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24 | SETTEMBRE 2025 AUTOMAZIONE OGGI 464 Panorama AUTOMAZIONE OGGI Digitalizzazione: a che punto siamo? La digitalizzazione delle aziende italiane procede ma troppo lentamente e con velocità disomogenee a seconda che si tratti di grandi imprese o PMI: occorre un deciso cambio di passo culturale e la capacità di pensare a lungo termine N egli ultimi anni molto si è detto e scritto a riguardo della trasforma- zione digitale delle aziende e dei loro processi interni. Il dibattito resta aperto, perché la digitalizza- zione porta in sé una trasformazione profonda, nella quale le pratiche strategiche e operative tradizionali vengono sostituite o modificate con soluzioni digitali avanzate, con il preciso scopo di aumentare l’efficienza e la capacità dell’organizzazione aziendale di generare valo- re. Si tratta spesso di rivedere strategicamente il funzionamento complessivo dell’azienda, del suo modo di collocarsi sul mercato, di interagi- re con i propri clienti, di sviluppare i propri ser- vizi e prodotti, di migliorare la propria supply chain e, non ultimo, di coinvolgere e valorizzare i propri collaboratori. Implementare la digitalizzazione richiede un percorso strutturato e impegnativo, che parte da un profondo cambiamento cultu- rale e da un progetto ben definito. Questo passaggio risulta particolarmente sfidante soprattutto per le aziende con una lunga storia, spesso legate a prassi operative con- solidate e resistenti al cambiamento. Un’ul- teriore difficoltà consiste nell’adozione di tecnologie quali il cloud computing, l’intel- ligenza artificiale, l’analisi dei dati, che con- sentono di prendere rapidamente decisioni più consapevoli, offrendo percorsi ed espe- rienze personalizzate per rispondere pron- tamente ai nuovi scenari imposti da mercati sempre più selettivi, se possibile anticipan- done le dinamiche. In questo contesto particolare, il processo di digitalizzazione in Italia sta procedendo, ma a una velocità troppo lenta rispetto alle dina- miche di cambiamento del mondo tecnolo- gico ed economico. È pertanto necessario un deciso cambio di passo culturale, che coin- volga tutta l’azienda, dal management agli operatori, e una nuova capacità di pensare a lungo termine: questo è quanto emerge dai risultati dell’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI. Il processo di trasforma- zione digitale è guidato principalmente dalle grandi imprese, mentre le piccole e medie presentano ancora significativi ritardi, anche nell’integrazione tra innovazione tecnolo- gica e sostenibilità. La digitalizzazione delle imprese italiane avanza quindi a velocità di- somogenee, influenzate sia dalla dimensione aziendale, sia dal contesto geografico. I dati dell’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI Oltre il 50% delle PMI sta investendo attiva- mente in tecnologie digitali, ma la completa trasformazione digitale non è ancora stata raggiunta, perché non viene considerata fondamentale nel proprio specifico ambito, o addirittura per totale noncuranza. Manca spesso un vero DNA condiviso tra i vari livelli aziendali, che è la base per comunicare e praticare dei cambi culturali e di approccio al mercato. Sebbene vi siano figure dedicate alla tra- sformazione digitale e ai miglioramenti nei processi produttivi, molte imprese mancano di un responsabile IT e usano strumenti tec- nologici di base, spesso non integrati fra loro e limitati al solo ambito amministrativo. L’introduzione non organizzata di strumenti software o portali e-commerce rende diffi- cile una buona efficienza complessiva dell’e- cosistema digitale. Le nuove competenze digitali richiedono specialisti nei diversi am- biti, quali cybersecurity, cloud computing, AI, analisi di dati, ma circa il 50% delle aziende ha difficoltà a ingaggiare personale qualifi- cato. Diventa perciò indispensabile investire Oscar Milanese Foto Shutterstock
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