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Automazione e Strumentazione Gennaio-Febbraio 2026 Speciale 65 VISIONE, AI E ID nel tempo. I tag RFID, soprattutto quelli attivi o semi-passivi, possono memorizzare informazio- ni aggiuntive e accompagnare il prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita. La visione artificiale, in- vece, identifica ciò che rileva in un determinato istante, ma non fornisce di per sé una memoria integrata sull’oggetto. Utile integrazione Tornando alla visione artificiale, questa diventa più vantaggiosa quando l’identificazione deve essere accompagnata da verifiche qualitative o dimensionali, come il controllo dell’aspetto, della forma, della presenza di difetti o della cor- rettezza dell’assemblaggio. In questi casi l’RFID non è sufficiente, perché non fornisce informa- zioni visive sull’oggetto, ma solo un codice iden- tificativo. In sintesi, l’RFID è più conveniente quando l’obiettivo è identificare rapidamente e con certezza oggetti anche non visibili, in gran- di quantità e ad alta velocità, mentre la visione artificiale è preferibile quando l’identificazione è legata all’analisi (visiva) delle caratteristiche del prodotto. Per questo motivo, nelle applicazioni industriali più evolute le due tecnologie vengono spesso integrate, sfruttando l’RFID per l’identità e la tracciabilità e la visione artificiale per il con- trollo e la verifica. di distribuzione e le linee di produzione dove i prodotti sono movimentati in casse, pallet o colli chiusi. Un altro scenario in cui l’RFID è vantag- gioso è quello in cui serve la lettura simultanea di molti oggetti. Un lettore RFID può identifica- re decine o centinaia di tag nello stesso istante, senza doverli separare fisicamente o disporre in modo ordinato. La visione artificiale, invece, tende a funzionare meglio quando gli oggetti so- no ben distanziati e presentati in modo control- lato davanti alla telecamera. Per questo motivo, l’RFID è spesso la scelta più efficiente per l’in- ventario automatico, la gestione delle scorte e il controllo dei flussi in ingresso e uscita. L’RFID risulta conveniente anche quando l’iden- tificazione deve avvenire a velocità elevate e con geometrie variabili. Poiché il tag comunica via radio, non è necessario che l’oggetto sia orien- tato in un certo modo o che si muova a velocità compatibile con l’acquisizione di immagini. In sistemi di smistamento ad alta cadenza o su na- stri trasportatori molto rapidi, l’RFID offre mag- giore robustezza rispetto alla visione artificiale, che può risentire di motion blur o variazioni di posizione. Dal punto di vista dell’informazio- ne, l’RFID è particolarmente indicato quando occorre associare all’oggetto un’identità digita- le persistente e, in alcuni casi, dati aggiornabili Pur richiedendo competenze specifiche e un’attenta progettazione, la visione per l’identificazione offre dei vantaggi in termini di flessibilità e prestazioni

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