SSI464
sicurezza AUTOMAZIONE OGGI 464 SOLUZIONI SOFTWARE PER L’INDUSTRIA 91 a generare, favorendo così innovazione, concorrenza e sviluppo di nuovi servizi digitali. In particolare, il regolamento promuove la condivisione dei dati tra imprese, l’accesso ai dati da parte della Pubblica Amministrazione in situazioni eccezionali, e stabilisce nuovi diritti per gli utenti. Uno degli aspetti più innovativi del Data Act è l’introduzione del principio secondo cui i dati generati da un prodotto devono es- sere accessibili, in forma comprensibile, anche all’utente o a terzi da lui autorizzati. Questo elemento rappresenta una svolta per i modelli di business basati sui dati, poiché obbliga i fornitori a garantire la portabilità e la leggibilità dei dati in ambienti intero- perabili. È una prospettiva che rafforza non solo i diritti digitali dei cittadini, ma anche la competitività delle piccole e medie imprese, che spesso si trovano svantaggiate rispetto ai colossi tecnologici. Non mancano tuttavia sfide e critiche: alcune aziende temono un aumento degli oneri burocratici e rischi per la protezione della proprietà intellettuale. Inoltre, l’interoperabilità dei sistemi richie- derà sforzi tecnici notevoli, specialmente in settori ad alta inten- sità tecnologica come l’industria automobilistica o l’Internet delle Cose. Tuttavia, la Commissione Europea ha previsto linee guida e incentivi per supportare l’adeguamento, consapevole della por- tata trasformativa di questa normativa. Il Data Act segna quindi l’inizio di un nuovo paradigma, dove i dati vengono visti come bene condiviso e risorsa strategica. In un contesto globale in cui la governance dei dati è sempre più cen- trale, l’UE lancia un messaggio chiaro: il controllo e il valore dei dati devono tornare ai cittadini e alle imprese, in un equilibrio tra innovazione, equità e rispetto dei diritti fondamentali. Data Act: sarà il nuovo fattore abilitante del 4.0-5.0? Il Data Act nasce come parte integrante della strategia europea per il mercato digitale. A differenza del Gdpr, che tutela i dati perso- nali, questa nuova normativa riguarda prevalentemente i dati non personali, ovvero quelli generati da dispositivi connessi, sensori, macchinari industriali, veicoli intelligenti e applicazioni IoT. Con la sua entrata in vigore, l’Unione Europea compie un passo deci- sivo verso una regolamentazione diretta nell’economia dei dati. L’obiettivo principale è redistribuire il valore generato dai dati e promuoverne un utilizzo più diffuso, riducendo gli squilibri tra grandi piattaforme tecnologiche, aziende manifatturiere, produt- tori di tecnologie e anche utenti finali. Uno degli aspetti princi- pali è quello della portabilità dei dati: i consumatori e le aziende avranno il diritto di poter accedere ai dati che contribuiscono a generare e, se lo desiderano, trasferirli a terze parti di loro fiducia. Questo implica che i produttori di dispositivi dovranno garantire interfacce accessibili e standard tecnici comuni per facilitare tale trasferimento. Grazie alla maggiore disponibilità di dati, il Data Act apre a nuovi scenari per la crescita delle imprese, in particolare per il mondo delle PMI. L’accesso ai dati operativi di macchinari, ad esempio, permette lo sviluppo di servizi post-vendita personalizzati, so- luzioni predittive di manutenzione o nuovi modelli di business basati sull’analisi predittiva. Un percorso a sostegno di quell’at- tuazione ancora non così estesa. Inoltre, la normativa favorisce l’interoperabilità tra piattaforme e sistemi cloud, contrastando la dipendenza da fornitori unici e incentivando una maggiore con- correnza nell’ambito dei servizi digitali. Un altro aspetto innovativo del Data Act riguarda il cosiddetto ‘data sharing for public interest’. In situazioni eccezionali, come disastri naturali, pandemie o crisi energetiche, la normativa pre- vede che le autorità pubbliche possano accedere ai dati detenuti da imprese private, a condizione che tale accesso sia necessario, proporzionato e limitato nel tempo. Questo strumento può risul- tare fondamentale per una gestione più tempestiva ed efficace delle emergenze. Il Data Act tutela anche gli interessi dei titolari dei dati e dei forni- tori di servizi digitali, prevedendomeccanismi di protezione della proprietà intellettuale, dei segreti commerciali e della sicurezza informatica. Non è un via libera indiscriminato al libero utilizzo dei dati, ma piuttosto una struttura giuridica equilibrata che mira a valorizzare questa risorsa nel rispetto dei diritti fondamentali. In un mondo in cui la competizione si gioca sempre di più sul controllo e sull’uso dei dati, il Data Act segna un passo decisivo verso un modello di governance più coerente con il contesto at- tuale e apre opportunità significative in diversi settori strategici, grazie alla maggiore disponibilità, portabilità e accessibilità dei dati: • Manufacturing e industria 4.0-5.0: le imprese potranno accedere ai dati generati da macchinari intelligenti per ot- timizzare i processi produttivi, ridurre i tempi di fermo e migliorare la manutenzione predittiva. In linea di principio questo era già possibile, ma con diversi fattori di scetticismo sul reale utilizzo e compartimentazione dei dati. Vedremo se il Data Act nel mondo industriale riuscirà a creare le condi- zioni favorevoli per un utilizzo del dato molto più ampio ed esteso a tutti i processi operativi. • Trasporti e mobilità intelligente: i dati provenienti da vei- coli connessi e infrastrutture stradali potranno essere utiliz- zati per sviluppare sistemi di trasporto più sicuri, efficienti e sostenibili. • Energia e sostenibilità: le utility potranno analizzare in modo più preciso i consumi energetici, migliorare l’effi- cienza delle reti intelligenti (smart grid) e favorire l’integra- zione delle fonti rinnovabili. • Sanità digitale: l’accesso controllato a dati non personali ge- nerati da dispositivi medici potrà favorire la ricerca, miglio- rare la diagnostica e sviluppare trattamenti personalizzati. • Agricoltura di precisione: i dati provenienti da sensori, droni e macchinari agricoli potranno essere utilizzati per ottimizzare l’uso delle risorse, aumentare la produttività e ridurre l’impatto ambientale. • Servizi pubblici e amministrazione: le PA potranno acce- dere ai dati in situazioni eccezionali (come pandemie o disa- stri naturali) per prendere decisioni più rapide e informate, sempre nel rispetto delle tutele previste. L’autore è presidente WG Software Industriale di Anie Automazione Anie Automazione - https://anie.it/associazioni/anie-automazione
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy Mzg4NjYz