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sicurezza nei sistemi di automazione AUTOMAZIONE OGGI 467 SOLUZIONI SOFTWARE PER L’INDUSTRIA 95 nici. Gli specialisti di dominio segnalano interruzioni nel 71% dei casi, evidenziando la forte esposizione delle funzioni operative. I ritardi di produzione accentuano ulteriormente le complessità. La Germania registra il tasso più alto, pari al 65%, gli USA si fermano al 36% e altri Paesi raggiungono il 49%. Problemi di comunicazio- ne e monitoraggio interessano fino al 41% delle organizzazioni e colpiscono in particolare i non-manager statunitensi e i senior leader in Germania e nel resto d’Europa. Nonostante queste cri- ticità, la percezione generale resta positiva. Il 70% delle aziende considera gli impatti delle interruzioni come minori. La Germania è la più ottimista, pari all’85%, seguita dagli USA, al 72%, e dagli altri Paesi, 61%. Curiosamente, la percezione di stabilità aumenta nelle aziende più grandi e nei ruoli più senior. Questo suggerisce un potenziale scollamento tra visione strategica e realtà operativa. Paesaggi di cybersecurity: priorità regionali e profili di minaccia I rischi cyber variano in modo significativo a seconda dell’area ge- ografica. Le violazioni dei dati dominano negli USA con il 78% e colpiscono il 71% delle aziende in altri Paesi europei. In Germania il quadro è opposto: le infezioni malware rappresentano il rischio principale, pari al 75%, mentre le violazioni dei dati interessano solo il 38% delle organizzazioni. Anche gli accessi non autorizzati mostrano un divario notevole. Sono diffusi negli USA, pari al 56%, e nel resto d’Europa, pari al 71%, ma praticamente assenti in Germa- nia, un indicatore di controlli di accesso più maturi. La dimensione aziendale e la funzione ricoperta aggiungono ulteriori sfumature. Le grandi imprese statunitensi segnalano un’esposizione totale alle violazioni dei dati. In Germania sono le aziende medio-grandi e i ruoli operativi a mostrare una maggiore vulnerabilità. Ambienti OT più stabili correlano con una migliore preparazione, un trend uniforme in tutte le regioni. Sul fronte della readiness, il quadro è incoraggiante. L’86% delle organizzazioni si sente preparato alle sfide della sicurezza OT. La Germania guida con il 94%, seguita da altri Paesi europei con il 90%, e dagli USA con l’80%, dove pesano incoerenze operative e governance frammentata. I leader sono i più fiduciosi, mentre il personale operativo, soprattutto negli USA, percepisce una preparazione più bassa, pari al 63%. Quadri normativi: la forza che sta ridefinendo la governance OT La pressione normativa sta generando cambiamenti strutturali profondi in tutte le regioni. ISO 27001 è lo standard più adottato, pari all’84%, con una presenza particolarmente forte negli USA, pari al 92%. Il Gdpr domina la consapevolezza europea, soprattutto nei Paesi extra-Germania, pa- ri al 74%. Nel frattempo, la direttiva NIS2 sta gua- dagnando trazione in Germania, pari al 43%, e si sta L’evoluzione digitale porta con sé una superficie d’attacco sempre più ampia e una complessità crescente degli ecosistemi, che mettono in luce evidenti differenze regionali in termini di maturità, stabilità e governance della sicurezza progressivamente diffondendo nel resto d’Europa. Questi obbli- ghi normativi stanno producendo miglioramenti tangibili, anche se con priorità diverse tra le regioni. • Il 79% delle aziende segnala audit più solidi, formazione raf- forzata e migliori processi di incident response. • Le organizzazioni tedesche puntano con forza sull’allineamen- to tra IT e OT, pari all’83%, fino al 91% nelle grandi imprese. • Le aziende statunitensi privilegiano soluzioni cyber e fra- mework di governance, pari al 78%. • Altri Paesi europei si concentrano su audit di conformità e svi- luppo delle competenze, pari all’82%. L’orizzonte futuro: tra strategie attuali e visione a lungo termine Oggi le priorità si concentrano sulla sicurezza di rete e degli acces- si, pari al 72%, con gli USA in testa, 75%. La Germania segue una strategia diversa, focalizzata su policy formali e ottimizzazione dei processi, pari al 78%. Altri Paesi europei danno maggiore peso alla sicurezza della supply chain, pari al 74%. I piani di investimento futuri mostrano livelli diversi di prontezza. Germania, pari al 44%, e altri Paesi europei, pari al 38%, considerano l’adozione di nuove tecnologie OT una priorità assoluta. Gli USA sono più cauti, pari al 24%, e registrano la percentuale più alta di organizzazioni senza strategie aggiuntive pianificate, pari al 26%: un segnale potenzial- mente critico per la competitività futura. In tutte le regioni si os- serva una progressione costante verso una maggiore formazione cyber, un rafforzamento della sicurezza della supply chain e una collaborazione IT-OT più strutturata. Questa tendenza è partico- larmente evidente tra i team leader tedeschi e i decisori aziendali. Guardando avanti: il futuro della sicurezza nell’automazione industriale Il panorama globale appare complesso e articolato. Da un lato si registra una forte adozione delle tecnologie OT di base, dall’al- tro aumenta il numero di interruzioni e i profili di rischio variano sensibilmente da una regione all’altra. La Germania mostra una maturità elevata grazie a un’adozione tecnologica profonda e a una governance solida. Gli Stati Uniti presentano capacità avan- zate ma una variabilità significativa, spesso legata alla stabilità or- ganizzativa. Gli altri Paesi europei stanno colmando le distanze, pur affrontando difficoltà nell’adozione di tecnologie avan- zate e nella visibilità operativa. Con l’accelerazione della convergenza tra IT e OT emerge un principio fonda- mentale: le organizzazioni devono adottare strategie di sicurezza integrate, capaci di al- lineare in modo coerente dimensioni opera- tive, tecnologiche e normative. Le aziende che investiranno nella visibilità, nell’interoperabilità, nella formazione e nella governance non solo mi- glioreranno la propria resilienza, ma definiranno an- che un nuovo vantaggio competitivo nella prossima fase dell’automazione industriale. ServiTecno - www.servitecno.it Amdt - https://amdt.com/en/

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