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APRILE 2026 AUTOMAZIONE OGGI 469 | 71 Motion control Sistemi come la gamma Kollmorgen Essentials riflettono un approccio pragmatico all’automazione: salvaguardare l’alta qualità delle prestazioni e l’interoperabilità globale, eliminando inutili complessità Quando si tratta di sistemi di automazione, la complessità tende a crescere più rapidamente delle prestazioni ma precisione che apprezziamo nel motion control. Questa filosofia, mirata al dimensio- namento appropriato, è sempre più diffusa nel mondo dell’automazione, come eviden- ziato dalla crescente domanda per servopiat- taforme in grado di coprire la maggior parte delle applicazioni con opzioni standardizzate e ottimizzate. Eliminare le funzionalità super- flue, per concentrarsi su ciò che serve davve- ro alla gran parte degli utenti, consente ai co- struttori di macchine di semplificare i propri processi di design e migliorare il time-to-mar- ket, pur continuando a soddisfare standard prestazionali elevati. Sistemi aperti anziché ecosistemi chiusi Molte piattaforme di controllo finiscono per creare quello che può essere definito solo come un ‘ecosistema chiuso’: controller, azio- namenti, software e persino i cablaggi sono progettati per funzionare solo insieme. In te- oria, questo dovrebbe garantire la compatibi- lità; in realtà, finisce spesso per creare ineffi- cienze e vincola i costruttori di macchine a un unico fornitore, limitando la flessibilità e cre- ando difficoltà in caso di problemi di approv- vigionamento, o quando un cliente preferi- sce un ambiente PLC diverso. Attualmente, si sta affermando un approccio più aperto, mi- rato all’interoperabilità, che vuole garantire libertà agli OEM senza sacrificare l’affidabilità. I servoazionamenti multiprotocollo, per e- sempio, possono funzionare su reti Ethercat, Profinet ed Ethernet/IP con una semplice configurazione software, senza modifiche hardware. Questo consente l’integrazione tra la stessa piattaforma di azionamento/motore e un’ampia gamma di controller e architettu- re fieldbus, a prescindere dalla posizione ge- ografica o dalle preferenze del cliente. Per i costruttori globali di macchine, que- sto è un vantaggio notevole: una macchina progettata per un certo mercato può essere implementata in un altro, senza dover riela- borare l’architettura di controllo o mantenere distinte base separate per ciascun protocol- lo, il che semplifica la certificazione, riduce i costi di progettazione generali, e migliora la funzionalità a lungo termine. I sistemi aperti, inoltre, facilitano la combina- zione e l’abbinamento tra partner tecnologici diversi. Gli azionamenti e i motori di un for- nitore possono operare con PLC e HMI di un altro; possono tutti lavorare efficacemente insieme, a patto che parlino tutti la stessa ‘lin- gua’ tramite livelli di comunicazione standar- dizzati. Questo non solo contribuisce a sem- plificare la configurazione evitando i proble- mi di compatibilità, ma aiuta anche gli OEM a costruire sistemi resilienti e a reagire rapida- mente in caso di scarsità dei componenti o ri- tardi nella loro fornitura, un aspetto che resta prioritario per molte aziende, dopo i problemi ai quali abbiamo assistito negli ultimi anni. Soddisfare le attuali aspettative Per i costruttori di macchine, il valore dell’a- pertura e della semplicità va al di là della pra- ticità: consente di prendere decisioni aziendali migliori. Poter implementare l’hardware in più regioni e con diverse architetture di controllo semplifica la gestione dell’inventario. Quando i sistemi di azionamento sono disponibili a magazzino, con tempi di consegna prevedi- bili, la pianificazione dei progetti diventa più affidabile; e quando gli strumenti software minimizzano il rischio di configurazioni er- rate, la messa in servizio diventa più rapida e coerente tra team e siti. Ecco perché la men- talità del settore sta iniziando a cambiare: la vecchia equazione ‘più funzionalità=più ca- pacità’ sta lasciando il posto a un approccio più sfumato, secondo il quale disporre solo delle funzionalità che servono, e applicarle in modo intelligente equivale a risultati migliori. Produttori come Kollmorgen hanno reagito a questo cambiamento sviluppando servopiat- taforme basate sulle caratteristiche essenziali che servono alla maggior parte degli utenti, anziché su tutte le caratteristiche immagina- bili. Sistemi come la gamma Kollmorgen Es- sentials System (KES) riflettono un approccio pragmatico all’automazione: salvaguardare l’alta qualità delle prestazioni e l’interoperabi- lità globale, eliminando, nel contempo, inutili complessità. Il risultato non è un compromes- so, ma piuttosto una ricalibrazione: si tratta di ammettere che non tutti gli assi devono esse- re sovradimensionati, non tutte le macchine richiedono integrazioni su misura, e non tutti i componenti devono essere legati a un unico ecosistema. I progressi nel mondo dell’auto- mazione sono rapidi, ed è facile credere er- roneamente che il modo migliore per affron- tare le sfide del futuro sia quello di includere qualsiasi tecnologia disponibile nel proprio sistema. Spesso però i progressi più intelli- genti derivano dalla semplificazione anziché dall’aggiunta. Focalizzarsi su apertura, resilien- za e progettazione su misura consente ai co- struttori di macchine di ottenere uno sviluppo più rapido con costi inferiori, accrescendo la fi- ducia nei propri sistemi anche al crescere della complessità del mondo che li circonda. Kollmorgen - www.kollmorgen.com/it-it
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