AS2_2025
Automazione e Strumentazione Marzo 2025 Primo piano 23 FOCUS come delle superfici di controllo simili a quelle del primo stadio del Falcon 9. Ma la tecnologia cardine sarà il motore criogenico M10, che uti- lizza metano e ossigeno a bassa temperatura in forma liquida (LOX-CH), che potrebbe aprire la strada a una nuova generazione di lanciatori europei, sfruttando le tecnologie e le infrastrut- ture sviluppate per i lanciatori Vega. Sviluppato grazie ai fondi del PNRR, il motore M10 è nella classe di spinta delle 10 tonnellate e, prima dei nuovi progetti, servirà da stadio superiore pro- prio del lanciatore Vega E e quindi costituirà la base di motori ancora più potenti, come l’ M60 previsto entro il 2030, espressamente pensati per la propulsione di vettori recuperabili. La nuova generazione di motori a razzo più grandi verrà utilizzata per la prima volta per alimentare il razzo IFD2 , a due stadi. Una seconda tecnologia abilitante coinvolge una parte estremamente complessa di un possibile lanciatore riutilizzabile: un ultimo stadio capace di tornare sulla terra integro e che, poi, abbia la possibilità di svolgere nuove missioni. Sotto la gestione del Cira , in questo ambito, Thales Ale- nia Space , Avio , Asi ed Esa stanno sviluppando lo Space Rider una mini-navetta spaziale auto- matizzata finanziata principalmente dal Governo italiano. Questa navetta, che praticamente è un mini-shuttle di 2,2 tonnellate, avrà la capacità di riportare a terra dei piccoli carichi e, per ora, si appoggerà a un modulo di servizio non recupera- bile. Ma l’aerodinamica e i materiali dello Space Rider saranno decisivi per lo sviluppo degli stadi superiori di un futuro vettore recuperabile e, per inciso, SpaceX sta ancora sperimentando in que- sto campo, anche se il suo Starship appare già in fase avanzata di sviluppo. Conclusioni Oggi, i servizi di messa in orbita offerti da Spa- ceX sono liberamente disponibili, prenotabili e acquistabili via internet, ma i rischi di dipendere da un monopolista sono grandi. Anche se altri attori, soprattutto statunitensi e cinesi, stanno cercando di rimontare il ritardo, attualmente è SpaceX l’unico fornitore di servizi di trasporto spaziale in quantità industriali ed è l’unica azienda che decide i prezzi e le disponibilità dell’accesso all’orbita. Poi, oltre alle considera- zioni strategiche, c’è anche un grande problema dal punto di vista della logica di mercato: chi volesse competere con Starlink nel campo dei servizi satellitari, attualmente, sarebbe costretto a finanziare il suo principale concorrente, cioè la stessa SpaceX, per portare nello spazio e mante- nere una rete satellitare. Attualmente in fase di test, il vettore Starship di SpaceX avrà due stadi completamente recuperabili e, con un solo lancio, potrà portare centinaia di tonnellate in orbita bassa
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