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Tavola rotonda MARZO 2025 AUTOMAZIONE OGGI 460 | 65 Come affrontate le preoccupazioni dei lavoratori relative alla possibilità che l’automazione avan- zata possa ridurre la necessità di competenze umane? Chinello: Queste preoccupazioni vanno af- frontate innanzitutto accettandole, senza negarle. Il rischio esiste e può diventare ri- levante qualora le persone seguano due strade, a mio avviso entrambe errate: di- stanziarsi dall’automazione avanzata richiu- dendosi negli approcci tradizionali, oppure affidarsi passivamente ad essa delegando anche ciò che dovrebbe restare un compito profondamente umano. Sarebbe errato pen- sare che oggi si possa rinunciare alla com- petenza nella stesura di un testo, o di un programma software, perché questo com- pito può essere totalmente delegato alla tecnologia AI. Quello che vedremo accadere sarà invece l’incremento sostanziale della qualità media dei testi e dei programmi, grazie al supporto della tecnologia, e l’incre- mento dei picchi qualitativi e innovativi re- alizzati da persone che, liberate dai compiti routinari, applicheranno la loro competenza in modo più mirato sulle aree a maggiore valore aggiunto. In generale, quindi, ritorno al punto della formazione, necessaria a uti- lizzare al meglio la tecnologia e a sviluppare le competenze soft utili a riposizionarsi in un modello di collaborazione uomo-macchina, dove l’AI automatizza i compiti ripetitivi, la- sciando agli esseri umani il controllo dei pro- cessi decisionali, creativi e relazionali. Massari: Affrontare le preoccupazioni dei lavoratori relative all’automazione richiede un approccio attento e personalizzato. È fondamentale comunicare in modo traspa- rente, investire nella formazione, valorizzare le competenze umane e creare un ambiente di lavoro collaborativo e sicuro. In questo modo, l’automazione potrà essere vista come un’opportunità di crescita e sviluppo, piuttosto che come una minaccia. La pre- occupazione che l’automazione avanzata possa ridurre la necessità di competenze umane è comprensibile e condivisa da molti lavoratori. Affrontare questo timore richiede un approccio trasparente, proattivo e incen- trato sulla valorizzazione delle persone. È necessario spiegare chiaramente gli obiettivi dell’automazione: è fondamentale comu- nicare ai dipendenti i motivi che spingono l’azienda ad adottare nuove tecnologie, sottolineando come l’obiettivo sia quello di migliorare l’efficienza, la qualità e la sicurezza del processo produttivo, non di sostituire le persone. Vanno evidenziate le opportunità, mostrando come l’automazione possa creare nuove possibilità di lavoro e di crescita pro- fessionale, aprendo la strada a ruoli più quali- ficati e stimolanti; coinvolgendo i dipendenti nel processo delle decisioni relative all’intro- duzione delle nuove tecnologie, facendoli sentire parte attiva del cambiamento. Un altro tema importante è quello di sottoline- are l’unicità delle competenze umane, evi- denziando come le macchine non possano sostituire la creatività, l’empatia, la capacità di giudizio e altre competenze tipicamente umane. E altrettanto importante è quello di creare un team di esperti interni che funga da punto di riferimento per la formazione e il supporto ai colleghi. Scaccabarozzi: È normale che ci siano ti- mori. La nostra scelta è quella di indirizzare i lavoratori con empatia, comprensione e ascolto. Parlarne apertamente, invitare al confronto esercitando anche un pensiero critico è importante, così come far capire che la disponibilità e la conoscenza rispetto al digitale sono un valore aggiunto per impie- garsi e crescere. Va anche evidenziato come ci siano cose che nessun’AI può sostituire, tante soft skill che insieme all’esperienza ren- dono le persone indispensabili. In Schneider lavoriamo molto con questa idea e con l’o- biettivo di stimolare un’intelligenza collettiva che valorizzi le diversità generazionali, per- sonali, l’unicità dell’apporto di ognuno: la vera innovazione nasce da questo, non dalle tecnologie in sé. Gli operatori non saranno più semplici esecutori, ma tecnici qualificati, capaci di gestire e ottimizzare processi produttivi digitalizzati e sostenibili di tutti. Organizziamo corsi specifici su in- telligenza artificiale, robotica collaborativa, Internet delle cose e altre tecnologie chiave della Transizione 5.0. Coinvolgiamo i dipen- denti in progetti pilota per sperimentare di- rettamente le nuove tecnologie e risolvere problemi concreti. Proponiamo l’apprendi- mento attraverso l’esperienza diretta, affian- cando i dipendenti esperti con quelli meno esperti e infine approfondiamo i temi legati all’etica dell’IA, alla privacy dei dati e alla re- sponsabilità algoritmica. Scaccabarozzi: Da una decina d’anni tutti i nostri dipendenti, di qualsiasi area, devono ogni anno seguire un modulo di formazione digitale. Ci siamo occupati ad esempio di cybersecurity, anche più volte, visto il co- stante cambiamento dello scenario e degli strumenti di collaborazione e condivisione digitali che l’azienda utilizza. Per il 2025 e nei prossimi anni sicuramente lavoreremo molto sull’utilizzo di strumenti basati sull’AI generativa, che stiamo già iniziando a met- tere a disposizione: abbiamo un GPT interno, Jo-Chat disponibile per tutti i dipendenti in tutte le lingue e ci sono anche alcuni stru- menti specifici rivolti, ad esempio, al nostro team commerciale. Nel 2024 abbiamo deciso di lanciare un programma di formazione di- gitale rivolto agli over 55: un percorso di 6 settimane in cui il team di Schneider Digital si è dedicato ad aiutare le persone a massi- mizzare la capacità di usare il digitale a loro già disponibile. La risposta è stata molto in- teressante, perché ha aderito quasi il 50% del personale in questa fascia di età.

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