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Automazione e Strumentazione Marzo 2026 Speciale 71 INTERFACCE EVOLUTE camente questi software erano legati a strumenti proprietari offerti dai costruttori di automazione, con linguaggi e formati chiusi. Con il tempo, tut- tavia, l’esigenza di scalabilità, portabilità e intero- perabilità ha portato molte aziende ad adottare so- luzioni più aperte, compatibili con standard come OPC UA, Modbus, Profibus, Ethernet/IP o Pro- finet. Oggi gli HMI moderni devono gestire non solo la comunicazione tra macchina e operatore, ma anche l’integrazione con sistemi di supervisio- ne, piattaforme MES e applicazioni cloud , in un contesto in cui la sicurezza informatica assume un ruolo di primo piano. Accanto agli HMI tradizionali, i sistemi Scada svolgono un ruolo centrale nelle architetture di automazione di fabbrica, soprattutto per quanto riguarda la supervisione centralizzata e la gestio- ne di impianti complessi o distribuiti. Uno Sca- da consente la visualizzazione, la registrazione e l’elaborazione di grandi quantità di variabili pro- venienti da PLC, sensori, attuatori e sistemi di campo. A differenza degli HMI, che operano ge- neralmente a livello locale, i sistemi Scada si col- locano su livelli più elevati della piramide d’auto- mazione e offrono funzionalità avanzate come la storicizzazione dei dati su database, la gestione centralizzata degli allarmi, l’analisi delle presta- zioni, il controllo remoto delle apparecchiature e l’integrazione con sistemi gestionali. Molte piatta- forme Scada moderne sono progettate secondo ar- chitetture clientserver e basate su standard web, in modo da consentire l’accesso ai dati di supervisio- ne da qualsiasi dispositivo autorizzato, compresi computer industriali , terminali mobili e visori immersivi . rappresenta la base di ogni interfaccia tra uomo e macchina all’interno dell’industria. L’HMI è l’in- sieme di hardware e software che permette a un operatore di interagire con un processo automa- tizzato, monitorarne lo stato, impartire comandi, ricevere notifiche di allarme e svolgere attività di diagnostica. Le sue funzioni possono essere sem- plici, come la visualizzazione di poche variabili di processo, oppure estremamente articolate, co- me la gestione di sequenze operative complesse, l’accesso a ricette di produzione, la visualizzazio- ne di trend storici e l’interazione con sistemi di si- curezza. La componente fisica Dal punto di vista hardware, gli HMI possono as- sumere forme molto diverse tra loro. I più diffu- si sono i pannelli operatore , dispositivi dedicati montati a bordo macchina o nei quadri di automa- zione, caratterizzati da schermi resistivi o capa- citivi, processori integrati e un sistema operativo ottimizzato per la supervisione locale. Nel tempo questi pannelli hanno visto aumentare la loro po- tenza di calcolo, la qualità degli schermi, la con- nettività verso i protocolli industriali e la capacità di eseguire applicazioni grafiche complesse. La parte immateriale La componente software degli HMI rappresenta una parte fondamentale dell’esperienza dell’utente industriale. Le piattaforme di sviluppo degli H- MI hanno il compito di permettere ai progettisti di creare sinottici, ricette, schermate di comando e diagnostica, report e logiche di navigazione co- erenti con i flussi operativi dell’impianto. Stori- I dispositivi indossabili come smartglasses e visori AR/VR introducono modalità immersive di interazione, supportando operatori e manutentori con informazioni contestuali e istruzioni sovrapposte all’ambiente reale
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