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febbraio 2026 FIELDBUS & NETWORKS 3 L’editoriale è a cura dei membri del Comitato Tecnico di Fieldbus & Networks e Automazione Oggi Lo aveva già detto a chiare lettere il Rapporto Draghi, presentato al Parlamento Europeo ormai più di un anno fa (ma pare già dimenticato): oggi più che mai l’Europa si trova di fronte a un bivio epocale, ovvero continuare a perseguire gli obiettivi e i valori fondamentali stabiliti nei propri Trattati - vale a dire democrazia, libertà, pace, equità e prosperità in un ambiente sostenibile - o rinunciarvi. “È una sfida esistenziale per l’UE”, ribadiva Draghi, in quanto perderla significherebbe il venir meno dei suoi stessi valori fondativi, “della sua ragion d’essere, del modello socio-economico che le ha permesso di coniugare alti livelli di integrazione economica e sviluppo umano, con bassi livelli di disuguaglianza”, e per proseguire nel conseguimento degli obiettivi ambiziosi che si è posta: “alti livelli di inclusione sociale, neutralità delle emissioni di CO 2 e maggiore rilevanza geopolitica”. L’aumento della produtti- vità, pertanto, non è solo questione di benessere economico, ma “una sfida esistenziale per l’Unione”, proseguiva Draghi, per preservarne i valori di equità e inclusione sociale. Altrimenti, concludeva il Rap- porto, “col tempo diventeremo inesorabilmente meno prosperi, meno uguali, meno sicuri e, di conseguenza, meno liberi di scegliere il nostro destino”. È chiara, dunque, la stretta connessione fra produzione, profitto, sostenibilità e benessere socio-economico. Lo è ancora di più se consideriamo che tutto questo è oggi strettamente legato con lo sviluppo tecnologico e la libertà di utilizzo delle tecnologie, che dovrebbero essere pienamente accessibili a tutti. Ma cosa c’entra tutto questo con le reti e le comunicazioni industriali - direte voi? C’entra, perché è proprio sulle trasmissioni, che utilizzino i satelliti, il wi-fi, il 5G, le onde radio o un doppino cablato, che siano in fabbrica o in casa, nello spazio o perfino nel deserto..., che si basano le moderne tecnologie e chi dominerà le connessioni, dominerà anche la tecnologia, i dati, la conoscenza, lo sviluppo, il benessere... Connessioni dotate di due caratteristiche imprescindibili: sicurezza e affidabilità. Secondo il rapporto di Claroty intitolato ‘Sans State of ICS/OT Security 2025’ , nel 2026 lo scenario della cybersecurity in Italia, così come a livello globale, sarà caratterizzato da una crescente complessità delle minacce e da una pressione sempre più marcata sui sistemi critici industriali (ICS/Scada...) a causa della crescente digitalizzazione industriale e della massiccia diffusione di dispositivi OT, IoT e XIoT. L’Italia può contare su infrastrutture industriali strategiche, reti energetiche capillari, servizi sanitari digitalizzati e una supply chain articolata, che coinvolge migliaia di PMI, fattori che, purtroppo, la rendono un obiettivo particolarmente vulnerabile per i cybercriminali. In questo contesto, il 2026 sarà un anno cruciale per le aziende, che dovranno adottare un approccio alla cybersecurity sempre più strutturato, continuo e integrato. La sicurezza non potrà più essere gestita in modo emergenziale, ma dovrà diventare una priorità strategica, pienamente integrata nei processi operativi. Per rimanere competitive e resilienti, le aziende italiane dovranno rafforzare la propria postura di sicurezza, a garanzia della continuità operativa, della protezione delle persone e a salvaguardia delle filiere produttive che sostengono la competitività del Paese. Lo aveva già predetto il Rapporto Draghi, col quale concludiamo: sarà sempre più vitale per l’Europa aumentare le capacità di difesa a protezione delle industrie strategiche e delle infrastrutture di rete fondamentali, oltre che ridurre la dipendenza dall’esterno in una serie di ambiti - dalle materie prime critiche (Critical Raw Materials - CRM) ai chip, alle tecnologie avanzate come intelli- genza artificiale e prototipazione rapida in 3D, riorientando gli investimenti pubblici e privati verso la ricerca “di tecnologie pulite, in cui l’UE è in una posizione di vantaggio”, e la formazione di competenze e nuovi skill. La strada è tracciata: ora starà a noi seguirla. UN 2026 DECISIVO PER LA UE Ilaria De Poli @ilariadepoli Editoriale Rapporto Draghi Rapporto Claroty https://commission.euro - pa.eu/topics/competitive - ness/draghi-report_en https://www.claroty. com/resources/reports/ sans-state-of-icsot-se- curity-2025

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