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76 | OTTOBRE 2025 AUTOMAZIONE OGGI 465 Robotica AUTOMAZIONE OGGI Un ‘senso’ alla robotica La capacità tattile è un requisito fondamentale per consentire l’interazione fisica fra robot e persone: Melexis sta collaborando con il centro di ricerca Brubotics allo sviluppo dei robot tattili del futuro L a prossima era della robotica non riguarda semplicemente l’aumen- to delle funzionalità, ma anche la promozione di un nuovo tipo di in- tegrazione tra le macchine e i loro ambienti, così come, aspetto questo forse più importante, la società nel suo complesso. I robot iniziano a spostarsi oltre le linee di produzione recintate verso le case, gli ospe- dali, i magazzini e i campi, in spazi intrinseca- mente più dinamici, non strutturati e spesso condivisi con le persone. Questa transizione richiede non solo dei progressi nel campo dell’intelligenza artificiale (AI), ma anche un ripensamento del modo in cui i robot percepiscono il mondo. In questi ambienti, l’interazione fisica è inevitabile e spesso im- prevedibile, e ciò richiede una reale imita- zione dei sensi umani, dove la capacità tattile costituisce un requisito fondamentale. I robot, non solo devono decidere cosa fare, ma de- vono anche capire come lo stanno facendo, se una presa è sicura, se si è verificato un con- tatto, se la resistenza è cambiata. La realizzazione di questa visione richiede ben più di qualche miglioramento tecnolo- gico isolato: la convergenza dei meccanismi di feedback, come i sensori tattili e i sistemi di controllo intelligenti e adattivi, è una sfida in- terdisciplinare che richiede la collaborazione tra esperti di hardware elettronico, software, sistemi embedded, meccanica robotica e meccatronica. Approfondiamo qui il lavoro di Melexis e Brubotics, il Centro di ricerca sulla robotica umana di Bruxelles della Vrije Univer- siteit Brussel (VUB), con un esempio di come la collaborazione possa aiutare a schiudere nuove frontiere nell’interazione robotica. La spinta verso la percezione robotica intelligente I sistemi robotici attuali hanno raggiunto una precisione e un’adattabilità impressio- nanti, soprattutto quelli dotati di sistemi di visione ad alta precisione e operanti in applicazioni ripetitive. Tuttavia, la perce- zione tattile, ossia la capacità di percepire e interpretare il contatto fisico, rimane relati- vamente limitata. Molti robot di oggi sono pensati per utilizzare il feedback visivo e dei sensori di forza avanzati, ma l’integra- zione pratica di tali sensori è spesso limitata a causa di fattori come il costo proibitivo e le difficoltà di ottenere la precisione neces- saria. Sebbene sia efficace in ambienti alta- mente strutturati, questo approccio di base Julien Ghaye può non essere adatto quando i robot de- vono manipolare oggetti fragili o irregolari, adattare dinamicamente la presa o intera- gire in sicurezza con gli esseri umani. Diversamente dal senso del tatto umano, che è una combinazione intensa di pressione, di- rezione, attrito e vibrazione, la maggior parte delle piattaforme robotiche opera con una consapevolezza relativamente limitata del contatto: la mancanza di un rilevamento affi- dabile della forza di taglio, per esempio, può limitare la capacità di un sistema di rilevare quando la presa sta cedendo. Senza di essa, i robot devono fare affidamento su strategie di presa predefinite, oppure compensare con la forza, aumentando il rischio di far cadere gli oggetti o danneggiarli. Per sviluppare un sistema tattile robotico efficace, hardware e software devono evolvere insieme: qui nasce la collaborazione tra Melexis e Brubotics

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