AO469
APRILE 2026 AUTOMAZIONE OGGI 469 | 67 Tavola rotonda nibile delle Nazioni Unite, utilizzandoli come quadro di riferimento per guidare priorità e iniziative relative alla performance ambien- tale, alla produzione responsabile, alla digi- talizzazione delle catene del valore e all’uso dell’automazione per sostenere processi in- dustriali più sicuri ed efficienti. A livello regio- nale, Yaskawa Emea ha istituito un team ESG dedicato che valuta costantemente gli impat- ti ambientali delle sue attività. Ciò include lo sviluppo di politiche rilevanti, la definizione delle misure e l’implementazione coordinata delle azioni in tutta la regione. Il nostro ap- proccio e i progressi nella gestione di temi legati alla sostenibilità sono stati inoltre va- lutati positivamente da un fornitore esterno indipendente di rating sulla sostenibilità. Nel 2025, Yaskawa emea è stata valutata da Eco- Vadis e classificata tra il miglior 5% delle a- ziende valutate a livello globale per pratiche di gestione della sostenibilità. La transizione energetica richiede nuove competenze tecniche nei vostri team? Se sì, quali? Gandolfi : Sì, la transizione energetica richie- de l’acquisizione di competenze specifiche e trasversali. Tra queste, è fondamentale la capacità di integrare dati industriali (OT/IT), collegando macchine, sensori e sistemi per una visione completa dei processi. Servono inoltre competenze nell’analisi energetica, nella definizione di KPI legati alle performan- ce produttive e nell’ingegneria di controllo, per trasformare gli insight in azioni concrete. Omron investe anche nella formazione sul miglioramento continuo e sulla collaborazio- ne tra diverse funzioni aziendali, per garanti- re che i risultati siano sostenibili nel tempo e adattabili alle nuove sfide del mercato. Signorin : Ci siamo fatti trovare abbastanza pronti ad affrontare la sfida della transizione energetica, dato che le nostre competenze partono da lontano. Siamo stati tra i primi a realizzare dispositivi idonei al monitoraggio delle misure negli impianti fotovoltaici in cui abbiamo portato la nostra esperienza di pionieri nel telecontrollo. La conoscenza ap- profondita del nostro hardware non era più sufficiente e, contestualizzando allo scenario attuale, ci siamo resi conto della necessità di integrare altre competenze. Mi riferisco, ad esempio, ai sistemi di raccolta dei dati, al paradigma dell’IoT e alla sicurezza infor- matica. Strategicamente abbiamo scelto di concentrare lo sviluppo del nostro hardware con l’obiettivo di essere compliance con più sistemi di gestione dei dati diventando noi stessi partner di aziende attive nella transi- zione energetica. Le nuove competenze ci hanno permesso di raggiungere l’obiettivo di garantire il migliore dato (in termini di ac- curatezza), consegnarlo in modo affidabile e agevolare i nostri clienti nella realizzazione di sistemi dedicati alla analisi dei consumi. Tieghi : Più che una rivoluzione delle compe- tenze, la transizione energetica ha richiesto un’evoluzione del nostro modo di leggere e utilizzare i dati. I nostri tecnici sono gli stes- si professionisti che da anni operano nella supervisione e nell’analisi dei processi indu- striali, ma oggi dispongono di un ‘manuale’ aggiornato: sanno quali dati osservare con maggiore attenzione e come interpretarli in chiave energetica e ambientale. Sono diven- tate centrali competenze legate all’analisi a- vanzata dei dati, alla loro contestualizzazione rispetto ai processi produttivi e alla compren- sione degli indicatori di performance energe- tica ed emissiva. A questo si affiancano cono- scenze sempre più approfondite in ambito cyber security OT e integrazione di sistemi eterogenei. In sintesi, abbiamo adottato un approccio più olistico e una modalità di pen- siero evoluta sulla sostenibilità, valorizzando dati che in molti casi raccogliamo da decenni, ma che oggi possiamo finalmente trasforma- re in informazioni strategiche. Marchese : La transizione energetica richiede lo sviluppo di nuove competenze, sia per i te- am tecnici sia per quelli commerciali. Per en- trambi, è fondamentale conoscere i principali riferimenti normativi, come Industria 5.0, per poter elaborare proposte mirate e realmente attrattive per il cliente. Per il team commer- ciale diventa essenziale saper presentare l’of- ferta non solo con slogan promozionali, co- me ‘macchina verde’ o ‘risparmio energetico X%’, ma soprattutto evidenziando il ritorno sull’investimento per il cliente finale e, più in generale, il concetto di Total Cost of Owner- ship. Per il team tecnico, alle competenze sull’utilizzo dei prodotti si devono affiancare capacità di ideazione e di proposta di soluzio- ni per il risparmio energetico, sia nella scelta dei componenti sia nelle modalità di instal- lazione e utilizzo. È inoltre necessario saper effettuare misurazioni comparative dei con- sumi della macchina nelle diverse configu- razioni operative, rendendo così oggettivi e misurabili i benefici delle soluzioni proposte. In chemodo l’automazione potrà essere un fattore abilitante per la decarbonizzazione? Torcasio : L’automazione è un fattore abili- tante per la decarbonizzazione, bisogna però fare in modo di offrire soluzioni che permet- tano l’adozione di pratiche di efficienza e- nergetica, che siano sostenibili innanzitutto per l’azienda, scalabili, e flessibili, le aziende non possono cambiare tutto in un momento, come bene dice la parola, è una transizione, è un processo in realtà continuo, che non fi- nirà mai. Come fornitori di tecnologia per l’automazione, dobbiamo essere in grado di accompagnare il cliente passo passo al suo ritmo, l’importante è trasmettergli la sicurez- za, attraverso i fatti e la creazione di soluzioni, che quando sarà pronto a integrare nuovi si- stemi o a introdurre nuove pratiche di miglio- ramento, noi saremo già pronti. Marsico: L’automazione è un fattore abilitan- te fondamentale per la decarbonizzazione, perché consente di utilizzare l’energia in mo- do più consapevole e mirato. Il monitoraggio continuo dei consumi e l’analisi dei dati di Luca Negri, sales manager di Sparq Italy
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