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GENNAIO-FEBBRAIO 2026 AUTOMAZIONE OGGI 467 | 75 P adania Acque, gestore unico del Servizio Idrico Integrato della provincia di Cremona, continua a investire nella valorizzazione della risorsa idrica anche attraverso la diffusione delle case dell’acqua sull’intero territorio ser- vito. Una scelta lungimirante e innovativa, orientata a garantire un accesso più capillare all’acqua potabile, promuovere la sostenibi- lità ambientale e offrire ai cittadini un servi- zio di qualità a costi ridotti. Le case dell’acqua sono strutture dotate di impianti che effettuano un trattamento ag- giuntivo dell’acqua già potabile proveniente dalla rete acquedottistica, migliorandone le caratteristiche organolettiche al momento dell’erogazione. L’acqua viene filtrata, refri- gerata e addizionata con anidride carbonica alimentare (E290). Gli impianti sono gestiti e manutenuti da personale specializzato secondo quanto previsto dal Sistema di Ge- stione Integrato aziendale, con particolare attenzione all’applicazione del sistema di autocontrollo (Haccp). La qualità dell’acqua erogata è verificata regolarmente dal la- boratorio analisi di Padania Acque con una frequenza stabilita sulla base della valuta- zione del rischio, e periodicamente dagli enti deputati ai controlli. Il servizio è riservato ai clienti titolari di utenze domestiche, singole o condominiali, e ai proprietari di pozzi pri- vati che scaricano in pubblica fognatura. Per contenere gli sprechi idrici, tutte le case dell’acqua sono dotate di un sistema di limi- tazione al prelievo tramite QR-code, che con- sente di attingere fino a 8 litri al giorno per utente. Oggi sono attive 108 case dell’acqua in 101 comuni della provincia di Cremona, per una popolazione complessiva servita di oltre 330 mila abitanti. Per volontà dell’As- semblea dei Soci, entro il 2026 tutti i 113 co- muni del territorio provinciale saranno dotati di un impianto gestito da Padania Acque. Investimenti migliorativi Ogni anno Padania Acque destina degli inve- stimenti volti a manutenere e migliorare co- stantemente i propri impianti di erogazione pubblica di acqua potabile. Nell’ambito di questi investimenti è stato realizzato un si- stema di controllo accessi per la gestione della manutenzione dei distributori con tec- nologia Rfid. Il sistema di controllo accessi Rfid permette di tracciare efficacemente l’acceso del personale interno, dei fornitori esterni, e di allarmare la sede centrale in caso di intrusioni anomale nelle case dell’acqua. Un sistema di controllo accessi Rfid è una soluzione per gestire in modo automatico l’ingresso/uscita di persone in aree protette, sfruttando tag Rfid (dei badge come quelli che utilizziamo per gli accessi nei nostri uf- fici) associati a dei lettori unici. In pratica: • un utente porta con sé un tag (badge, card, un braccialetto) che incorpora un chip Rfid con un identificativo unico; • quando il tag viene avvicinato (o in alcuni casi rilevato a distanza) a un lettore Rfid (posto ad esempio su una porta, un tor- nello, un cancello), il lettore legge l’iden- tificativo del tag; • il lettore invia quel dato a un sistema di controllo (access-manager) che verifica in un database se quel tag ha diritto di accedere in quell’ora, in quella zona, per quell’utente; • se la condizione è soddisfatta, viene at- tivata la serratura elettronica, il cancello o il tornello oppure un altro dispositivo di blocco/sblocco, altrimenti l’accesso viene negato e può essere registrata una segnalazione; • il sistema può anche loggare tutti gli eventi (chi è entrato, quando, dove, se l’accesso è stato negato) per controlli, audit e sicurezza. Ma perché montare un sistema Rfid per il controllo accessi? La tecnologia Rfid si è dimostrata particolar- mente adatta all’integrazione in sistemi RTU già esistenti e in rete grazie al protocollo Mo- dbus. Infatti, le singole RTU installate nelle case dell’acqua (dei PLC per la gestione di Il Gruppo Rfid di Anie Automazione pub- blica periodicamente su Automazione Oggi casi applicativi della tecnologia di identifica- zione a radiofrequenza in ambito industriale dove, oltre agli aspetti puramente tecnolo- gici, evidenzia le criticità del progetto e i be- nefici riscontrati dal cliente. Il Gruppo Rfid di Anie Automazione opera con l’obiettivo di diffondere informazioni chiarificatrici su caratteristiche e applicabilità delle soluzioni Rfid in ambito industriale, promuovere la tecnologia tra gli utilizzatori, contribuire agli sviluppi della normativa e della regola- mentazione del settore, quantificare e stu- diare il mercato. Al Gruppo Rfid aderiscono le principali aziende fornitrici di tecnologie industriali per l’identificazione automatica in radiofrequenza in Italia. Le aziende del Gruppo Rfid di Anie Automazione infrastrutture) si connettono in rete al ser- ver centrale tramite un software di supervi- sione, controllo e acquisizione dati pensato per gestire impianti critici e risorse distribu- ite geograficamente. L’installazione è molto semplice: 24 Vc.c. M 12 a 5 fili, connessione seriale Modbus, configurazione via software, e attività di manutenzione ridotte al solo controllo periodico dell’impianto elettrico. Quali benefici concreti offre? Oltre alla velocità di trasmissione delle infor- mazioni al server centrale, si possono trac- ciare efficacemente tutti gli accessi, verificare gli ingressi/uscite degli operatori, ridurre le frodi, tenere traccia delle attività svolte. Gra- zie alla scalabilità e all’elevata integrabilità della soluzione, in futuro, tutte le infrastrut- ture, comprese le parti più critiche degli im- pianti, saranno dotate di controllo accessi tramite tecnologia Rfid. @ANIEAutomazione ANIEAutomazione www.anie.it/associazioni/anie-automazione - w ww.anie.it
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