AO469
72 | APRILE 2026 AUTOMAZIONE OGGI 469 AUTOMAZIONE OGGI P er Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) si intende un soggetto giuridi- co i cui soci omembri possono essere persone fisiche, PMI (Piccole e Medie Imprese, per le quali la partecipazio- ne alla CER non deve costituire l’attività com- merciale e industriale principale), anche parte- cipate da enti territoriali, associazioni, aziende territoriali per l’edilizia residenziale, istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, aziende pubbliche di servizi alla persona, consorzi di bonifica, enti e organismi di ricerca e formazio- ne, enti religiosi, enti del terzo settore e asso- ciazioni di protezione ambientale, nonché le amministrazioni locali individuate nell’elenco delle amministrazioni pubbliche predisposto dall’Istat (Istituto nazionale di statistica), che condividono, tramite i loro consumi, l’energia elettrica prodotta da impianti a fonte rinnova- bile (fonte: GSE). Non possono appartenere alla CER: pubbliche amministrazioni centrali, grandi imprese ed aziende con codici Ateco prevalenti 35.11.00 e 35.14.00 relativi alla produzione e al commercio di energia elettrica. In Italia, le CER vengono introdotte dal Dlgs 199/2021 di re- cepimento della Direttiva 2018/2001 sulle fonti rinnovabili (RED II). Il DM 414/2023 defi- nisce le modalità di incentivazione per le CER e l’autoconsumo diffuso, mentre le Regole applicative del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), aggiornate a luglio 2025, specificano tutti gli aspetti tecnici utili alla comprensio- ne del complesso mondo delle CER. Uno strumento politico, sociale e ambientale La CER si inquadra come strumento di poli- tica territoriale, in quanto ha come obiettivo principale l’apporto di benefici ambientali, economici e sociali a livello di comunità ai propri membri o alle aree geografiche in cui risulta attiva, non il conseguimento di profitti finanziari (fonte: GSE). Il termine ‘ambientale’ sottolinea la natura stessa della CER che, attraverso l’utilizzo di FER (Fonti Energetiche Rinnovabili), consente di attuare, in via diretta, il fine di protezione ambientale e il contrasto ai cambiamenti cli- Carmen Lavinia matici. E, sebbene il fotovoltaico sia la FER più diffusa nelle CER, è possibile l’impiego anche di fonti quali energia eolica, geotermica, idro- elettrica e da biomassa. In ambito‘economico’, la normativa pone l’accento sulla duplice fun- zione che assume la produzione di energia sostenibile in termini, sia di benefici economi- ci per gli aderenti, sia per il territorio di ubica- zione della CER. Con il termine ‘sociale’ si evi- denzia il vantaggio che si realizza mediante il coinvolgimento di soggetti vulnerabili (fonte: Unioncamere). Infatti, le CER contribuiscono a: risparmio energetico e conseguente con- tenimento dei costi, valorizzazione delle fonti presenti sul territorio, riduzione della carbon footprint, raggiungimento dei target di pro- duzione da FER a livello locale, lotta alla po- vertà energetica, valorizzazione della vocazio- ne economica del territorio, ripopolamento di ambiti abbandonati e diffusione della cultura della sostenibilità (fonte: GSE). Infine, le CER fanno parte delle configurazioni di autoconsumo per la condivisione dell’e- nergia rinnovabile (Cacer). L’autoconsumo si Le Comunità Energetiche Energia condivisa e valore per il territorio: vediamo come le CER portino benefici ambientali, economici e sociali a livello di comunità, ai propri membri e alle aree in cui risultano attive Tutorial
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