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In tempo reale 86 AUTOMAZIONE OGGI 464 SOLUZIONI SOFTWARE PER L’INDUSTRIA Business Transformation e cybersecurity LA BUSINESS TRANSFORMATION È PARTE INTEGRANTE DELLO SVILUPPO AZIENDALE MA HA IL SUO RISVOLTO DELLA MEDAGLIA COME SOSTIENE STORMSHIELD La responsabilità dell’acquisizione e dell’implementazione di tecno- logie si sposta gradualmente dalle funzioni IT centralizzate ai singoli dipendenti o alle unità aziendali: un numero crescente di addetti è autorizzato sempre più spesso ad adattare, sviluppare o acquisire tecnologie e applicazioni specifiche per il proprio dipartimento in autonomia. Ciò comporta che il volume e la complessità delle de- cisioni in materia di rischio cyber prese nei singoli reparti superino ormai quelle dei gruppi IT e di cybersicurezza centrali. Questa decen- tralizzazione delle competenze si somma alla progressiva dissolu- zione dei confini del perimetro aziendale, dovuto all’introduzione di metodologie di lavoro agili, al crescente utilizzo di servizi cloud, alla digitalizzazione della supply chain e alla crescente interconnessione di dispositivi IoT. Cambiamenti che richiedono un adattamento della gestione della cybersicurezza e quindi contromisure strategiche. Certo, il ritorno a una centralizzazione della governance del rischio offre un approccio più informato e scalabile, basato su un insieme di linee guida centralizzato ma flessibile, che supporti in modo otti- male il processo decisionale locale. In un contesto di trasformazione aziendale, è possibile identificare diversi fattori chiave per rafforzare la postura di sicurezza dell’organizzazione, che tengono conto di nuovi aspetti di governance. Fattori che guidano i responsabili della cybersecurity nel difficile compito di elaborare un volume crescente di progetti e garantire sia tempi di consegna più rapidi sia una mag- giore flessibilità epersonalizzazione, superando al contempo i vincoli imposti da risorse limitate. Un primo fattore chiave è una valutazione olistica del rischio, con responsabilità decentralizzata. Le aziende dovrebbero aggiornare continuamente i propri profili di rischio e verificare tutti i nuovi processi aziendali e le tecnologie per individuare potenziali vul- nerabilità. In questo processo, la responsabilità per la valutazione Andrea Scattina e la decisione sui rischi do- vrebbe essere maggiormente delegata ai team locali che impiegano o sviluppano atti- vamente tecnologie o applica- zioni specifiche, supportati da direttive centrali. L’efficienza si ottiene anche tramite l’au- tomazione e l’orchestrazione: gli strumenti di automazione possono essere utilizzati per razionalizzare i processi di sicu- rezza e per una più rapida rilevazione delle minacce. Ciò allevia il carico sulle risorse limitate del team di sicurezza centrale e con- sente una reazione più rapida ai rischi che emergono ai margini dell’azienda. Insieme a una rigorosa gestione degli accessi e alla segmentazione della rete secondo il principio Zero-Trust, un tale approccio consente ai teamdecentralizzati di implementare solu- zioni innovative senza compromettere la sicurezza complessiva. E poi formazione e sensibilizzazione del personale svolgono un ruolo significativo come abilitatori essenziali del processo deci- sionale decentralizzato. La formazione continua è necessaria per accrescere la consapevolezza delle cyberminacce e trasformare i dipendenti in una forte prima linea di difesa. Ma un monitoraggio e una risposta continui con una supervisione centralizzata sono essenziali per rispondere in modo efficace e rapido agli incidenti di sicurezza. Infine, la definizione delle priorità e l’integrazione della governance sono cruciali. In un contesto di risorse limitate, i responsabili della cybersicurezza devono sviluppare strategie di prioritizzazione efficaci per garantire l’attuazione dei progetti entro un periodo breve. Dazi doganali? Ci aiuta un software Nel primo trimestre del 2025, le economie del G20 hanno registrato una crescita delle esportazioni del +2,0% e delle importazioni del +3,1% rispetto ai tre mesi precedenti, secondo i dati dell’Ocse. Numeri positivi che raccontano una ripresa, ma il contesto globale resta, comunque, incerto soprattutto per le aziende impegnate sui mercati esteri che devono affrontare numerosi fattori di instabilità: dall’irrigidimento dei dazi introdotti dall’amministrazione Trump all’aumento dei costi legati al commercio internazionale. L’export del futuro, dunque, è e sarà sempre più sfidante, ma offrirà opportunità concrete a chi saprà innovare competenze, strumenti e pro- spettive. Le imprese di ogni dimensione sono quindi chiamate a misurare la propria capacità di adattamento sviluppando strategie di Foto SAB Communications/Google AI

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