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GENNAIO-FEBBRAIO 2025 FIELDBUS & NETWORKS 20 T utto ciò che attualmente viene prodotto dal petrolio grezzo, con im- mense emissioni di CO 2 , si può ottenere in modo sostenibile con le alghe. Festo lo ha dimostrato sviluppando la BionicCellFactory, che dà vita a un bioprocesso olistico, che parte dalla coltivazione delle alghe e arriva alla raccolta e ulteriore lavorazione dei vari com- ponenti. La biomassa ottenuta può essere utilizzata dall’industria chimica, alimentare o farmaceutica. Un processo a tutto tondo La protezione del clima e delle risorse sono due grandi sfide che ci riguardano. Come possiamo assorbire CO 2 dall’atmosfera e contribuire, così, attivamente alla protezione del clima? Come possiamo ridurre il nostro consumo di mate- riali e risorse, riciclarne di più e, allo stesso tempo, accedere a materie prime alternative? Festo si occupa da tempo di queste sfide, aprendo nuove strade: “Stiamo trasferendo la nostra esperienza nella tecnologia d’automazione ai processi biologici. Anche in questo caso, la natura è un grande esempio per noi: ci insegna come gestire in modo efficiente le risorse, perché in natura non ci sono sprechi o rifiuti. Poi scaliamo e promuoviamo le soluzioni, portandole dal formato di laboratorio fino all’applicazione a livello industriale attraverso l’interazione di processi biologici e tecnologici” spiega Elias Knubben, vice- presidente ricerca e innovazione di Festo. La cellula come piccola fabbrica Le cellule viventi sono le più piccole fabbriche del mondo. I cloroplasti delle alghe sono responsabili della fotosintesi con la quale convertono la luce del sole, l’anidride carbonica e l’acqua in ossigeno e fonti di energia, o preziosa materia organica. Le piccole alghe rappresentano una salvezza per il clima, in quanto catturano una quantità di CO 2 10 volte superiore a quella delle piante terrestri e, grazie alla loro coltivazione automatizzata in bioreattori, questo valore può essere incrementato di altre 10 volte. Con la tecnologia di automazione Festo, la biomassa può essere coltivata in un ciclo chiuso in modo altamente efficiente, risparmiando risorse e su larga scala. Nel 2022, con il progetto PhotoBionicCell, Festo aveva presentato il suo primo bioreattore per la coltivazione automatizzata delle alghe. Poi, il team inter- disciplinare di bionici dell’azienda si è spinto oltre: nella BionicCellFactory il bioprocesso parte dalla coltivazione ottimizzata delle alghe su larga scala, con monitoraggio e analisi continui, e arriva fino alla raccolta e all’ulteriore lavorazione e raffinazione dei vari componenti, senza le alte temperature, le pressioni elevate e l’emissione di sostanze tossiche che i processi chimici spesso implicano. Nello specifico, la BionicCellFactory è suddivisa in 5 moduli, in cui natura e tecnologia si fondono in modi diversi. Vediamoli: » 1. CO 2 Collection: cattura della CO 2 dall’aria Le alghe crescono meglio a una concentrazione di CO 2 intorno al 2%, tuttavia l’aria nell’ambiente ne contiene solitamene molto meno dell’1%, perciò il modulo di Collection della CO 2 arricchisce le alghe aumentan- done la concentrazione: filtra il gas necessario con l’aria compressa, soffiandolo poi in una camera con granulato legante CO 2 . Il granulato è costituito da un polimero in grado di assorbire o rilasciare CO 2 , a seconda delle condizioni a contorno. Se il granulato ha assorbito una quantità suf- ficiente di CO 2 , viene riscaldato a una temperatura di 90 °C per rilasciare nuovamente il gas. La CO 2 concentrata, infine, viene raffreddata in un serbatoio di stoccaggio intermedio e soffiata nel bioreattore attraverso un processo di gasatura. Nella BionicCellFactory l’alga viene sottoposta a un bioprocesso olistico, che parte dalla coltivazione e arriva fino alla raccolta, lavorazione e raffinazione Fieldbus & Networks COLTIVAZIONE INDUSTRIALE DI BIOMASSA LA BIONICCELLFACTORY SVILUPPATA CON TECNOLOGIA FESTO DIMOSTRA COME SIA POSSIBILE ESTRARRE RISORSE UTILI ALL’INDUSTRIA IN MODO SOSTENIBILE ED EFFICIENTE Mariagrazia Corradini Dossier
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