AO466

86 | NOVEMBRE-DICEMBRE 2025 AUTOMAZIONE OGGI 466 AUTOMAZIONE OGGI AVVOCATO l diritto di precedenza del la- voratore a tempo determinato in caso di nuove assunzioni è un istituto giuridico che attri- buisce, in presenza di determi- nati presupposti, una priorità nell’accesso a posizioni stabili presso il medesimo datore. La disciplina è contenuta nell’art.24 del D.lgs. 15 giugno 2015, n.81, che, ‘salvo diversa disposizione dei con- tratti collettivi’, riconosce la precedenza al lavoratore che, nell’esecuzione di uno o più contratti a termine presso la stessa azienda, abbia prestato attività per un periodo com- plessivo superiore a 6 mesi, qualora il datore realizzi, entro i 12 mesi successivi alla cessa- zione del rapporto, assunzioni a tempo in- determinato. Tale diritto non impone nuove assunzioni, né determina automatismi di conversione: opera soltanto se l’impresa decide di assumere, nel periodo annuale di rilevanza, e per mansioni coincidenti o equivalenti in concreto. È quindi un vincolo di priorità nella scelta, non un obbligo di costituzione del rapporto in assenza di fab- bisogni reali. Bisogna sottolineare, poi, che il diritto di precedenza riguarda esclusiva- mente le assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro: non rientrano quindi nella tutela legislativa le nuove as- sunzioni a tempo determinato nelle stesse mansioni. Sotto il profilo oggettivo, il peri- metro della precedenza è delimitato dalle ‘mansioni già espletate’: non rileva la mera appartenenza a una categoria o a un livello, ma la concreta equivalenza funzionale tra le attività effettivamente svolte nel rapporto a termine, e quelle oggetto della nuova as- sunzione a tempo indeterminato. A ciò si ag- giunge la verifica dell’idoneità professionale del lavoratore: il datore può legittimamente richiedere per la nuova assunzione requisiti minimi di esperienza o competenze, purché siano obiettivi, proporzionati e coerenti con la posizione da coprire. Diversamente, non sarebbe ammissibile fissare condizioni arti- ficiose o discriminatorie, volte unicamente a sottrarre la nuova posizione dal perimetro delle mansioni già svolte e a eludere l’appli- cazione del diritto di precedenza. Dal punto di vista formale, il legislatore ha previsto specifici oneri a tutela dell’effettività dell’istituto. Anzitutto, il datore deve richia- mare espressamente il diritto di precedenza nell’atto scritto con cui si appone il termine al contratto: l’informativa deve essere chiara e idonea a rendere conoscibili presupposti, modalità e termini di esercizio. In secondo luogo, il diritto può essere esercitato solo se il lavoratore manifesta per iscritto al datore la volontà di avvalersene, entro 6 mesi dalla cessazione del rapporto; in ogni caso, il di- ritto si estingue una volta trascorso un anno dalla cessazione. Quanto alle tutele azionabili in caso di violazione di tale diritto, occorre chiarire che la nuova assunzione, eventual- mente effettuata dal datore di lavoro, rimane comunque valida ed efficace nei confronti Assunzioni: il diritto di precedenza I del terzo assunto: il diritto di precedenza non determina l’invalidità del contratto stipulato con l’estraneo, né consente la so- stituzione automatica del neoassunto con l’ex dipendente titolare della precedenza. La protezione si sposta, quindi, sul piano risarcitorio: il lavoratore che abbia visto di- satteso il proprio diritto può domandare un ristoro economico per la perdita di una concreta possibilità di occupazione stabile, configurata in giurisprudenza come ‘chance’ lavorativa. La responsabilità del datore, qua- lificata come contrattuale ex artt.1.218 e ss. c.c., deriva dall’inadempimento dell’obbligo di dare priorità al lavoratore avente diritto. La quantificazione del danno avviene nor- malmente in via equitativa, tenendo conto della probabilità che il lavoratore sarebbe stato assunto se la precedenza fosse stata rispettata. I giudici, in tali ipotesi, spesso pa- rametrano il risarcimento alle retribuzioni che il dipendente avrebbe potuto percepire, traducendolo in un numero di mensilità pro- porzionato al livello di inquadramento e alla durata presumibile del rapporto che non si è potuto instaurare. In conclusione e in sin- tesi, il diritto di precedenza è una regola di priorità temporalmente circoscritta: si attiva al superamento del semestre presso lo stesso datore; riguarda esclusivamente assunzioni stabili, per mansioni corrispondenti, da ef- fettuarsi entro 12 mesi; richiede l’esercizio scritto entro 6 mesi e si estingue decorso un anno. La sua effettività dipende dall’adem- pimento degli oneri informativi datoriali e dalla corretta gestione dei termini e delle comparazioni professionali, in un quadro in cui la contrattazione collettiva può incidere in via integrativa sulla disciplina legale. Cristiano Cominotto Studio legale A.L. Assistenza Legale @cristiano-cominotto

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