AO469
APRILE 2026 AUTOMAZIONE OGGI 469 | 11 AUTOMAZIONE OGGI è stato un tempo in cui l’auto- mazione industriale significa- va soprattutto velocità, ripetibilità, controllo, ma quel tempo è superato. L’automazione è oggi nella sua età adulta, cioè in quella fase in cui intelligenza, collaborazione e soste- nibilità diventano fattori strutturali, non più accessori. Guardando i temi portanti del nu- mero di Automazione Oggi che vi appresta- te a sfogliare (e spero a leggere), non potete che convenire che soluzioni intelligenti per l’industria collaborativa, sensori smart, transi- zione energetica e cloud computing sono la chiara rappresentazione dell’evoluzione del settore. L’industria collaborativa non è più una promessa tecnologica, ma una realtà opera- tiva. La collaborazione riguarda l’interazione uomo-macchina, certo, ma anche il dialogo continuo tra sistemi, dati e decisioni. Le archi- tetture produttive diventano modulari, ricon- figurabili, capaci di adattarsi a lotti piccoli, va- riabilità elevata e cicli di vita sempre più brevi. L’automazione non sostituisce, ma orchestra. I numeri confermano questa traiettoria: in Italia, il mercato dell’automazione industria- le cresce stabilmente a ritmi superiori al PIL manifatturiero, sostenuto da investimenti in digitalizzazione, robotica e controllo dei pro- cessi. L’Europa, nel suo complesso, continua a rappresentare uno dei poli globali dell’au- tomazione, con una forte specializzazione in sistemi ad alto valore aggiunto, software industriale e integrazione IT/OT. Nonostante le incertezze geopolitiche ed energetiche, la domanda di automazione resta strutturale e pretende più efficienza, più resilienza, più au- tonomia decisionale. Al centro di questa evoluzione ci sono i sen- sori smart; da componenti invisibili diventa- no protagonisti silenziosi, che raccolgono i dati, li pre-elaborano, li contestualizzano. So- no loro a rendere possibile la manutenzione predittiva, il controllo adattivo, la qualità in tempo reale. Come ricordava Peter Drucker, economista e saggista austriaco naturalizza- to statunitense: “Ciò che non si può misurare non si può migliorare”. Oggi potremmo tra- durre questa affermazione con: “Ciò che non è sensorizzato difficilmente può essere auto- matizzato inmodo intelligente”. Guardiamo poi all’automazione e alla tran- sizione energetica, altro tema affrontato in questo numero della rivista: non sono più mondi separati, perché l’energia entra nel perimetro dell’automazione industriale come variabile di processo che si può misurare, otti- mizzare, governare. Dalla gestione dei picchi di consumo, all’integrazione delle rinnovabili, fino all’efficienza energetica delle macchine stesse, il digitale diventa la leva che rende sostenibile la complessità. Edge e cloud com- puting completano il quadro: non è una scel- Chi automatizza, sopravvive C’ ta binaria, ma una distribuzione intelligente dell’intelligenza. L’edge garantisce tempi di ri- sposta, sicurezza e continuità operativa, men- tre il cloud abilita l’analisi avanzata, l’appren- dimento, l’integrazione lungo tutta la catena del valore. È qui che l’automazione incontra l’industria del software in modo definitivo, di- ventando sempre più software-defined. Guardando al futuro, l’automazione indu- striale in Italia e in Europa si gioca su tre diret- trici: competenze, integrazione e visione di si- stema. Le tecnologie sono mature, ma servo- no progettisti, system integrator e utilizzatori capaci di pensare l’automazione come piat- taforma, non come insieme di componenti. Secondo Norbert Wiener, uno dei padri della cibernetica: “Abbiamo modificato il nostro ambiente così radicalmente, che ora dobbia- mo modificare noi stessi per poter esistere in questo nuovo ambiente”. È in questo contesto che le prossime fiere di primavera assumono un significato che va oltre l’esposizione. SPS Italia e MecSpe di- ventano luoghi di lettura del presente e, so- prattutto, di anticipazione del futuro; spazi di confronto su modelli industriali, architetture emergenti e nuove alleanze tra automazione, digitale ed energia. In un mondo industriale sempre più connesso, collaborativo e distri- buito, l’automazione non è più una scelta tecnologica, ma una scelta strategica. Uno dei fondatori di Intel, Andy Grove, amava di- re: “Solo i paranoici sopravvivono”; nell’indu- stria di oggi, forse, sopravvivono soprattutto quelli che sanno osservare il cambiamento e automatizzarlo nel modo giusto. IL PUNTO Vitaliano Vitale Comitato tecnico di Automazione Oggi, Fieldbus&Networks e Soluzioni Software per l’Industria
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