AS3_2026

Automazione e Strumentazione Aprile 2026 Approfondimenti 39 INDAGINE produzione relativamente bassi e una lunga storia di utilizzo in ambito industriale, questi sistemi so- no caratterizzati da una minore densità di corren- te e da una risposta dinamica più lenta, rendendoli meno adatti a seguire le fluttuazioni tipiche delle fonti rinnovabili non programmabili. In compen- so, la loro elevata affidabilità, i lunghi cicli di vita - che in alcuni casi possono superare le 60.000- 90.000 ore - e la capacità di operare con acqua non perfettamente pura li rendono ancora oggi una scelta attraente per impianti di grande scala collegati a reti elettriche stabili. I costi di investimento degli elettrolizzatori alca- lini si collocano generalmente in una fascia più contenuta rispetto alle altre tecnologie, oscillando tra 750 e 2.000 dollari per ogni kilowatt di poten- za massima che l’impianto potrà produrre, con valori tipicamente inferiori nel caso di impianti prodotti in Cina, che beneficiano di economie di scala e catene di approvvigionamento ottimizzate. Gli elettrolizzatori Pem costituiscono la tecnolo- gia più avanzata in termini di flessibilità operativa e purezza dell’idrogeno prodotto. La presenza di una membrana solida che conduce protoni con- sente di operare senza elettroliti liquidi, riducendo le criticità di manutenzione e migliorando la sicu- rezza complessiva del sistema. La loro capacità di avviarsi rapidamente e di modulare con efficienza la produzione li rende ideali per essere accoppiati a impianti eolici e fotovoltaici, che producono e- Nonostante tali incertezze, l’evoluzione continua della tecnologia e la crescente disponibilità di fon- di pubblici e privati suggeriscono che la traiettoria di miglioramento potrebbe essere destinata a pro- seguire. Uno dei motivi principali della crescita di interesse nei confronti dell’idrogeno è legato alle innovazioni tecnologiche negli elettrolizzato- ri, elementi fondamentali del processo di produ- zione dell’idrogeno verde. Le tipologie principali includono gli elettrolizzatori alcalini, i sistemi a membrana a scambio protonico (Pem), le celle a ossidi solidi (Soec) e le più recenti tecnologie a membrana a scambio anionico (AEM). Ogni tecnologia presenta caratteristiche peculiari in termini di efficienza, costi, maturità, materiali utilizzati e grado di compatibilità con la produ- zione elettrica da fonti rinnovabili. La scelta del- la tecnologia più appropriata può dipendere dal livello di flessibilità richiesto, dalla disponibilità di elettricità rinnovabile e dal modello economico dell’impianto. Gli elettrolizzatori si evolvono Per produrre idrogeno a partire dall’energia e- lettrica, la tecnologia più consolidata e commer- cialmente matura è quella degli elettrolizzatori alcalini . Essi utilizzano una soluzione liquida di idrossidi alcalini, tipicamente KOH o NaOH, che consente una separazione efficace delle due semi- reazioni di elettrolisi. Sebbene presentino costi di L’idrogeno permette la conversione dell’eccesso di energia rinnovabile in una molecola ad alta densità energetica, trasportabile e applicabile ai settori energivori come siderurgia, chimica, aviazione e trasporto pesante

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