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Automazione e Strumentazione Gennaio-Febbraio 2026 Tecnica 73 FORMAZIONE po’ di possibile, senno soffoco!’. Ad ogni modo, se conviene con me, per la prossima discussione im- possibile aggiungerei meno zucchero al caffè”. “Decisamente signor Diorf, decisamente!”. Il punto di vista degli autori Ing. Andrea Cataldo: “La scrittura di questa con- versazione impossibile ha preso avvio a seguito della visione e partecipazione online al Festival della Scienza 2020 , svoltosi a Genova. Pienamen- te coinvolto dallo spirito di divulgazione scientifi- ca diretto, semplice e a tratti divertente, ho pensa- to di raccontare la mia competenza ed esperienza tecnico-scientifica attraverso una struttura un po’ insolita, ovvero attraverso la forma dialogica. Tale struttura mi ha permesso di dar voce alle riflessioni di entrambi i protagonisti, i cui ambiti di apparte- nenza (ingegneria e psicologia) sono comunemente percepiti come diametralmente opposti, come se provenissero - appunto - da mondi lontani e total- mente differenti. Da qui la necessità di metterli in comunicazione; da qui la necessità di avviare la loro conversazione impossibile, con l’augurio che tali pensieri possano essere occasione di ulteriori approfondimenti e fonte di riflessione, non solo per le figure professionali poste in essere, ma anche per chiunque sia solamente appassionato di un settore ed intravede la possibilità di far convergere le pro- prie idee con quelle altrui”. Dott.ssa Anna Centore: “Il mio contributo, postu- mo rispetto alle brillanti idee e scritture tecnico- scientifiche dell’Ing. Cataldo, ha preso avvio a seguito della sua richiesta di aggiungere uno spi- rito più ‘umanistico’ all’intera conversazione. A seguito della contestualizzazione, il mio obiettivo è stato quello di far emergere inizialmente i min- dset differenti dei protagonisti, sebbene in tale struttura di ‘conflitto dialogico’, data dalle piccole sfumature interpretative, inizino a rivelarsi delle prime analogie di carattere strutturale e metodo- logico. La forma, volutamente leggera, precede l’argomentazione più rigorosa ed abilmente de- lineata dall’Ing. Cataldo, ove affiorano i punti in comune dei protagonisti in un susseguirsi di pro- fonde ed interessanti riflessioni tecnico-scientifi- che. Ho infine tentato di far emergere, nelle con- clusioni della conversazione, lo spirito umanistico derivante dall’intero dialogo, nella speranza di aver adeguatamente evidenziato quell’intima con- nessione tra mondo scientifico e mondo umanisti- co, così come coraggiosamente pensata dal primo autore”. cità di saper cogliere, contenere e gestire al meglio gli effetti legati a quelle parti del sistema/persona che non sono formalmente determinabili, ma che danno però un certo fascino alla vita reale”. Oltre le differenze apparenti “Mi sta forse dicendo, signor Diorf, che quella in- certezza - prodotta dall’impossibilità di descrivere in maniera assoluta e circostanziata i nostri siste- mi di riferimento - la vede più come possibilità che come un nostro limite abissale?”. “Ha colto perfettamente Ingegner Bacc. Del resto, sa meglio di me che sul bordo del limite si affaccia la finestra delle possibilità tendenzialmente infini- te. D’altra parte, anche la poetessa Szymborska ce lo ricorda: ‘L’abisso non ci divide. L’abisso ci cir- conda’.” “Credo, signor Diorf, che attraverso questa conver- sazione impossibile siamo riusciti ad aprire un po’ quella finestra, dandoci il lusso di respirare aria fresca e nuova. Crede mai che nel nostro universo sarà possibile andare oltre le apparenti differenze? Che da quella finestra ci si potrà affacciare, fosse anche solo per godere del limite degli infiniti tra- monti?”. “Ingegner Bacc, volendo riprendere la sua metafo- ra e la citazione di uno dei miei filosofi preferiti: ‘un Le analogie tra modelli matematici e mappe psicologiche suggeriscono un legame profondo tra progettazione tecnica e comprensione dell’uomo

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