AO467
76 | GENNAIO-FEBBRAIO 2026 AUTOMAZIONE OGGI 467 AUTOMAZIONE OGGI on il riemergere del dibattito sul nucleare quale possibile leva per favorire decarbo- nizzazione, sicurezza negli approvvigionamenti e com- petitività industriale, l’Italia sta vivendo un momento decisivo per la sua strategia energetica. Tuttavia, va visto in un orizzonte di medio-lungo periodo, dato che nel migliore dei casi il primo impianto potrà essere in funzione non prima del 2035. La prospettiva a cui guardare rimane infatti il 2050, quando il nucleare potrebbe effetti- vamente occupare un ruolo più significativo nella politica energetica del Paese: per allora, la produzione elettrica italiana sarà raddop- piata, arrivando a circa 600 TWh, mentre il contributo delle fonti fossili si sarà ridotto significativamente, accompagnato da una larghissima presenza di produzione elettrica da fonti rinnovabili. È il quadro delineato dal primo Nuclear Energy Innovation Outlook 2025, svilup- pato dal gruppo di ricerca Energy&Strategy della School of Management del Politecnico di Milano sulla base degli scenari Pniec e Terna-Snam. Il report analizza il panorama nazionale e internazionale, evidenziando il potenziale contributo delle nuove tecno- logie e le condizioni necessarie per un loro concreto sviluppo. “È in questo contesto che maturano le valutazioni sul possibile inseri- mento di una quota di generazione nucleare nel mix italiano” spiega Vittorio Chiesa, re- sponsabile dello studio e direttore di Ener- gy&Strategy. “Secondo gli scenari Pniec, infatti, l’obiettivo sarebbe quello di arrivare nel 2050 a 8 GW di capacità nucleare in- stallata, per una produzione di 64 TWh, ma solo dal 2040 il contributo del nucleare ini- zierebbe ad avere qualche rilevanza nel mix energetico nazionale, con una produzione stimata di 13 TWh che sostituirebbe una li- mitata quota di fabbisogni oggi coperta da import e fonti fossili. Nel 2050, invece, il nu- cleare potrebbe sia coprire una piccola parte di produzione oggi appannaggio delle FER, sia sostituire per la loro quota il termoelet- trico e l’import, sostanzialmente azzerandoli”. “Naturalmente questo non vale solo per l’I- talia” conclude Chiesa. “Nel mondo, al 2050, la previsione di nuova capacità installata per il nucleare oscilla tra +74%, negli sce- nari conservativi, fino a +157%. Oggi sono oltre 400 le centrali nucleari attive, cui se ne aggiungono più di 50 in costruzione, tipica- mente reattori tradizionali, con un ruolo par- ticolarmente rilevante della Cina. Crediamo dunque che una quota di nucleare potrebbe contribuire fattivamente alla decarbonizza- zione del nostro Paese al 2050. Energia nucleare C Il percorso resta però sfidante: sarà fonda- mentale intervenire rapidamente su norma- tiva, governance, autorizzazioni e sviluppo della supply chain per non perdere la fine- stra industriale che le tecnologie abilitanti potrebbero aprire nei prossimi anni”. SMR e AMR: il ruolo delle tecnologie innovative nel nuovo panorama nucleare Il rapporto dedica un approfondimento spe- cifico agli Small Modular Reactors (SMR) e agli Advanced Modular Reactors (AMR), tec- nologie oggi considerate centrali nei pro- grammi energetici di sviluppo del nucleare sia in Europa che negli Stati Uniti e in Asia. Gli SMR, nuovi reattori in fase di sviluppo caratterizzati da taglie ridotte (fino a 400 MW), maggiore flessibilità operativa e tempi di costruzione stimati più brevi, rappresen- tano una possibile soluzione per integrare capacità programmabile e a basse emissioni in sistemi energetici dominati da rinnovabili non programmabili. Gli AMR, ossia i nuovi reattori di IV genera- zione, sono invece ancora in fase di ricerca (TRL 5-6) e si distinguono per le elevate tem- perature di uscita e una gestione ottimizzata del combustibile, aprendo a usi cogenera- ENERGIA In caso di nuovi impianti, solo nel 2050 l’energia nucleare occuperebbe un ruolo significativo nella politica energetica del Paese Gli scenari DE-IT (Distributed Energy Italia) sono proiezioni Terna-Snam che rappresentano le variazioni dello scenario Pniec in linea con i Paesi europei fino al 2040 e prevedono una quota maggiore di rinnovabili distribuite e prosumer Fonte: Pniec (1) e Terna-Snam (2)
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy Mzg4NjYz