AO463

78 | GIUGNO-LUGLIO 2025 AUTOMAZIONE OGGI 463 Tavola rotonda AUTOMAZIONE OGGI rinnovabili. Ogni gruppo di lavoro ha identifi- cato i principali colli di bottiglia che limitano il livello di utilizzo di elettricità rinnovabile nei processi aziendali. Sono state analizzate le cause di tali ostacoli e si stanno cercando attivamente opportunità di miglioramento. Caranti: Molteplici sono le sfide che i pro- duttori devono affrontare nel percorso verso la decarbonizzazione, come ostacoli finanziari, tecnici e normativi. La transizione verso tecnologie a basse emissioni di car- bonio richiede spesso investimenti iniziali significativi, che per le aziende che operano con margini di profitto ridotti possono rap- presentare un problema. Le soluzioni per il risparmio energetico che permettono di ridurre anche i costi operativi tendono a ot- tenere un sostegno più rapido. Soluzioni ac- curate di misurazione e monitoraggio sono fondamentali in questo processo, se sup- portate da una piattaforma software aperta, sicura e scalabile, capace di dimostrare il ri- torno sull’investimento su unità pilota che può essere poi scalata facilmente a livello in- dustriale. Queste soluzioni forniscono dati di base, individuano inefficienze e monitorano l’impatto dei miglioramenti, permettendo alle aziende di quantificare il risparmio ener- getico e la riduzione delle emissioni, anche a partire da unità demo/pilota (solitamente con pochi tag). Esistono anche ostacoli tec- nici, come l’accesso limitato a fonti di ener- gia rinnovabile o a materie prime essenziali. Nelle industrie pesanti, che si basano su combustibili fossili e processi ad alta tem- peratura, individuare alternative economi- camente sostenibili rappresenta ancora una sfida importante. All’interno delle organizzazioni, può esserci resistenza al cambiamento, anche se la pressione esterna da parte di consumatori e azionisti è in aumento. Costruire compe- tenze interne è fondamentale: fornire ai di- pendenti le competenze e le conoscenze per implementare e gestire iniziative di decarbo- nizzazione è essenziale per superare l’inerzia e garantire una transizione di successo. L’uti- lizzo di piattaforme software con interfacce intuitive, moderne ed efficaci riduce anche lo sforzo richiesto per la formazione e la messa in servizio, e contribuisce a superare le bar- riere interne ed esterne che impediscono di adottare soluzioni nuove. Lori: Come altre aziende, anche GF Piping Systems si trova ad affrontare alcune sfide in questo processo di decarbonizzazione. Le principali barriere possono includere i costi elevati di implementazione di tecnologie sostenibili, la complessità di modificare pro- cessi consolidati, la disponibilità limitata di energie rinnovabili in alcune aree, e possibili resistenze culturali o organizzative all’interno dell’azienda. L’implementazione di tecno- logie sostenibili e l’upgrade degli impianti richiedono investimenti significativi, che possono rappresentare una barriera, così come la disponibilità di energie rinnovabili che in alcune aree geografiche può essere limitata o più costosa. Sicuramente un ruolo fondamentale è rappresentato dall’incer- tezza normativa, cambiamenti nelle politiche ambientali o nelle normative può influenzare le strategie di decarbonizzazione, creando incertezza sui piani futuri. Ma spesso i cam- biamenti nei processi consolidati possono incontrare resistenze interne, richiedendo tempo e sforzi per una corretta gestione del cambiamento. Rovetta: Nonostante i risultati significativi raggiunti, il percorso di decarbonizzazione presenta ancora delle sfide importanti. Una delle principali barriere riguarda la comples- sità della riduzione delle emissioni lungo la catena del valore, in particolare per quanto concerne i prodotti. Questa categoria rap- presenta circa il 70% delle emissioni totali di Omron, e la sua mitigazione richiede una stretta collaborazione con clienti e partner, oltre all’adozione di tecnologie avanzate per il risparmio energetico. Un altro ostacolo è legato all’adeguamento dei processi produt- tivi e logistici, per garantire una gestione ef- ficiente delle risorse e dei rifiuti, soprattutto in contesti globali con normative ambientali differenti. La transizione verso un’economia circolare, sebbene essenziale, comporta investimenti in ricerca, nuovi materiali e ri- definizione dei modelli di business. Infine, il raggiungimento di una completa elettri- ficazione dei processi industriali e l’approv- vigionamento di energia esclusivamente rinnovabile dipendono anche dalla dispo- nibilità infrastrutturale nei diversi Paesi. Per superare queste barriere, Omron continua a investire nella digitalizzazione, nel migliora- mento dei processi e nella sensibilizzazione interna, consapevole che la sostenibilità rap- presenta tanto una responsabilità quanto un’opportunità competitiva. Torriani: La principale barriera che le aziende si trovano ad affrontare nel processo di de- carbonizzazione è di natura economica. Le tecnologie abilitanti, dall’idrogeno verde alla gestione delle emissioni di CO2, hanno oggi costi ancora elevati e difficilmente sostenibili senza meccanismi di supporto dedicati. Que- sto rende complesso, soprattutto per le PMI, integrare queste soluzioni nei propri processi produttivi in modo competitivo. A questa criticità si somma la necessità di un quadro normativo più efficace nel bilanciare sostegni, incentivi e strumenti di disincentivazione per le attività a forte impatto emissivo. Sebbene vi siano iniziative come il Cbam (Carbon Border Adjustment Mechanism), che mira a evitare il dumping ambientale penalizzando i prodotti importati da Paesi con standard meno strin- genti, permangono nodi aperti relativi alla burocrazia, alla gestione operativa e alla reale efficacia di queste misure nel contesto com- petitivo globale. Infine, un altro ostacolo non trascurabile è rappresentato dalla difficoltà, per molte imprese, di accedere alle compe- tenze necessarie per progettare percorsi di decarbonizzazione efficaci. Bolsi: Oggi si sente spesso dire che essere ambientalmente sostenibili è un’opportunità per essere più competitivi e non un’ulteriore fonte di costi da sostenere. A mio avviso que- sta affermazione è solamente in parte vera, in quanto, non dobbiamo dimenticarcelo, la compliance alle normative ambientali e l’adesione, anche volontaria, a programmi e azioni volte alla decarbonizzazione ha un costo da sostenere. Ecco perché il pilastro della sostenibilità ambientale in wenglor è indissolubilmente legato a quelli economico e sociale. È comunque fuori discussione che essere green significa creare valore sul lungo termine: porre le basi per la creazione di un futuro sostenibile implica una ricerca di com- petitività strategica a garanzia di continuità e sviluppo negli anni. Oltre ai costi, una se- conda barriera è sicuramente la consapevo- lezza. Non dimentichiamo che la resistenza al cambiamento esiste anche nelle aziende innovative: l’adozione di pratiche green può trovare ostacoli culturali, legati alle abitudini consolidate o alla percezione della comples- sità. Ecco perché la formazione, e ancor più la sensibilizzazione, sono molto importanti. So- prattutto in ottica dell’obiettivo che wenglor si è posta, che mira a ridurre progressiva- mente le emissioni di CO₂ per riuscire a rag- giungere la neutralità climatica entro il 2045.

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