AO466

NOVEMBRE-DICEMBRE 2025 AUTOMAZIONE OGGI 466 | 79 Tutorial futuro sostenibile, in un mondo con risorse limitate ma che in larga misura possono es- sere riciclate o rigenerate e riutilizzate con vantaggi ambientali ed economici, a patto di vedere tali fasi come parte del processo produttivo piuttosto che come la fine del percorso verso l’oblio. La mancanza di una visione Partendo dal terzo elemento, può essere utile considerare alcuni dati che, fra l’altro, sotto- lineano l’efficacia degli sforzi già in atto nel nostro Paese, con risultati sostanzialmente migliori rispetto al resto di Europa (e quindi del pianeta, considerando che su questi temi l’Unione Europea è in effetti l’avanguardia a livello mondiale). Il ‘7° Rapporto sull’Econo- mia Circolare in Italia’, pubblicato a maggio 2025 dal Circular Economy Network su inizia- tiva della Fondazione per lo sviluppo soste- nibile, sottolinea come l’Italia si distingua in Europa classificandosi al secondo posto (su- perata solo dai Paesi Bassi nella classifica dei 27 stati dell’Unione) per indice complessivo di circolarità, un indice che riassume cinque dimensioni fondamentali della circolarità (produzione e consumo, gestione dei rifiuti, materie prime seconde, competitività e inno- vazione, sostenibilità ecologica e resilienza), ognuna caratterizzata da un numero varia- bile (da 1 a 4) di indicatori specifici. La prestazione dell’Italia appare quindi ot- tima in termini relativi, ma in termini assoluti dai dati emerge il fatto che c’è ampio spazio di miglioramento. Durante la presentazione dei dati è stato osservato che il principale fattore limitante nel migliorare la prestazione del nostro Paese non risiede nelle carenze in termini di gestione dei rifiuti, che anzi mostra risultati ottimi, bensì nella mancanza di una visione che operi a monte, progettando in modo da ridurre i rifiuti prodotti (ad esem- pio, producendo oggetti più durevoli, che sia possibile riparare invece di sostituire) e da impiegare ove possibile materie prime seconde (ovvero, rigenerate). Tale assenza di visione si riscontra in un secondo aspetto pa- radigmatico: misuriamo bene la quantità di rifiuti prodotti, ma manchiamo di strumenti adeguati a monitorare l’effettiva circolarità, ovvero la quantità di risorse ottenute attra- verso recupero, riuso e riciclo; non potendo misurare l’effetto, è irrealistico pensare di riu- scire ad adottare azioni adeguate ed efficaci a migliorarlo in maniera significativa, una volta messe in opera le precauzioni di base. Le considerazioni fatte hanno già messo in luce come un salto qualitativo nell’economia circolare possa realizzarsi solo nella misura in cui la circolarità sia già tenuta in conto nella filiera della progettazione/produzione/ supporto come elemento da perseguire in quanto creatore di valore aggiunto, e quindi da perseguire in ottica di lean production; tale valore aggiunto va poi inteso e decli- nato lungo una serie di direttrici più o meno dirette ed evidenti, dai possibili risparmi economici derivanti da scarti ridotti e riciclo delle materie prime, fino all’appeal e alla fi- delizzazione del cliente a motivo delle politi- che green e circolari dell’azienda. Le stesse considerazioni mostrano poi come, per rendere operativi i vantaggi per la cir- colarità derivanti da una lean production ‘illuminata’ come appena descritto, sia fon- damentale che essa sia coadiuvata da stru- menti adeguati di misura e tracciamento, che se da un lato trovano la loro implemen- tazione nelle tecniche di digitalizzazione proprie dell’Industria 4.0 e 5.0, dall’altra richiedono opportuni adattamenti, che po- tremmo dire orientati al futuro, o addirittura all’‘eterno ritorno’: banalmente, il dato che leggo, classifico, archivio va trattato sapendo che la sua funzione è fornire un servizio il cui punto d’arrivo finale non è la dismissione del prodotto, ma il momento in cui la materia prima utilizzata viene immessa nuovamente nel ciclo produttivo come nuova risorsa. Stretto legame C’è quindi un doppio filo che lega i nostri tre protagonisti in un circolo virtuoso, e sul quale si concentra lo studio ‘Unveiling the interaction among circular economy, in- dustry 4.0, and lean production: A multiple case study analysis and an empirically based framework’, pubblicato nel luglio 2025 sul In- ternational Journal of Production Economics. L’osservazione di partenza dello studio è che la letteratura scientifica sul tema si è concen- trata quasi esclusivamente sui tre strumenti (lean production, digitalizzazione, circolarità) considerati separatamente, o al più ha stu- diato le interazioni fra di essi presi a coppie; Foto Shutterstock

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