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GENNAIO-FEBBRAIO 2026 AUTOMAZIONE OGGI 467 | 55 Tavola rotonda come li abbiamo sempre conosciuti. Le com- petenze puramente esecutive perdono cen- tralità, mentre cresce la richiesta di capacità di lettura, interpretazione e controllo di si- stemi sempre più complessi. Non basta‘saper far funzionare’ una macchina; diventa essen- ziale capire perché funziona, quando non funzionerà e quali decisioni prendere prima che il problema si manifesti. Chi non accetta questa trasformazione rischia di restare ai margini di un settore che corre veloce, ma senza fare rumore. Il futuro dell’automa- zione, quindi, non sarà deciso solo dalle tecnologie adottate, ma dal coraggio con cui l’industria saprà rimettere in discussione i propri modelli culturali. Formazione conti- nua, contaminazione tra competenze e ca- pacità di apprendere diventano strumenti di sopravvivenza, prima ancora che di crescita. In un contesto in cui nulla è davvero statico, l’unica vera alternativa è scegliere se guidare il cambiamento o subirlo. E l’automazione, oggi più che mai, è il terreno su cui questa scelta diventa inevitabile. Ma sentiamo cosa ne pensa chi veramente fa l’automazione. Quali sono, secondo voi, i principali cambiamenti che il settore dell’automazione dovrà affrontare nei prossimi 5 anni? Francesco Tieghi , chief marketing officer di ServiTecno ( www.servitecno.it ): Nei prossimi anni assisteremo a una convergenza crescente tra sistemi OT tradizionali e piattaforme digi- tali orientate ai dati. La trasformazione non riguarderà soltanto la tecnologia, ma il modo in cui le informazioni vengono raccolte, inter- pretate e utilizzate nei processi decisionali in- dustriali. Un cambiamento importante sarà la crescente standardizzazione: cybersecurity, in- teroperabilità e compliance diventeranno pre- requisiti, non optional tecnologici. Allo stesso tempo crescerà l’attenzione su resilienza ope- rativa e disponibilità dei sistemi, soprattutto nei contesti di infrastrutture critiche. Un altro cambiamento sarà culturale: l’automazione smetterà di essere percepita come un insieme di strumenti tecnici e diventerà sempre più un ecosistema che supporta decisioni, compe- tenze e governance operativa. Marco Bertoldi , country manager di Delta Electronics Italy ( www.delta-emea.com/ it-it/index ): L’Italia rappresenta storicamente un punto di riferimento nella produzione di attrezzature tecnologiche e soluzioni di au- tomazione. Tuttavia, negli ultimi anni, altre nazioni hanno dimostrato una crescita molto rapida in termini di competenze e capacità di sviluppo. Oltre alla Cina, attori come Turchia e India sono candidati a conquistare quote di mercato oggi presidiate da Paesi europei e dagli Stati Uniti. In questo contesto, il settore dell’automazione italiano dovrà proseguire con decisione lungo un percorso di continua innovazione e specializzazione, rafforzando il proprio posizionamento come eccellenza tecnologica. L’obiettivo sarà puntare alle mas- sime prestazioni e alla qualità, accettando una riduzione dei volumi produttivi a favore di nicchie a maggiore redditività. Un percorso già intrapreso con successo da altri comparti industriali, come ad esempio il settore moda. Sul fronte tecnologico, la centralità del dato emerge in modo sempre più evidente. Questo trend ha già incrementato il ruolo strategico del cloud, favorendo architetture ibride che integrano reti locali e di campo con infrastrut- ture dati esterne alla fabbrica. L’ecosistema che ne deriva apre la strada a nuovi modelli di controllo, nei quali il cloud può assumere il ruolo di centro computazionale. L’ipotesi di macchine controllate da remoto, in alternativa ai tradizionali PLC o motion controller locali, non è più fantascienza, ma una prospettiva concreta per i prossimi anni. In tale scenario, anche l’intelligenza artificiale acquisisce un ruolo centrale, rendendo disponibile in modo dinamico la propria capacità decisionale a supporto del miglioramento continuo e della flessibilità dei sistemi produttivi. Questo con- testo potrà favorire l’ingresso di nuovi prota- gonisti, oggi non presenti nel parco fornitori, capaci di introdurre soluzioni innovative e di ridefinire gli equilibri del mercato. Martina Urbano , HR business partner, Schneider Electric ( www.se.com/it/it ): Il settore dell’automazione sta vivendo una trasformazione profonda. Nei prossimi cin- que anni vedremo una forte integrazione tra automazione, digitalizzazione e intelligenza artificiale: sistemi sempre più connessi, gra- zie all’IoT, al cloud e ad algoritmi avanzati, permetteranno di monitorare, analizzare e ottimizzare i processi in tempo reale. L’AI giocherà un ruolo chiave nell’elaborazione dei dati, nella previsione dei guasti e nell’ot- timizzazione della manutenzione, rendendo le fabbriche più flessibili e resilienti. Un altro aspetto cruciale sarà la sostenibilità: le aziende dovranno ripensare i processi per ri- durre consumi energetici e sprechi. Inoltre, la cybersecurity diventerà una priorità assoluta, perché la crescente interconnessione espone le infrastrutture a nuovi rischi. Paolo Poletti , president & managing direc- tor di Yaskawa Italia ( www.yaskawa.it ): Nei prossimi cinque anni il mondo dell’auto- mazione sarà interessato da un’evoluzione significativa. La robotica sta passando da si- stemi rigidi a soluzioni sempre più flessibili e integrate, capaci di adattarsi ai processi produttivi e di dialogare con l’ambiente digitale dell’impresa. L’adozione di robot collaborativi ha contribuito ad ampliare gli ambiti applicativi, favorendo una maggiore integrazione tra uomo e macchina, pur in presenza di limiti ancora legati alla sicurezza. Un elemento centrale di questa evoluzione è la crescente integrazione dei sistemi pro- duttivi con il mondo dei dati. La possibilità di raccogliere informazioni direttamente da macchine e impianti, analizzarle e utilizzarle a supporto delle decisioni operative e strate- giche diventa un fattore determinante per la competitività. In parallelo, l’aumento dell’in- terconnessione rende sempre più rilevante Francesco Tieghi, chief marketing officer di ServiTecno
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