AO465
OTTOBRE 2025 AUTOMAZIONE OGGI 465 | 89 Tutorial le fonti rinnovabili coprono il 55,9% della do- manda elettrica (52,8% nello stesso mese del 2024). Rispetto a maggio 2024 si registrano l’aumento delle fonti fotovoltaica (+27,1%), eolica (+11,3%) e geotermica (+2%), e la di- minuzione delle fonti idrica (-15,3%) e ter- mica (-5,1%). Inoltre, in diverse ore del mese di maggio 2025, le fonti rinnovabili hanno coperto oltre il 100% della domanda di ener- gia. Nei primi 5 mesi del 2025, la capacità rin- novabile in esercizio è cresciuta di 2.650 MW, di cui 566 MW a maggio. In Italia, la capacità di stoccaggio si è attestata a 14.708 MWh al 31 maggio 2025 (+69,6% rispetto allo stesso mese del 2024), corrispondenti a 6.285 MW di potenza nominale e a una numerosità di 803.759 sistemi di accumulo (fonte: Terna). Le soluzioni di accumulo Per sistema di accumulo si intende “un in- sieme di dispositivi, apparecchiature e lo- giche di gestione e controllo, funzionale ad assorbire e rilasciare energia elettrica, previ- sto per funzionare in maniera continuativa in parallelo con la rete con obbligo di connes- sione di terzi, o in grado di comportare un’al- terazione dei profili di scambio con la rete elettrica (immissione e/o prelievo). Il sistema di accumulo può essere integrato o meno con un impianto di produzione (se presente). Non rientrano i sistemi utilizzati in condizioni di emergenza che, pertanto, entrano in fun- zione solo in corrispondenza dell’interru- zione dell’alimentazione dalla rete elettrica per cause indipendenti dalla volontà del soggetto che ne ha la disponibilità” (fonte: Arera). Esiste una vasta gamma di tecnolo- gie di stoccaggio dell’energia elettrica, che si classificano nelle seguenti categorie: - stoccaggio ad aria compressa e simili : accumulo meccanico di energia elet- trica attraverso la compressione di flu- idi secondo diverse modalità, come per esempio quella dell’aria compressa im- magazzinata in caverne sotterranee na- turali (fonte: Terna); - stoccaggio chimico power-to-gas-to- power : produzione di idrogeno (o me- tano) consumando energia elettrica rinnovabile nei processi di elettrolisi (e metanazione) e successivi compressione e accumulo di tale gas sintetico in un serbatoio. Quando non sussiste la gene- razione solare ed eolica, i gas vengono riconvertiti in energia elettrica attraverso fuel cell o cicli termodinamici convenzio- nali (fonte: Terna); - stoccaggio termico power-to-heat-to- power : conversione dell’energia elettrica in energia termica, soggetta all’immagaz- zinamento attraverso diverse soluzioni tecnologiche, e in un passaggio succes- sivo, impiegata per la produzione di va- pore o l’espansione di fluidi che, a mezzo di turbomacchine, erogano energia elet- trica (fonte: Terna); - stoccaggio elettrostatico, magnetico e si- mili : tecnologie di accumulo di energia elettrica sotto forma, per esempio, di campo elettrico o magnetico: supercon- densatori o supercapacitori, sistemi di accumulo di energia magnetica super- conduttiva (fonte: Terna); - stoccaggio elettromeccanico : la prima casistica comprende soluzioni di accu- mulo a volano, preposte all’immagazzi- namento di energia elettrica sotto forma di energia cinetica rotazionale di una massa denominata volano o flywheel, attraverso l’incremento della velocità di rotazione, in fase di carica, e la diminu- zione della velocità della stessa, durante il processo di scarica, mentre la seconda opzione consta di soluzioni di accumulo gravitazionale volte alla movimentazione di grandi masse, ai fini dello sfruttamento della variazione di energia potenziale gravitazionale (fonte: Terna); - stoccaggio idroelettrico : accumulo mec- canico di energia elettrica sotto forma di energia potenziale gravitazionale dell’ac- qua, che viene spostata in bacini o serbatoi posizionati a quote diverse (fonte: Terna); - stoccaggio elettrochimico non Li-Ion : bat- terie (eccetto quelle agli ioni di litio) che accumulano energia elettrica attraverso reazioni chimiche di differente tipologia. A titolo esemplificativo, trattasi di: batte- rie a flusso caratterizzate da circuiti per la Foto Shutterstock Senza batterie agli ioni di litio non esisterebbero auto elettriche, computer portatili, telefoni cellulari e, in linea generale, tutti i dispositivi elettronici con una fonte di alimentazione senza fili Un’innovazione da Nobel Nate nel 1979, le batterie agli ioni di litio hanno valso il Premio Nobel per la chimica agli inventori StanleyWhittingham, John Goodenough ed Akira Yoshino. Senza di loro non ci sarebbero auto elettriche, computer portatili, telefoni cellulari e, in linea generale, tutti i dispositivi elettronici caratterizzati da una fonte di alimentazione senza fili. Nello specifico, sotto l’aspetto dell’architettura, le celle che le compongono sono for- mate da: anodo (elettrodo negativo), catodo, costituito da composti del litio (elettrodo positivo), separatore (strato sottile di polimero plastico o ceramico, che divide anodo e catodo) ed elettrolita (liquido organico che consente il passaggio di ioni di litio tra anodo e catodo). In riferimento al principio di funzionamento, le batterie agli ioni di litio alternano cicli di carica, quando ricevono energia da una fonte esterna, e di scarica, quando cedono energia per alimentare i dispositivi elettronici. Durante la carica, il ca- todo cede ioni di litio all’anodo, mentre durante le fasi di scarica si assiste al processo inverso, ossia l’anodo cede ioni di litio al catodo, fornendo energia (fonte: InsideEVs). Foto Shutterstock
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