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SPECIALE AUTOMAZIONE OGGI 48 | APRILE 2026 AUTOMAZIONE OGGI 469 Matteo Castellari Robot per muri? Sì, grazie RockFarm realizza muri in pietra lavica che catturano CO₂ grazie al cobot Yaskawa HC10DTP. L’automazione garantisce qualità, sostenibilità e scalabilità D ietro ogni start-up di successo c’è una buona idea, e RockFarm ne ha diverse. L’azienda berlinese realizza muri in pietra naturale so- stenibili, utilizzando roccia lavica che cattura CO₂, e affidando la costruzione a un cobot Yaskawa HC10DTP. Quando Tobias Brett ha fondato l’azienda all’inizio del 2020, dopo anni di esperienza nel settore, aveva già un obiettivo ambizioso: “Volevamo contrastare il crescente problema climatico globale con una soluzione scalabile”. Grazie alla sua expertise in digitalizzazione e automazione, Brett sapeva che questa soluzione sarebbe stata altamente tecnologica. Oggi, quell’idea è diventata realtà. Requisiti e scelta del robot Oltre all’innovativa degradazione accelerata delle rocce, RockFarm ha riscosso successo anche grazie a un altro elemento distintivo: i muri di contenimento, alcuni lunghi centi- naia di metri, non vengono costruiti manual- mente, ma con un’automazione robotizzata. Il team, guidato da Tobias Brett, aveva già acquisito competenze nella costruzione di muri in pietra naturale tradizionali, combi- nando efficienza dei costi e massima qualità di finitura. Tuttavia, la progettazione delle periferiche del robot richiedeva competenze specifiche per rispettare i tempi di costru- zione: era necessario uno strumento multi- funzionale in grado di svolgere tre attività diverse contemporaneamente. La soluzione è stata sviluppata internamente, con tecno- logie di stampa 3D. La scelta del robot non è stata meno complessa: la movimentazione automatizzata di materiali naturali può infatti causare interruzioni e richiedere l’intervento degli addetti, perciò serviva un cobot sicuro per la collaborazione uomo-macchina (HRC). Perché l’HC10DTP Molti cobot erano inizialmente disponibili sul mercato, ma presentavano limiti per l’uso e- sterno. Come ricorda Brett: “Il lavoro si svolge all’aperto, pertanto, il robot deve essere adat- to a lavorare in presenza di polvere e pioggia”. La soluzione cadde dunque sull’HC10DTP di Yaskawa: capacità di carico 10 kg e protezio- ne IP67. Un altro punto cruciale a favore del modello: il cavo di alimentazione eccezional- mente lungo che collega il controllo e il ma- nipolatore fino a 30 metri. “Siamo stati molto soddisfatti quando Yaskawa ci ha proposto questa variante” afferma Brett. Grazie a questa soluzione, il controller può essere fissato saldamente su un carrello e alimentare l’intero sistema dalla rete elettrica, mentre il robot si muove libe- ramente su una slitta. In alternativa, sarebbe stato necessario spostare il controller insieme al robot e utilizzare una batteria aggiuntiva. Anche la programmazione e l’assemblaggio hanno convinto i tecnici di RockFarm. Come gli altri cobot della serie DTP, l’HC10DTP è do- tato di pratici pulsanti di controllo sul polso, che semplificano l’apprendimento manuale del robot evitando di confermare ogni po- sizione sul pannello. La serie dispone inoltre di una flangia di adattamento standardizzata, che permette di collegare facilmente periferi- che e robot in modo meccanico. Un ulteriore vantaggio, secondo Brett, è la disposizione interna dei cavi e dei supporti all’interno del braccio, con uno sbraccio di oltre 1,3 metri. L’installazione interna evita interferenze, pro- tegge i componenti e garantisce robustezza e affidabilità durante il funzionamento. Risultati e prospettive RockFarm guarda sempre a traguardi ambi- ziosi. Brett paragona la costruzione dei muri in roccia alla Grande Muraglia cinese: un sol- dato cinese riusciva a realizzare circa 3 metri al mese, mentre oggi un muratore manuale RockFarm è un’azienda berlinese che realizza muri in pietra naturale sostenibili, utilizzando roccia lavica
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