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66 | APRILE 2026 AUTOMAZIONE OGGI 469 Tavola rotonda AUTOMAZIONE OGGI derano la sostenibilità un criterio chiave nella scelta del datore di lavoro, quindi certificazio- ni e rispetto delle norme sono anche un van- taggio per l’attrazione dei talenti. Gandolfi : La conformità ESG è sempre più im- portante perché sta trasformando la sostenibi- lità in un requisito misurabile e rendicontabile. Oggi, le aziende hanno bisogno di dati affida- bili, verificabili e auditabili e di KPI trasparenti. In questo contesto l’automazione gioca un ruolo chiave nel generare evidenze coerenti e continue dei miglioramenti ottenuti. Fanelli : La conformità a criteri ESG e a stan- dard riconosciuti è fondamentale perché consente di tradurre obiettivi di sostenibilità in indicatori concreti, misurabili e verificabili lungo la filiera. In un contesto industriale in cui trasparenza e affidabilità sono sempre più richieste da clienti e partner, le valutazioni indipendenti rappresentano un riferimento condiviso. Anche per questo siamo partico- larmente fieri del riconoscimento ottenuto da EcoVadis, una delle principali piattaforme internazionali di rating ESG, che ha colloca- to Rittal nel 5% delle aziende leader a livello mondiale in termini di sostenibilità. Per Rittal questo riconoscimento è coerente con un percorso strutturato che include interventi di efficienza energetica negli stabilimenti, ridu- zione delle emissioni, utilizzo crescente di e- nergie rinnovabili e introduzione del Product Carbon Footprint per un numero sempre maggiore di prodotti, con dati consultabili in modo trasparente. Le certificazioni non sono quindi viste come un traguardo formale, ma come uno strumento di governance che sup- porta decisioni più consapevoli lungo tutta la filiera. In un contesto di transizione energe- tica, questo approccio consente di offrire ai clienti soluzioni non solo tecnicamente vali- de, ma anche allineate a requisiti normativi e di sostenibilità sempre più stringenti. Signorin : Per noi non è più una questione di ‘quanto conta’, ma di che ruolo operativo svolge. La certificazione energetica e i requi- siti ESG stanno passando da strumenti di ren- dicontazione a veri parametri di progetto. Di fatto influenzano il modo in cui si dimensio- nano gli impianti, si scelgono i componenti e si gestisce l’esercizio. In pratica non arrivano a valle, arrivano a monte. Oggi un cliente non chiede solo se un sistema consuma meno, ma vuole sapere quanto risparmierà, come lo dimostrerà e se quel dato sarà difendibile in audit, incentivi o reporting di sostenibilità. Questo cambia completamente la prospetti- va. La misura deve essere continua, tracciabile e verificabile; non basta più una stima tecnica, serve un dato certificabile lungo tutto il ciclo di vita. Per questo motivo integriamo la con- formità normativa direttamente nell’archi- tettura: raccolta dati nativa, storicizzazione, baseline energetiche, indicatori confronta- bili nel tempo. L’obiettivo non è produrre un documento una volta l’anno, ma rendere la conformità una conseguenza automatica del funzionamento dell’impianto. Se l’informazio- ne nasce corretta, il report diventa quasi un sottoprodotto. C’è poi un aspetto economico sempre più evidente. ESG e certificazione e- nergetica sono diventati un linguaggio comu- ne tra tecnica e finanza. Accesso a incentivi, credito agevolato e rating aziendale dipendo- no dalla qualità dei dati energetici. Senza dati affidabili, la sostenibilità resta un’intenzione; con dati solidi diventa un asset misurabile. Negri : Premetto che è un discorso ampio e che non si può spiegare in poche righe. La certificazione energetica conta tanto quanto le normative ESG. Efficientare un processo in- dustriale è un cammino complesso poiché si- gnifica rivederne il modello, riconoscere i colli di bottiglia che causano un innalzamento di consumi, agire attraverso la sostituzione di dispositivi meno energivori e al contempo an- dare a individuare tutti gli sprechi, non soltan- to energetici, perché la transizione energetica si compie anche riducendo scarti e limitando il numero di lavorazioni (dovuto ad esempio a un livello più alto di particolari non conformi). Quanto descritto finora rientra nell’insieme di misure da prendere per la certificazione e- nergetica: a conti fatti, l’efficientamento e la riduzione degli sprechi non è soltanto un iter burocratico, ma un disegno mirato per avere un miglioramento generale, sia in termini e- conomici che di processo stesso. Per quanto riguarda l’argomento ESG, trovo che sia in armonia con la certificazione. Am- biente, sociale e governance anch’essi contri- buiscono al percorso di transizione energe- tica: meno scarti, meno energia per processi efficientati si traduce in impatto ambientale minore, ciò è favorito anche da buone prati- che di gestione aziendale. Ho lasciato per ul- timo il sociale perché l’intero Gruppo Cebon è da sempre impegnato in questo ambito, oltre che promuovere un consumo consape- vole dei prodotti come le batterie. Su questo non vi sono differenze fra pacchi industriali e batterie primarie, poiché, come detto, da u- na scelta consapevole sia a livello industriale che consumer, dipende l’impatto degli esau- sti sull’ambiente. Non solo: l’impegno sociale significa anche sensibilizzare le persone su a- spetti come il riutilizzo degli oggetti e l’atten- zione ai rifiuti quotidiani (vedi iniziative come quelle di 5R Zero Sprechi). Marchese : Per Yaskawa, sia a livello globale che regionale, la valutazione sistematica e il miglioramento continuo delle prestazioni ambientali sono parte integrante della ge- stione del business e dello sviluppo dei nostri prodotti. A livello di Gruppo, la nostra Casa Madre giapponese ha stabilito un approccio strutturato alla governance della sosteni- bilità, inclusa una metodologia interna per valutare gli impatti ambientali dei prodotti, applicata già nella fase di progettazione e sviluppo, in modo da supportare scelte di design informate e miglioramenti continui lungo tutto il ciclo di vita del prodotto. Paral- lelamente, il gruppo cerca di allineare le pro- prie attività agli Obiettivi di Sviluppo Soste- Luca Signorin, product manager di Seneca
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