AS7_2025

Automazione e Strumentazione Ottobre 2025 Primo piano 7 EDITORIALE Per oltre un secolo, l’industria automobilistica ha rappresentato uno dei pilastri fondamentali dello svi- luppo economico e industriale di molte nazioni, in particolare in Europa, negli Stati Uniti e in Giappone. Il modello di crescita fondato sulla produzione di automobili ha generato occupazione, innovazione tec- nologica, infrastrutture e interi ecosistemi industriali. Tuttavia, oggi questo paradigma mostra segni evi- denti di obsolescenza, sia per ragioni tecnologiche che per motivi ambientali, sociali ed economici. Con- tinuare a investire in una politica industriale centrata sull’automobile, soprattutto quella a motore ter- mico, significa ignorare le trasformazioni profonde che stanno attraversando il nostro tempo. Il motore a combustione interna, cuore pulsante dell’automobile tradizionale, è una tecnologia che risale alla fine del XIX secolo. Nonostante i miglioramenti apportati nel corso dei decenni, il principio di funziona- mento è rimasto sostanzialmente invariato: bruciare importanti risorse non rinnovabili per generare movimento. Questa tecnologia, oggi, appare anacronistica non solo per la sua inefficienza energetica rispetto alle alternative elettriche, ma soprattutto per il suo impatto ambientale e sociale. Le emissioni di CO 2 e di altri inquinanti atmosferici derivanti dal traffico veicolare sono tra le principali cause del cambiamento climatico e dell’inquinamento urbano. In un’epoca in cui la transizione verso l’elettro- mobilità è diventata una priorità globale, continuare a puntare su una tecnologia così datata appare non solo miope, ma anche irresponsabile. Inoltre, il modello di sviluppo basato sull’automobile privata ha generato una serie di esternalità negative che oggi sono sempre più difficili da ignorare. Le città sono state progettate per le auto, non per le persone: spazi pubblici sacrificati per parcheggi, congestione cro- nica del traffico, incidenti stradali, rumore, degrado ambientale. Questo ha portato a una qualità della vita urbana spesso compromessa, con effetti negativi sulla salute pubblica e sulla coesione sociale. Le nuove generazioni, soprattutto nei contesti urbani, mostrano un disinteresse crescente verso il possesso dell’auto, preferendo soluzioni di mobilità condivisa, intermodale e sostenibile. Dal punto di vista pro- duttivo ed economico, l’industria automobilistica tradizionale è sempre più vulnerabile. La transizione verso l’elettrico, l’automazione e la digitalizzazione richiedono investimenti in ricerca, sviluppo e ricon- versione produttiva. Le aziende che non riescono ad adattarsi rischiano di essere espulse dal mercato. Inoltre, la filiera produttiva del motore termico è estremamente complessa e frammentata, con migliaia di componenti e fornitori. Il motore elettrico, al contrario, è molto più semplice e richiede meno manu- tenzione, con un impatto diretto sull’occupazione e sulla struttura stessa del settore. Questo pone sfide enormi per le politiche industriali, che devono accompagnare la transizione. Un altro elemento che rende obsoleto il modello centrato sull’auto è la crescente consapevolezza della necessità di ripensare il con- cetto stesso di mobilità. Non si tratta solo di sostituire le auto a combustibili fossili con quelle elettriche, ma di promuovere nuove tecnologie capaci di supportare realmente l’integrazione tra mezzi diversi. Solo l’elettrificazione può essere la base di un ecosistema intelligente e pienamente digitalizzato, con trasporti marittimi, terrestri e aerei altamente automatizzati e basati su tecnologie di trasporto standardizzate, modulari e interoperabili. Questo richiede una visione sistemica e una pianificazione, non solo urbana, orientata verso sostenibilità, efficienza, flessibilità e non più subordinata alle esigenze dell’automobile. La dipendenza da un settore così specifico e vulnerabile, come quello dell’auto, espone intere economie a rischi sistemici, con una catena del valore troppo fragile e concentrata su pochi settori. Diversificare la base produttiva è oggi una necessità strategica per garantire la resilienza e la competitività dell’industria. Automobile: obsolescenza di un modello industriale Jacopo Di Blasio Redattore di ‘Automazione e Strumentazione’

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