AS2_2025
Automazione e Strumentazione Marzo 2025 Primo piano 21 FOCUS Per questo, una rete satellitare a bassa quota ha bisogno di un ricambio costante di satelliti. Però, la ridotta distanza dal suolo permette di utiliz- zare dei terminali di telecomunicazione relati- vamente semplici, visto che le orbite basse, per definizione, arrivano fino a 1.000 km al mas- simo. I sistemi di ricetrasmissione che devono coprire centinaia di chilometri possono essere più piccoli e semplici di quelli che devono comunicare con quote di migliaia di chilome- tri, oppure, a parità di ingombri e complessità, si possono ottenere delle migliori prestazioni nel trasferimento dati. Per mantenere un’orbita in modo stabile, un satellite deve avere una velocità ben precisa, che diminuisce al crescere della distanza da terra ed è di circa 8 km/s in orbita bassa e di circa 3 km/s in orbita geosincrona (circa 36.000 chilometri). Questo comporta che il tempo impiegato da un satellite per compiere un’orbita sia inversamente proporzionale all’altezza, cioè un satellite che si trova più vicino alla superficie terrestre, andando più velocemente, compirà un intero giro intorno alla terra più in fretta di uno che si trova lontano. La durata di un’orbita a 200 chilometri è di circa un’ora e mezza, mentre per quote di 2.000km è di circa due ore. Muovendosi molto velocemente rispetto al suolo, i satelliti per telecomunicazioni in orbita bassa dovranno essere numerosi, per coprire in modo costante una posizione a terra. Invece, per l’orbita geosincrona il periodo è di 24 ore e i satelliti che vi si trovano possono avere un movimento sincrono rispetto a quello della super- fice terrestre e rimanere costantemente sopra lo stesso punto, ma a prezzo di una grande distanza. Le costellazioni si sviluppano Attualmente, SpaceX ha oltre 6.000 satelliti in orbita bassa. Ma la commissione statunitense che si occupa di comunicazioni, la Federal Com- munications Commission (FCC), nel 2022 ha autorizzato l’azienda al lancio di 7.500 satelliti di seconda generazione (Gen2), in tre orbite basse di differente altitudine: 525, 530 e 535 km. In termini di comunicazione, Starlink attual- mente raggiunge velocità di trasferimento dati da 50 a 250 Mbps (megabit al secondo), che pos- sono variare a seconda dell’area, del carico della rete e delle condizioni meteorologiche. Come termine di paragone, le attuali reti 5G basate a terra possono fornire delle velocità di download medie che arrivano a superare di parecchio i 50 Mbps e possono raggiungere e oltrepassare il Gbps. Però, SpaceX prevede che una singola parabola Starlink, in un prossimo futuro, sarà in grado di raggiungere velocità nell’ordine del Gbps, grazie a satelliti di nuova generazione, che attualmente sono in via di sviluppo. Un’altra tecnologia in fase di test è quella di utilizzare dei telefoni mobili con protocollo 4G come terminali Starlink. Questa potrebbe sem- brare un’innovazione di poco conto, ma in realtà implica che presto le costellazioni di satelliti in orbita bassa potrebbero diventare dei competi- tori globali anche nella telefonia mobile , con la capacità di svincolarsi dalle normative nazionali e capaci di contendere utenti ai fornitori di ser- vizi di telefonia locali, causando un terremoto nel mercato delle telecomunicazioni. Per gli Stati nazionali, diventerà molto com- plesso controllare o intercettare le telecomuni- cazioni, con importanti ricadute di ordine pub- blico, militari ed economiche. Poi, molto proba- bilmente, potrebbe diventare difficile o impossi- bile per molti Governi gestire le concessioni di telefonia in modo tradizionale. Il booster recuperabile del vettore Falcon 9 di SpaceX ha reso possibile la creazione di reti di comunicazione con migliaia di satelliti in orbita bassa
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