati IoT N el mondo dell’automazione industriale i dati generati dal- le macchine non sono più un sottoprodotto secondario, ma la vera linfa vitale per manuten- zione predittiva, ottimizzazione dei processi e nuovi modelli di business basati sui servizi. Garantirne la sicurezza significa agire su due fronti: da un lato c’è la robustezza fisica dei supporti di memorizzazione, che devono re- sistere a vibrazioni, temperature estreme e ambienti polverosi tipici di fabbriche, cantieri e impianti produttivi. Dall’altro, la cybersicu- rezza protezione da manomissioni, contraffa- zioni, esfiltrazioni o cancellazioni intenziona- li. Trascurare anche solo uno di questi aspetti significa indebolire l’intero sistema. Supporti fisici industriali: cosa scegliere Il primo livello di sicurezza parte dall’har- dware. Nei PC embedded industriali i supporti di memorizzazione sono il cuore pulsante della raccolta dati. Le tradizionali memo- rie meccaniche (HDD) hanno ormai lasciato spazio a soluzioni a stato solido (SSD e flash NAND), molto più affidabili in ambienti ostili. - SSD industriali : offrono resistenza a shock e vibrazioni, temperature operative estese (da –40 °C a +85 °C) e cicli di scrit- tura superiori rispetto a quelli consumer. - eMMC e UFS : spesso impiegati in ga- teway IoT compatti, garantiscono con- sumi ridotti e buona durata. - CFast e SD industriali : alternative valide in sistemi dove la sostituibilità rapida è un requisito. Il criterio di scelta non è solo il costo per gi- gabyte, ma la durata nel tempo e la garanzia di integrità dei dati anche in condizioni cri- tiche. Un fermo macchina dovuto a un sup- porto danneggiato può costare molto più di quanto si risparmia scegliendo componenti economici. Inalterabilità dei dati: un requisito imprescindibile Avere dati non alterabili è fondamentale per ogni OEM che intenda sfruttare i servizi di- gitali legati ai propri macchinari. Tecnologie avanzate oggi permettono di scrivere dati una sola volta in maniera certificata, impe- dendo modifiche o cancellazioni retroat- tive. Questo approccio garantisce la validità legale e tecnica delle informazioni raccolte, creando fiducia tra costruttore e cliente fi- nale. È il principio alla base delle soluzioni più innovative di ‘Trusted IoT’, che conso- lidano l’integrità dei dati alla fonte, senza dipendere da complesse architetture centra- lizzate come la block-chain. In queste nuove architetture si assegna un certificato digitale unico al dispositivo IoT o, molto più spesso, A cura del Gruppo Software Industriale di Anie Automazione al gateway, che lo utilizza per apporre una firma digitale su ogni pacchetto di dati che viene raccolto anche se completamente iso- lato da Internet. I dati così ‘firmati’” hanno valore legale secondo la direttiva europea Eidas e possono essere inviati a piattaforme cloud o salvati su appositi database che non distruggano la firma digitale. Da una parte il mondo fisico e dall’altra il mondo digitale: in una fabbrica trascurare uno di questi aspetti significa indebolire l’intero sistema Il primo livello di sicurezza parte dall’hardware Fonte Shutterstock

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