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Start-up AUTOMAZIONE OGGI 92 | OTTOBRE 2025 AUTOMAZIONE OGGI 465 l cambiamento climatico rappre- senta una delle maggiori sfide della nostra epoca: l’innovativa soluzione brevettata dalla start- up italiana Limenet ( https:// limenet.tech/tecnologia ) è in grado, partendo da carbonato di calcio, di produrre calce de- carbonizzata da utilizzare per rimuovere e stoccare l’anidride carbonica in mare in modo permanente o quasi – oltre 10 mila anni – im- magazzinandola in forma di bicarbonati di cal- cio. Inoltre, iniettando in mare i bicarbonati, un composto naturale già presente nelle acque, Limenet contribuisce a contrastare l’acidifica- zione degli oceani, processo causato dal cam- biamento climatico che sta mettendo a rischio l’intero ecosistema marino. La vostra tecnologia potrebbe dare un contributo determinante al problema del climate change e non solo: come nasce l’idea? “Limenet nasce dall’incontro tra rigore scien- tifico e visione imprenditoriale. Alle sue radici ci sono anni di studi condotti da professori e ricercatori del Politecnico di Milano, dell’Uni- versità Milano Bicocca e del Centro Euro-Me- diterraneo sui cambiamenti climatici (Cmcc)” ci racconta Stefano Cappello, oggi CEO, non- ché founder dell’azienda insieme allo zio Gio- vanni. L’avventura parte ‘dal garage di casa’, nel solco delle più blasonate start-up: “Nel 2021 abbiamo deciso di passare dalla teoria alla pratica con alcune prime sperimenta- zioni. E gli esperimenti hanno funzionato, segnando un punto di svolta”. Sulla scia di questi successi e spinto dalla sua profonda vocazione ambientale, Stefano decide di la- sciare la carriera intrapresa (Leonardo) e nel 2023 si dedica completamente al progetto Limenet, con l’obiettivo di trasformare la scienza in impatto climatico reale. Avete già portato avanti alcuni progetti: quali sono i punti di forza emersi e quali gli ostacoli all’adozione di questa soluzione su larga scala? “I punti di forza sono l’ampia disponibilità delle materie prime – il carbonato di calcio è una delle rocce più presenti sulla Terra – e il fatto che Limenet porta sul mercato una soluzione che permette sia la cattura dall’atmosfera, sia lo stoccaggio della CO 2 senza fare affida- mento su partner esterni. Inoltre, gli impianti di Limenet possono essere sviluppati lungo la maggior parte delle coste, nei luoghi in cui vi è ampia disponibilità di energia da fonti rinnova- bili, rendendo la soluzione meno site-depen- dent rispetto ad altre tecnologie di stoccaggio, per esempio quello geologico. Attualmente i principali ostacoli sono ottenere i permessi per operare su larga scala e la mancanza di un quadro regolatorio che supporti lo sviluppo di queste nuove tecnologie”. Inserendosi in un contesto normativo ancora in evoluzione ma in rapida crescita, Limenet contribuisce attivamente alla definizione delle policy del settore partecipando ad associazioni di ricer- catori, esperti e legislatori, e impegnandosi di- rettamente per il riconoscimento della propria tecnologia all’interno del quadro normativo italiano e internazionale. Che cosa vi aspettate per il futuro? “Nel 2024 Limenet ha testato con successo metà della tecnologia, ovvero il modulo di stoccaggio della CO 2 in mare. Il prossimo step è realizzare l’altra metà, ovvero il calcinatore elettrico, per testare l’intero processo. L’obiet- tivo è quello di diventare tra i market leader nella produzione di calce green, portando sul mercato un prodotto che potrebbe rap- START-UP Intrappolare la CO 2 in mare I Ilaria De Poli @ilariadepoli presentare una svolta per scalare diversi ap- procci di rimozione della CO 2 . Ci aspettiamo, inoltre, che il quadro regolatorio internazio- nale evolva verso il pieno riconoscimento dei crediti di rimozione di carbonio, non solo nel mercato volontario, ma anche come strumento ufficiale a disposizione degli Stati e delle aziende per il raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica. Seguiamo con attenzione le discussioni sul Crcf (Carbon far- ming and carbon certification), quelle sull’Ar- ticolo 6 dell’Accordo di Parigi, in particolare i commi 6.2 e 6.4, che potrebbero abilitare meccanismi di scambio transnazionale dei crediti di carbonio. Ci auguriamo che queste evoluzioni contribuiscano a integrare piena- mente le tecnologie di rimozione all’interno delle strategie climatiche globali”. Cosa si dovrebbe fare per supportare con maggiore efficacia iniziative imprenditoriali come la vostra? “Al momento, l’interesse verso le soluzioni di rimozione della CO 2 dall’atmosfera è ancora di nicchia, sebbene nel futuro queste tecnologie ricopriranno un ruolo cruciale nel percorso della decarbonizzazione. Per questo, a oggi ab- biamo riscontrato molto più interesse da parte di player nel mondo della calce, per l’acquisto della calce green e dei forni di calcinazione elettrici. Questi due prodotti possono aiutare la decarbonizzazione di un settore hard-to-a- bate come quello della calce. Per supportare le iniziative imprenditoriali nel settore della ri- mozione della CO 2 , un primo passo fondamen- tale è delineare un quadro regolatorio a livello nazionale ed europeo, per stabilire i criteri di qualità e definire le procedure di monitoraggio e rendicontazione. Con un quadro regolatorio chiaro, per le start-up risulterà poi più facile ot- tenere i fondi e i permessi per operare”.

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