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6 NOVEMBRE 2025 FIELDBUS & NETWORKS nipolando i dati di produzione. Molte piccole e medie imprese (PMI) non di- spongono ancora di risorse e competenze adeguate per contrastare queste minacce. Come osservano gli esperti di HMS Networks, la consapevolezza del rischio resta uno dei punti più deboli: troppe aziende si accorgono del problema solo dopo aver subito un attacco. In passato, le reti industriali erano sistemi chiusi e isolati; gli impianti co- municavano solo al loro interno e la sicurezza si basava più sull’isolamento fisico che su misure digitali. Oggi, invece, con la diffusione dell’Ethernet in- dustriale e del cloud, la sicurezza perimetrale non basta più. Gli attacchi in- formatici verso il settore industriale sono aumentati in modo esponenziale; i ransomware e gli attacchi mirati alle infrastrutture critiche non riguardano più soltanto le grandi multinazionali, ma sempre più spesso le piccole e medie imprese. Queste ultime, pur avendo un livello di digitalizzazione cre- scente, raramente dispongono delle risorse necessarie per implementare strategie di difesa avanzate. Gli hacker sfruttano vulnerabilità nei dispositivi di rete, nelle interfacce di comunicazione e persino nei firmware dei dispositivi industriali. L’obiettivo non è solo l’interruzione della produzione, ma anche il furto di dati sensibili, know-how e informazioni strategiche. In molti casi, gli attacchi restano nascosti per settimane o mesi, fino a quando il danno diventa irreparabile. Inoltre, le minacce stanno diventando sempre più sofisticate: gli hacker uti- lizzano tecniche di intelligenza artificiale per analizzare il comportamento dei sistemi, identificare i punti deboli e simulare traffico legittimo. In que- sto contesto, la difesa non può più limitarsi alla prevenzione: è necessario passare a un approccio proattivo, basato sul monitoraggio continuo e sull’a- nalisi comportamentale. La consapevolezza della sicurezza nelle aziende industriali La sicurezza informatica industriale è spesso invisibile, e questo rappre- senta un ostacolo psicologico importante: finché non si verifica un inci- dente, molte imprese considerano la cybersecurity un costo e non un investimento. Tuttavia, i costi di un attacco sono immensamente superiori: fermare una linea produttiva per un solo giorno può significare perdite eco- nomiche enormi, danni alla reputazione e violazioni contrattuali lungo la catena di fornitura. Per questo motivo, HMS Networks promuove un ap- proccio proattivo: adottare misure preventive, analizzare costantemente le reti e implementare soluzioni di monitoraggio continuo è oggi la chiave per garantire la continuità operativa Uno dei problemi principali è la percezione del rischio: spesso le aziende industriali tendono a sottovalutare l’importanza della sicurezza informatica, concentrandosi più sull’efficienza operativa e sulla produttività che sulla protezione. Finché non si subisce un attacco, la cybersecurity resta una voce marginale di bilancio. Tuttavia, i dati mostrano una realtà diversa: un singolo attacco informatico può bloccare un impianto produttivo per giorni, generando perdite milionarie. La mancanza di misure preventive, forma- zione del personale e aggiornamento dei sistemi rappresenta una delle principali cause di vulnerabilità. Le aziende più avanzate hanno iniziato a implementare piani di gestione del rischio e di risposta agli incidenti, ma per molte PMI la sicurezza resta un tema da affrontare ‘più avanti’. È invece fondamentale comprendere che la cybersecurity non è un costo, ma un investimento in continuità operativa. Un approccio moderno alla sicurezza deve coinvolgere tutti i livelli azien- dali, dal management agli operatori sul campo. Solo con una cultura con- divisa della sicurezza, supportata da procedure e tecnologie adeguate, è possibile garantire resilienza e fiducia nel lungo periodo. NORMATIVE E STANDARD CON IL NUOVO QUADRO REGOLATORIO EUROPEO: DAL NIS2 AL CRA Il contesto normativo europeo sta evolvendo rapidamente. Il CRA-Cyber Resilience Act e la Direttiva NIS2, insieme alla norma IEC62443, stanno ridefinendo i criteri di sicurezza per i sistemi in- dustriali. Il CRA introduce l’obbligo per i produttori di dispositivi connessi di integrare la sicurezza fin dalla fase di progettazione (‘se- curity by design’). Entro il 2027 tutte le aziende che sviluppano pro- dotti con interfacce di comunicazione digitale dovranno conformarsi ai nuovi standard, includendo processi di aggiornamento continuo e gestione delle vulnerabilità durante tutto il ciclo di vita del prodotto. Parallelamente, la Direttiva NIS2 estende gli obblighi di sicurezza a un numero sempre maggiore di settori, includendo l’industria manifatturiera, l’energia e la logistica. La IEC62443, infine, offre il quadro tecnico per strutturare processi e componenti secondo criteri di cybersecurity certificabili. HMS Networks, già certificata secondo la IEC62443-4-1, è tra i player industriali che hanno anticipato questa transizione, offrendo ai produttori soluzioni e supporto per rendere i propri dispositivi conformi ai nuovi requisiti. Negli ultimi anni, l’Europa ha introdotto una serie di normative volte a rafforzare la sicurezza digitale. Direttive come la NIS2 e il Cyber Resilience Act stabiliscono quindi requisiti precisi per la protezione dei prodotti e dei sistemi connessi. Allo stesso modo, standard tec- nici come la IEC62443 definiscono i principi fondamentali per pro- gettare e gestire sistemi industriali sicuri. Queste norme non sono più semplici linee guida: diventano obbligatorie. Il nuovo Regolamento Macchine UE integra aspetti di cybersecu- rity direttamente nei requisiti di sicurezza dei prodotti industriali. I produttori di dispositivi devono garantire che firmware, interfacce e comunicazioni siano protetti contro manipolazioni e accessi non au- torizzati. Per i costruttori, questo significa ripensare i propri processi di sviluppo: la sicurezza non può essere aggiunta a posteriori, ma deve essere integrata fin dallaprogettazione, secondo il principio della security by design. Ogni dispositivo deve prevedere la gestione sicura dei certificati, l’autenticazione degli utenti e la possibilità di aggiornamento remoto: sebbene questi requisiti rappresentino una sfida, offrono anche un’opportunità: quella di costruire un ecosi- stema industriale europeo più sicuro, resiliente e competitivo.

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