AS3_2025
Automazione e Strumentazione Aprile 2025 Primo piano 7 EDITORIALE Verso un futuro modulare: sogno o realtà? Advanced automation and digital transition advisor, membro CD Anipla L’industria di processo sta affrontando una sfida importante di tra- sformazione in un contesto geopolitico non facile, condizionato da dazi, ‘reshoring’, shortage di materie prime e da aree di influenza. In ogni industria i lunghi tempi di sviluppo, gli impianti monolitici e la continua richiesta di nuovi processi non sembrano più compatibili con produzioni rapidamente riconvertibili e con i tempi imposti da mercati sempre più volatili. Assetti flessibili e modularizzazione delle produzioni offrono risposte concrete in settori industriali fortemente conservativi, come il farma- ceutico, in cui questi limiti sono ancor più evidenti per i requisiti nor- mativi, per i processi di convalida e per la necessità di un’alta reattività delle operations alle richieste di nuovi prodotti. Con l’introduzione dell’interfaccia Module Type Package (MTP), l’auto- mazione modulare è diventata una realtà concreta. Fornendo un’interfaccia di scambio dati standardizzata per i moduli di processo, MTP semplifica le modifiche del sistema di automazione mantenendo una documentazione tracciabile e, per il farmaceutico, pronta per semplificare la convalida. Pensato per realizzare architet- ture Industry 4.0 da produttori nel settore chimico e farmaceutico, MTP consente la trasformazione digitale verso ambienti di produzione modulari per tutte le industrie in forte trasformazione (alimentare, chi- mico, utilities) o emergenti (l’Idrogeno, il Marine) e in prospettiva più ampia in quelle industrie in cui la specializzazione dei processi passa attraverso l’acquisto di skid di pre-sviluppati, economici e mantenuti sempre tecnologicamente aggiornati. Oggi i moduli impiantistici (control packages) che parlano MTP (denomi- nati PEA) sono disponibili; i Process Orchestration Layer (POL) che super- visionano e gestiscono l’impianto complessivo indipendentemente dalle singole automazioni sono già disponibili. Il protocollo OPC UA, ampia- mente diffuso, è il backbone di fabbrica per le integrazioni multivendor. Ma sono le aziende produttrici End-users che devono richiedere solu- zioni MTP, consapevoli dei ritorni dell’investimento date dalle riduzioni dei tempi di sviluppo fino al 50%. Si va verso architetture digitali in cui non è più necessario perdersi in problematiche di controllo e programmazioni di interfacce dati, in cui l’utente potrà rispondere ai mercati modellando gli assetti produttivi in modo ‘plug & produce’, indipendenti dai controlli, in modo ‘vendor neutral’ e simile a quello di oggetti ‘IoT’. L’end-user deve fare dunque la prima mossa. L’adozione di MTP darà benefici a tutti gli attori se le tecniche saranno note e adottate da tutti, in particolare dai fornitori di machine OEM. Ne scaturirà un’industria- lizzazione che ridurrà i costi di complessità degli ecosistemi, che aprirà a nuovi tipi di partnership e che consentirà di iniziare una vera transi- zione digitale verso fabbriche connesse. Marco Banti
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