AS1_2025

Automazione e Strumentazione Gennaio - Febbraio 2025 Primo piano 15 EVENTI processo e all’impiantistica non è più sufficiente. Serve un nuovo paradigma anche per l’automa- zione, che deve essere ripensata in ottica ‘modu- lare’ non solo per controllare le lavorazioni del package, ma soprattutto per ‘connetterlo nati- vamente’ con gli altri impianti intelligenti della linea produttiva, usando approcci analoghi a quelli di IoT senza riprogrammare i controlli per le diverse combinazioni. Anche se non nuova, l’idea di connettere tra loro ‘unità o skid pre-sviluppati di mercato’ dotati di controlli autonomi (es. PLC/Scada, HMI, DCS), come ‘mattoncini Lego’ per comporre un impianto più complesso, offre già una risposta sostenibile verso i costi di impianti ‘world scale’, monolitici e dotati di Scada e DCS, anch’essi di onerosa gestione. Ma ciò non basta se l’automazione è rivolta solo ai processi interni e non è concepita per l’integrazione nativa tra i ‘mattoncini’ e la loro orchestrazione. I requisiti della tecnologia L’impianto modulare digitale diventa quindi una realtà gestibile e sostenibile solo se: • i ‘mattoncini’ si connettono in reti industriali OPC UA e si riconoscono come oggetti IoT, • l’automazione, oltre ai controlli, espone para- metri e servizi con una semantica comune, • ci sono meccanismi ‘Plug & Produce’ e di autoconfigurazione delle logiche, delle HMI e reti che riducano gli efforts di ingegneria (e di convalida se nel farmaceutico) e, infine, • c’è un livello di ‘orchestrazione’ trasparente ai controlli dei singoli moduli che non impone più di adottare la tecnologia di un unico vendor. L’ ‘automazione modulare’ risponde a tutto que- sto proponendo un’interfaccia di scambio dati standardizzata (secondo MTP-Module Type Package) che se adottata negli skid e nella super- visione li rende integrabili attraverso import di files di testo e gestibili come oggetti IoT, con vantaggi di accesso ai dati in modo neutro rispetto ai controlli, di autonomia del modulo, di governo dell’impianto e di interoperabilità con apparati di processo similari. Le tecniche di IoT, ormai diffuse ed offerte dal mercato, innoveranno modi di lavoro consoli- dati facendo leva su virtualizzazioni, librerie di moduli, di marketplaces di sviluppo impianti e workflow per la creazione dell’automazione a partire da P&ID. Ma cambieranno anche i ruoli e le ‘skills’ degli attori, dai fornitori di skid OEM ai system integrators, dagli EPC ai fornitori di automazione OT/IT e soprattutto dei produttori finali che potranno tornare a decidere in autono- mia gli assetti adatti per rispondere rapidamente alle richieste dei mercati. Ne scaturirà un’industrializzazione che ridurrà i costi di complessità degli ecosistemi, che aprirà a nuove formule di partnership (in Europa sono già in uso URS per progetti modulari, ‘MTP asse- sment’ per selezioni partner e fornitori, nonché schemi di convalida) e che consentirà di iniziare un reale percorso di transizione digitale verso fabbriche connesse, avvantaggiando chi saprà utilizzare automazioni ‘disrupting’, come MTP. L‘automazione modulare deve poter essere connessa facilmente con altri impianti intelligenti, utilizzando approcci IoT e interfacce di scambio dati standardizzate L’idea di connettere unità pre-sviluppate con controlli autonomi come soluzioni ‘Plug & Produce’ offre delle soluzioni sostenibili a un costo comparabile a quello degli impianti classici

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