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tavola rotonda AUTOMAZIONE OGGI 467 SOLUZIONI SOFTWARE PER L’INDUSTRIA 105 Le tecnologie di automazione sono sempre più integrate con sistemi software gestionali e di produzione. Secondo lei le PMI italiane stanno riuscendo a vedere la digitalizzazione come un percorso unitario che parte dalla fabbrica per arrivare fino all’amministrazione, o persistono silos, organizzativi e anche mentali, che rallentano, se non ostacolano, l’efficienza? Marco Marella , general manager di FasThink ( www.fasthink.com ) : Credo che le PMI, in generale, nell’era della digitaliz- zazione, abbiano fatto un passo avanti più culturale, in termini di presa di coscienza del problema strutturale; decisi passi avan- ti nella digitalizzazione sono ancora da fa- re se pensiamo a un cambio di paradigma vero e proprio, laddove sono richiesti in- vestimenti importanti a tutti i livelli del si- stema. Non vediamo, almeno nei ns ambiti di competenza, i cambiamenti epocali che A lla domanda del titolo di questa tavola rotonda spoi- leriamo subito la risposta: no. La risposta è un chiaro e tonante no. Negli ultimi anni, la digitalizzazione ha cercato di imporsi come uno dei principali fattori di competitività per le imprese manifatturiere. Eppure, nonostante un quadro tecnologico sempre più maturo, dall’au- tomazione avanzata ai sistemi ERP in cloud, dalle piattaforme di gestione dei dati alle soluzioni di cybersecurity industriale, molte PMI italiane faticano ancora a compiere un salto di qualità signifi- cativo. Il divario digitale del Paese non riguarda solo le infrastrut- ture, ma tocca nel profondo la cultura aziendale, l’organizzazione interna e la capacità di attrarre e formare competenze adeguate. Tanto per quantificare il fenomeno, il secondo il rapporto Eurostat Digitalisation in Europe - 2025 edition rileva che nel 2024 il 73% delle PMI nell’UE ha raggiunto almeno un livello basico di ‘digital intensity’, cioè l’adozione di almeno 4 delle 12 tecnologie digitali misurate, che sono un alto livello di connettività ( ≥ 30 Mbps), l’ac- cesso a Internet mobile/dispositivi portatili forniti dall’azienda, un sito web aziendale anche con funzionalità avanzate (ad esempio catalogo prodotti, tracciamento ordini), l’utilizzo di social media, quello di ERP e di CRM, e-commerce ed e-procurement, data a- nalysis, utilizzo di robot industriali. La media europea si attesta invece al 65,8%. Anche l’indice SME Digital Growth IndeX 2024 se- gnala un’Italia delle PMI in ritardo sullo sviluppo europeo di oltre 4 punti percentuali (36,1 vs 40,2), e il rapporto European Investment Marco Marella general manager di FasThink Bank (EIB) Investment Survey 2024 - Overview Italy rileva un rallenta- mento nel livello di innovazione e digitalizzazione tra le imprese i- taliane. Quindi sì, i dati più recenti confermano che l’Italia è ancora indietro rispetto alla media UE sulla digitalizzazione delle impre- se, e che il gap persiste. La complessità delle nuove tecnologie si scontra spesso con risorse limitate, processi consolidati, resisten- ze al cambiamento e una percezione della digitalizzazione come investimento ‘non indispensabile’, soprattutto nelle aziende più piccole. Eppure, proprio queste realtà, che continuano a essere l’ossatura del tessuto industriale italiano, sono oggi chiamate a rafforzare la propria resilienza. Bisogna davvero proteggere i dati, integrare le informazioni tra uffici e reparti, automatizzare atti- vità ripetitive e garantire continuità operativa in un contesto di minacce cyber in crescita. La digitalizzazione non è dunque solo una questione di software o macchinari, ma un percorso strate- gico che unisce tecnologie, competenze, governance e visione. In questa tavola rotonda abbiamo invitato esperti e produttori a confrontarsi apertamente. Quali sono gli ostacoli ancora presenti? Quali investimenti hanno la priorità? E soprattutto, quali modelli permettono alle aziende di avvicinarsi alla trasformazione digi- tale in modo sostenibile e graduale? Abbiamo sicuramente una certezza ed è che la competitività delle PMI italiane nelle filiere globali passa attraverso la digitalizzazione che deve trasformarsi da ‘sfida’ a ‘leva strategica’. Questa tavola rotonda vuole contribu- ire a delineare un percorso possibile. sarebbero, invece, richiesti per far fronte alle sfide dei nuovi mercati. Siamo in forte ritardo su questo fronte. Sono più le grandi aziende di produzione italiane con una for- te vocazione verso il mercato globale, con stabilimenti all’estero o inserite in filiere mature dal punto di vista tecnologico, che stanno dando i segnali più forti in questa direzione, sono anche quelle che ricevono le spinte più forti dal mercato e dagli inve- stitori; che possono ricorrere al credito e alle risorse più facilmente e con maggiori disponibilità per poter prendere le deci- sioni migliori e investire nelle direzioni più strategiche. Nelle PMI lo scenario che ve- diamo è ancora frammentato: alcune im- prese, per lo più a carattere manageriale, cominciano a vedere la trasformazione di- gitale come un percorso integrato, mentre molte altre, soprattutto quelle a carattere famigliare, fanno più fatica a liberarsi dai legacci dei vecchi schemi produttivi, tec- nologici e culturali.
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