AS3_2026

Automazione e Strumentazione Aprile 2026 Primp piano 21 SCENARI tica, con una capacità di accumulo più diffusa e moderna, l’infrastruttura spagnola avrebbe avuto la ‘resilienza’ necessaria per isolare il guasto tec- nico locale, evitando che un problema di controllo della tensione si trasformasse in un collasso inter- nazionale da miliardi di euro. Le tecnologie di accumulo che si potrebbero uti- lizzare sono molto variegate e ognuna risponde a una specifica esigenza della rete elettrica. Una delle soluzioni più diffuse e collaudate è, appun- to, il pompaggio idroelettrico , che consiste nello spostare l’acqua tra due bacini a quote diverse: l’e- nergia viene accumulata pompando l’acqua verso l’alto quando c’è un eccesso di produzione e viene poi rilasciata facendola scendere attraverso delle turbine quando la richiesta aumenta. Questa tec- nica è ideale per gestire grandi quantità di ener- gia su tempi lunghi. Spostandoci su soluzioni più moderne e modulari, troviamo le batterie a ioni di litio , simili a quelle dei dispositivi portatili ma con dimensioni su scala industriale, che potreb- bero sfruttare anche gli accumulatori per trazio- ne elettrica giunti a fine vita. Infatti, le batterie di auto, mezzi industriali e commerciali da rottama- re garantiscono ancora una capacità di accumulo utile per impianti fissi, che non hanno problemi di peso. Le batterie al litio sono estremamente efficaci per interventi rapidissimi, poiché posso- no immettere o assorbire energia in frazioni di secondo, stabilizzando la frequenza della rete in fossero supportate da politiche energetiche e indu- striali lungimiranti, potrebbero migliorare la resi- lienza del sistema energetico italiano. A livello di Unione Europea, la rete elettrica spa- gnola potrebbe essere semplicemente in anticipo sui tempi e mostrare già oggi i vantaggi e le pro- blematicità che potrebbero caratterizzare presto anche le altre reti europee. Il più recente proble- ma importante della rete spagnola è certamente il blackout che ha paralizzato l’intero Paese il 28 aprile 2025, che non è stato causato da un attacco informatico o dall’instabilità delle energie rinno- vabili, come si era ipotizzato nei primi momenti di caos. Le indagini ufficiali hanno invece indivi- duato l’origine del problema in una sovratensione a cascata, innescata da un guasto tecnico nel si- stema di controllo della tensione. Sebbene in quel momento le fonti rinnovabili stessero coprendo quasi l’80% del fabbisogno energetico nazionale, gli esperti di Entso-e , l’Associazione che riuni- sce i gestori delle reti elettriche di 36 Paesi euro- pei (European Network of Transmission System Operators for Electricity), e il Governo spagnolo hanno chiarito che la natura intermittente delle rinnovabili non ha avuto colpe in quel blackout. Piuttosto, il collasso della rete elettrica è stato accelerato dalla fragilità di un’infrastruttura, in parte obsoleta, che non è riuscita a contenere il guasto, permettendogli di propagarsi rapidamente anche verso il Portogallo e la Francia. Dei sistemi di accumulo avrebbero potuto gioca- re un ruolo decisivo nel prevenire o quantomeno limitare la portata del blackout. In una situazione di sovratensione a cascata come quella avvenuta in Spagna, il problema principale è l’incapacità della rete di mantenere l’equilibrio tra domanda e offerta in frazioni di secondo. Una possibile risposta Grandi batterie industriali o sistemi di accumu- lo idroelettrico avrebbero potuto agire come de- gli enormi ‘ammortizzatori’ energetici, assorben- do istantaneamente l’eccesso di tensione o rila- sciando energia per stabilizzare la frequenza della rete prima che il guasto si propagasse. Oltre alla stabilizzazione immediata, questi sistemi riduco- no la dipendenza dalla stabilità delle grandi cen- trali tradizionali, permettendo di gestire meglio i flussi di energia provenienti dalle rinnovabili, che pur non essendo state la causa diretta del blackout spagnolo, rendono la rete più complessa da bilan- ciare senza il supporto di riserve flessibili. In pra- Nel campo del solare termodinamico, la Spagna è il riferimento mondiale, con 2,3 GW installati, mentre il complesso marocchino Noor, che da solo vale 510 MW, testimonia la maturità della tecnologia

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