AS7_2025
Automazione e Strumentazione Ottobre 2025 Approfondimenti 31 COVER STORY letture falsate. Con le sonde Vega le letture sono invece sempre corrispondenti alla realtà dei fatti. La tecnologia Vega è elettromagnetica e non u- tilizza come vettore l’aria, come nella versione a ultrasuoni; non risente delle variazioni della tem- peratura che ci potrebbero essere sia all’esterno, dovute alle condizioni climatiche, sia all’interno nel caso di serbatoi con serpentine riscaldate. C’è anche il vantaggio che i sensori sono di ultima generazione; quindi, utilizzano un chip di elettro- nica molto avanzata che consente un grado di fo- calizzazione molto stretto, mediamente di 8 gradi. “Soprattutto in un contesto come il nostro, con serbatoi non di grandi dimensioni ma di 3 me- tri massimo di altezza e con una capacità di 1.000/2.000 litri, lavorare con un angolo di foca- lizzazione molto stretto permette di andare a po- sizionare il sensore molto vicino alle pareti dei serbatoi”, dichiara Gianluca Benacchio. In conclusione, l’azienda Provinciale per i Servizi Sa- nitari, la quale ha la responsabilità di garantire un cor- retto stoccaggio e smaltimento dei rifiuti nei serbatoi, grazie alla soluzione proposta da Vega composta da sensori radar e sistema VIS, è riuscita a ottimizzare il flusso logistico legato a questo processo. Sono infatti in grado di monitorare da remoto e tramite App tutti i ser- batoi dislocati presso gli ospedali di loro competenza e a garantire un corretto flusso logistico. Questa solu- zione consente una pianificazione dei ritiri trasparente ed evita di incorrere in chiamate urgenti per svuotare le cisterne. Spesso, infatti, l’urgenza si traduceva in mag- giori costi di gestione da parte del cliente. Con il Vega Inventory System si possono inoltre creare vari utenti. “Se quindi la ditta che viene a svuotare i serbatoi ci dice che vuole leggere in autonomia i dati per potersi organizzare al me- glio, siamo in grado di creare un nuovo utente, dare username e password e renderla autosuffi- ciente. Ma non solo, perché la notifica attraverso un sms o una e-mail semplifica enormemente i processi. È un processo molto dinamico e flessi- bile che si presta a future variazioni e modifiche. La soluzione che avevamo prima era molto limi- tata sia dal punto di vista della manutenzione sia dal punto di vista dell’espansione”, continua Be- nacchio. “Tra le altre cose, anche la configurazio- ne è stata molto semplice trattandosi di una so- luzione plug and play intuitiva. Con le sole istru- zioni sono riuscito a settare tutti i punti e tutti gli allarmi. Molto comoda ho trovato anche la possi- bilità di fare la simulazione per vedere se le im- postazioni erano corrette. La cosa più importante è fare la giusta configurazione del radar perché significa dare le giuste volumetrie al serbatoio e dare fuori una informazione che sia il più reale possibile. Dalle info reali possiamo ottenere ciò che desideriamo”. Il radar batte gli ultrasuoni Le sonde Vega si sono rivelate vincenti anche per- ché radar: altre tecnologie usate in passato ogni tanto creavano problemi. In condizioni partico- lari, per esempio sotto al sole cocente, ogni tan- to si creavano delle schiume per cui c’erano delle I dati, trasmessi in modo sicuro via rete locale, sono accessibili da remoto tramite interfaccia web, con possibilità di gestione allarmi e creazione utenti personalizzati
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