AS2_2025
Marzo 2025 Automazione e Strumentazione Primo piano 22 FOCUS La vera tecnologia abilitante Come si può leggere sul sito di SpaceX, l’azienda va giustamente fiera di aver raggiunto una serie di traguardi storici, che hanno attirato l’atten- zione mondiale ben prima dei satelliti Starlink. Attualmente, SpaceX è l’unica azienda privata in grado di riportare un veicolo spaziale dall’or- bita terrestre bassa sulla terra, con merci o equi- paggio umano, e nel 2012 la capsula Dragon è diventata il primo veicolo spaziale commerciale a consegnare un carico alla Stazione Spaziale Internazionale, ritornando poi sulla terra. Tutto questo dimostra che la tecnologia abili- tante per allestire grandi sistemi di comunica- zione orbitali non è a bordo dei satelliti, ma è insita nei più recenti vettori spaziali , che rap- presentano il nuovo vero motore dell’economia spaziale. SpaceX ha potuto mettere in orbita migliaia di satelliti grazie al fatto che l’azienda è in grado di effettuare diversi lanci alla setti- mana, praticamente uno ogni due giorni, a costi molto più bassi di tutti gli attuali concorrenti. In realtà, Starlink è diventata la prima costella- zione a comprendere migliaia di satelliti perché SpaceX è stata la prima azienda a poter mettere in orbita carichi paganti con alta frequenza e basso costo. Per fare questo, SpaceX ha piani- ficato i suoi programmi in modo da introdurre innovazione in modo progressivo, ma costante, utilizzando tecnologie o forniture già esistenti e, spesso, disponibili a livello commerciale (cioè Cots, Commercial off-the-shelf). Gli aneddoti sulla su SpaceX e la sua politica Cots ormai non si contano, dalle viti comprate dai ferramenta alle pompe acquistate dai fornitori di autola- vaggi. Ma SpaceX ha fatto innovazione anche grazie a un interessante approccio progressivo: cominciando a progettare e realizzare il motore Merlin per il vettore Falcon 1 . Poi, con frequenti nuove ‘release’ e un approccio modulare, l’a- zienda ha realizzato un primo stadio più grande e recuperabile, dotato di 9 motori Merlin, e un secondo stadio a perdere, sempre con un motore Merlin, ma ottimizzato per il vuoto. Si tratta del vettore Falcon 9, la tecnologia che ha reso possi- bile il dominio dell’orbita bassa. Ora, l’azienda sta testando il gigantesco Starship , da 100-150 tonnellate in orbita, un vettore a due stadi completamente recuperabile che espanderà ulteriormente le già grandi possi- bilità di SpaceX. Progetti possibili e auspicabili Nel nostro Paese, si sta lavorando al vettore Vega , che sembrerebbe più adatto ad applica- zioni militari che al trasporto in orbita, ma è un inizio. Con la sua struttura in fibra di carbonio e la sua alimentazione a combustibile solido, Vega parrebbe ancora molto lontano dal con- cetto di riutilizzabilità. Questo missile a tre stadi potrebbe essere un efficace ICBM o un vettore per intercettori orbitali ma, soprattutto, è stato un eccezionale palestra per i progetti a venire. Infatti, in Italia e in Europa ci sono aziende ed enti che si sono dimostrati lungimiranti e che attualmente stanno sviluppando almeno due tra le più importanti tecnologie abilitanti per otte- nere vettori spaziali recuperabili, cioè dei motori a razzo in grado di riaccendersi e delle strutture in grado di rientrare dall’orbita. Un esempio è proprio Avio, che ha un ruolo di primo piano in Vega e ha recentemente annun- ciato un piano per sperimentare, a partire dalla seconda metà di quest’anno, un suo dimostratore di razzo riutilizzabile monostadio IFD1 , il primo di due veicoli test che l’azienda prevede di svi- luppare. L’iniziativa è sostenuta da finanziamenti del Governo italiano. Poi, il piano di Avio prevede lo sviluppo di un dimostratore a due stadi, come successore del razzo Vega E . Il primo passo sarà il veicolo suborbitale monostadio IFD1, per con- validare la possibilità di riaccendere il motore a razzo M10 , sempre prodotto da Avio. Questo vei- colo potrebbe anche essere utilizzato per esplo- rare altre tecnologie utili per vettori recuperabili, Per mantenere una rete complessa come Starlink, sono necessari vettori recuperabili che possano assicurare lanci economici e frequenti
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