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30 | OTTOBRE 2025 AUTOMAZIONE OGGI 465 Attualità AUTOMAZIONE OGGI Qual è la rete industriale migliore? La lotta è spietata, ma qualcuno ha davvero vinto? Per quanto riguarda il dibattito su quale sia la migliore rete industriale, in realtà non vince nessuno (e va bene così) N el mondo dell’automazione indu- striale, chiedere ‘Qual è la miglio- re rete industriale?’ è un po’ come chiedere a una stanza piena di italiani qual è la pasta migliore. Si assisterà a discussioni accese, dibattiti ap- passionati, forse persino a una rissa, ma non si otterrà una risposta univoca. Eppure, è una domanda centrale, che product manager, in- gegneri industriali e responsabili operativi si pongono costantemente. Le reti industriali sono il sistema nervoso delle nostre macchine e impianti: scegliere la rete sbagliata può ritardare la messa sul mercato, complicare l’integrazione o bloccarti in un ecosistema di fornitori per decenni. Quindi, esiste un vincitore? Uno standard ‘gold’? Un protocollo in grado di governarli tutti? Non proprio. Ma forse non è questo il punto: la chiave non è scegliere il singolo prodotto migliore, ma scegliere flessibilità, apertura e prontezza al cambiamento. Come valutare una rete industriale: i 4 criteri fondamentali Sebbene ogni protocollo di comunicazione industriale abbia i suoi punti di forza e le sue peculiarità, esistono 4 aree universalmente critiche in cui misurare i punti di forza delle tecnologie di rete. Vediamoli di seguito. 1. Determinismo e prestazioni in tempo reale Nell’automazione industriale la tempistica è tutto: dal movimento multiasse sincroniz- zato nella robotica, al timing preciso degli I/O nelle linee di confezionamento, i millisecondi contano. È qui che i protocolli deterministici risplendono: Ethercat e Sercos adottano un comportamento in tempo reale eccezionale, raggiungendo spesso tempi di ciclo inferiori a 1 ms; Profinet IRT e Powerlink sono anch’essi altamente deterministici, soprattutto con il supporto hardware; altri protocolli basati su Ethernet, come Ethernet/IP e Modbus TCP, of- frono buone prestazioni per l’automazione in generale, ma potrebbero richiedere ottimiz- zazioni o estensioni per soddisfare le rigorose esigenze di applicazioni in tempo reale. Conclusione: se si opera nel motion control, la velocità non è negoziabile. 2. Soluzioni scalabili e flessibili La specifica applicazione riguarda un singolo dispositivo in una piccola macchina, o cen- tinaia di dispositivi in un grande impianto? Profinet ed EtherNet/IP sono reti scalabili in grado di gestire e passare perfettamente da pochi nodi a interi reparti di produzione. Supportano topologie flessibili (linea, stella, anello) e consentono di aggiungere dispo- sitivi senza dover riconfigurare completa- mente l’impianto. Le varianti wireless, come le implementazioni basate su wi-fi o, in fu- turo, 5G, ampliano ulteriormente la gamma e offrono maggiori prospettive di evoluzione e integrazione rispetto a bus di campo legacy come Profibus o Devicenet. Roberta Diomede Conclusione: la scalabilità non riguarda solo le dimensioni, bensì riguarda l’adattabilità in tutte le fasi del ciclo di vita. 3. Interoperabilità e supporto dell’ecosistema Anche il protocollo progettato al meglio falli- sce senza un ecosistema solido. Ciò che conta è quanti fornitori lo supportano, quanto è ricca la toolchain e quanto facilmente si integra con i software di progettazione. Profibus e Profinet devono il loro successo all’ecosistema di Siemens; Ethernet/IP pro- spera grazie a Rockwell Automation; CC- Link IE è ampiamente diffuso in Asia grazie a Mitsubishi. Ognuna di queste tecnologie è supportata da solide comunità guidate da organizzazioni ben organizzate, rispettiva- mente PI, Odva o Clpa. Protocolli come OPC UA attirano l’attenzione non solo per la loro flessibilità, ma anche per la compatibilità con più fornitori e la gestione dei dati indipen- dentemente dal produttore, cercando di uni- ficare l’intero mondo dell’automazione. In conclusione l’ecosistema è importante quanto le specifiche del protocollo: non im- porta solo cosa un protocollo possa fare, ma soprattutto chi lo supporti nel farlo. 4. Strumenti di diagnostica, trasparenza e manutenzione Qual è il male silenzioso dell’automazione industriale? I tempi di inattività, che spesso iniziano con problemi invisibili. Le reti mo- derne integrano funzionalità diagnostiche dettagliate: stato del collegamento, qualità del segnale, codici di errore, metadati dei di- spositivi. Soluzioni come le funzionalità I&M di Profinet o la diagnostica dei dispositivi Scarica lo studio di mercato sulle reti industriali di HMS Networks
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