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Automazione e Strumentazione Marzo 2026 Approfondimenti 51 BATTERIE Pile ricaricabili: le maratonete del risparmio L’acquisto di batterie ricaricabili, che solitamente sono NiMH (Nichel-Metallo Idruro), richiede un investimento iniziale più consistente: le pile co- stano di più e, se non ne se ne possiede già uno, bisogna procurarsi un caricabatterie. Nonostante tutto, questo è un investimento che si ripaga in pochissimo tempo, sia economicamente sia in ter- mini di impatto ambientale. Infatti, una batteria ricaricabile può essere ricaricata 200, 500 o addi- rittura 1500 volte, come per esempio la versione Recyko Pro di GP Batteries , sostituendo di fatto qualche migliaio di usa e getta. Quando sceglierle Per tutti i dispositivi che hanno un consumo medio alto oppure che vengono utilizzati di frequente, la pila ricaricabile è una scelta qua- si obbligata. Controller per console, rasoi elet- trici, giocattoli radiocomandati, fotocamere digitali o mouse wireless sono, per esempio, alcuni dispositivi che vengono utilizzati molto spesso, anche di continuo. In questo contesto la ricaricabile brilla perché può essere rigenerata centinaia di volte e, prima di perdere le sue ca- ratteristiche di scarica, passerà molto tempo. A questo proposito il mondo delle ricaricabili da nasconde una delle decisioni più sottovalutate per il nostro portafoglio e per l’ambiente. Già, perché non è solo questione di quanto durano le batterie ma anche come usiamo l’energia che ci fornisco- no. Cosa succede quando siamo al supermercato e ci viene in mente che ‘servono le pile’? Quali so- no le informazioni che guardiamo prima e che ci spingono a scegliere un prodotto piuttosto che un altro? Iniziamo col dire che la parte più importan- te delle pile non è tanto quella che vediamo fuori, ma la tecnologia (e spesso la strategia pubblicita- ria) che c’è dietro. Per orientarci meglio nel mon- do delle pile alcaline e ricaricabili , di seguito, analizziamo un po’ di aspetti, in particolare met- tiamo in evidenza le informazioni essenziali che serviranno quando, davanti allo scaffale, cerche- remo di scegliere il blister giusto. Pile alcaline: le velociste pronte all’uso Le batterie alcaline rimangono ancora le ‘tut- tofare’ del mercato. Il motivo? Perché hanno un grande punto di forza: la prontezza. Sono stabili e quindi sono in grado di mantenere la carica per anni, se lasciate inutilizzate (bassa autoscarica), oltre ad essere economiche al momento dell’ac- quisto. Quindi sì, sono le pile più utili quando è necessario che un dispositivo sia operativo nel più breve tempo possibile, come il classico teleco- mando del televisore. Quando sceglierle Le pile alcaline sono perfette per i dispositivi a basso consumo costante. Si tratta di dispositivi come telecomandi, orologi da parete, stazioncine meteo, bilance pesapersone o anche apparecchia- ture più specifiche come i rilevatori di fumo o CO2. Se ci si stesse chiedendo perché non impie- gare una ricaricabile, dato che qui si promuove il consumo sostenibile, una risposta c’è ed è più che valida: in questi casi, una pila ricaricabile sarebbe ‘sprecata’ perché avrebbe la tendenza a scaricarsi da sola, prima ancora che il dispositivo abbia con- sumato tutta l’energia disponibile, parlando sem- pre di autoscarica. Se si acquistano pile alcaline, si può puntare su pacchi scorta di qualità e, qui si tratta di un consiglio di particolare valore, evitare di lasciare queste batterie per mesi nei dispositi- vi che non si utilizzano. Il rischio è quello della fuoriuscita di liquidi che potrebbero rovinare i contatti di un dispositivo che ritenete essere im- portante. Le batterie ricaricabili NiMH, attualmente disponibili in versioni a bassa autoscarica, oggi garantiscono cicli multipli e maggiore efficienza
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