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26 | NOVEMBRE-DICEMBRE 2025 AUTOMAZIONE OGGI 466 AUTOMAZIONE OGGI L’ Intelligenza Artificiale rappresenta una delle sfide più decisive per il futuro delle imprese italiane, ma an- che una straordinaria opportunità di crescita. Secondo stime Anitec-As- sinform, il mercato dell’AI in Italia ha raggiunto un valore di 909 milioni di euro nel 2024, con una crescita del 55% rispetto al 2022, e si stima che possa superare 1,8 miliardi di euro entro il 2027. Nonostante oggi solo l’11%delle imprese utilizzi concretamente soluzioni di intelligenza artificiale, quasi il 19% prevede di investire in questa tecnologia entro i prossimi tre anni. Dati che confermano come l’AI non sia più un’opzio- ne futuristica, ma una leva strategica per inno- vare processi produttivi, rafforzare la competi- tività internazionale e affrontare con successo le sfide dei mercati globali. Lo ribadisce anche Floriano Masoero, CEO di Siemens “In un perio- do di forti cambiamenti e di grandi opportuni- tà, l’Italia può giocarsi un ruolo determinante di grande crescita all’interno dell’Industrial AI: ha infatti 80/100 miliardi di opportunità da ac- cogliere entro il 2030. Certo, l’Italia è un po’ in fa possono essere completamente diverse da quelle fatte oggi. Inoltre, per l’industria sono fondamentali le competenze di verticalizzazio- ne. Siemens sta sviluppando una specializza- zione sul mondo industriale utilizzando i Large Language Models e aggiungendo competenze verticali del mercato industriale, dei vari mer- cati e dei dati”. La seconda ragione è legata a un approccio progettuale troppo sbilanciato verso l’IT: “oltre al fatto che è importante che le aziende, le istituzioni e le università investano sulla formazione di competenze legate all’AI, è necessario che l’AI venga considerata come un vero e proprio prodotto e non come processi IT che iniziano ogni volta da capo: quindi ser- ve avere una soluzione hardware e software ben definita e utilizzare l’AI in tutte le fasi, dal design all’ingegneria alle operation, come una parte integrante dello sviluppo”. Il potenziale è enorme. “L’incremento di produttività derivan- te dall’adozione dell’AI industriale potrebbe generare benefici economici superiori ai 100 miliardi di euro, se parametrati sul fatturato na- zionale” sottolinea Masoero. Dal rilevamento difetti alla manutenzione predittiva, l’intelligenza artificiale industriale promette più produttività e meno sprechi. Un’occasione che può rilanciare la manifattura italiana sui mercati globali AI, la grande occasione per l’Italia Le applicazioni di AI stanno rivoluzionando le funzioni tradizionali dell’automazione: dal controllo qualità alla manipolazione robotica, dal riconoscimento visivo alla manutenzione predittiva ritardo rispetto al resto d’Europa, perché solo l’8,2% delle aziende italiane è partito con pro- getti sull’intelligenza artificiale legata all’indu- stria mentre i dati, secondo Confindustria, per il resto d’Europa sono molto diversi: in Danimar- ca il 27% delle aziende ha fatto partire progetti con l’AI, 20% in Germania con una media eu- ropea di oltre il 13,5%”. Infatti dati Istat ripor- tati da Confindustria vedono il tasso di ado- zione dell’AI in Italia passare dal 5% nel 2024 all’8,2% nel 2025, con una crescita trainata dal settore manifatturiero. Tuttavia, l’incremento resta ancora troppo contenuto a causa di due ragioni principali. La prima, secondo Masoero, è legata alla distinzione tra AI Consumer e AI Industriale, dove le tecnologie per i due ambiti sono diverse, con applicazioni in contesti dalle esigenze profondamente differenti. “Diverso è trovarsi un hotel non proprio come lo deside- riamo rispetto a risolvere problemi che posso- no nascere nell’industria. L’intelligenza artifi- ciale nell’industria deve essere molto precisa, sicura e affidabile. Per altro l’AI cambia molto rapidamente, e valutazioni fatte qualche mese Antonella Cattaneo @antonellacattaneo Attualità
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