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70 | APRILE 2026 AUTOMAZIONE OGGI 469 AUTOMAZIONE OGGI Facilitare l’automazione Al crescere della complessità dell’automazione, i costruttori di macchine stanno riconsiderando il loromodo di implementare i sistemi di movimento: una nuova generazione di servotecnologie semplifica la progettazione, migliora la flessibilità e accresce la resilienza delle supply chain Q uando si tratta di sistemi di au- tomazione, la complessità tende a crescere più rapidamente delle prestazioni. Ogni nuova gene- razione di macchine promette più precisione, più flessibilità e una messa in servizio più rapida, mentre in realtà queste am- bizioni si traducono spesso in più cablaggi, più operazioni di configurazione e più problemi di integrazione. Il risultato è un ciclo di sviluppo più difficile da controllare, proprio quando i clienti si aspettano tempi di consegna più brevi e costi minori. Dunque, per i costruttori di macchine è or- mai questa la sfida da affrontare: viene loro chiesto di offrire sistemi molto performanti in tempi strettissimi, mentre si destreggiano tra supply chain imprevedibili, standard glo- bali concorrenti, e una disponibilità di com- ponenti che continua a cambiare. In un con- testo come questo, i progressi più apprezzati non derivano dall’aggiunta di nuove funzio- nalità o capacità, ma da un ripensamento dei fondamentali. Un tale cambiamento com- porta tre principi chiave. Il primo è il corretto dimensionamento: veri- ficare che i sistemi includano solo le funzio- nalità e le caratteristiche in grado di aggiun- gere valore reale, anziché pagare per funzio- nalità che non servono. Il secondo è l’apertu- ra: creare sistemi motion in grado di connet- tersi a diversi PLC e protocolli, senza vincola- re gli utenti a ecosistemi chiusi. Infine, il terzo è la resilienza: progettare apparecchiature che possano essere costruite e supportate in modo affidabile, anche in un contesto di incertezza globale. Questi tre principi defini- scono un nuovo approccio al motion control, in cui flessibilità, affidabilità e semplicità non sono in conflitto, ma fanno anzi parte della stessa filosofia di progettazione. Il costo di una complessità inutile Nel tentativo di progettare macchine flessibi- li, molti OEM finiscono per sovra-specificare i propri sistemi di movimento, selezionando servoazionamenti e motori ricchi di funzioni molto avanzate e teoricamente molto van- taggiose, che, però, in realtà non verranno mai utilizzate. Non è difficile capire il perché di questo: scegliere l’opzione ‘di fascia alta’ può sembrare la scelta migliore rispetto a re- quisiti futuri e casi limite. Tuttavia, questo ap- proccio comporta costi nascosti (e, talvolta, quasi evidenti). Ogni funzionalità inutilizzata comporta costi aggiuntivi in termini di impe- gno ingegneristico, tempistiche di configu- razione e gestione dell’inventario. I sistemi sovra-specificati, inoltre, tendono a richie- dere ambienti di controllo più performanti, dalla convalida della sicurezza alla gestione termica. Basta moltiplicare questo fattore per decine di assi per capire come il costo del- la complessità possa ostacolare seriamente sia uno sviluppo efficiente, sia l’utilizzo nel Nicola Pezzolato mondo reale. Secondo la nostra esperienza, circa l’80% delle applicazioni utilizza solo al- cune funzionalità realmente essenziali. Ecco perché adottare un approccio modulare alla progettazione delle macchine, scegliendo solo i componenti che offrono esattamente le funzionalità richieste per una determinata attività, risulta più efficiente. Questo non significa accettare compromessi in termini di prestazioni, bensì applicare alla progettazione stessa del sistema, la medesi- Motion control
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