AES0625
Settembre 2025 Automazione e Strumentazione Tecnica 86 CONTROLLO NOTA AUTORE A. Cataldo, Stiima-CNR, ricercatore, specializzato in controlli automatici avanzati per processi industriali. C. Asnaghi, Festo CTE, esperto di sviluppo di soluzioni di automazione industriale per impianti manifatturieri. C. A.I. 24/25 - Classe del corso di Automazione Industriale [21052-1] 2024-2025, III, Ingegneria informatica, Università degli studi di Bergamo A FIL DI RETE www.stiima.cnr.it www.festocte.it www.unibg.it DALL’SFC AL LADDER: ESPERIENZE DIDATTICHE IN UN CORSO DI AUTOMAZIONE INDUSTRIALE Implementazioni SFC vs. Ladder per sequenze di automazione Nell’ambito dell’attività didattica del corso di Automazione industriale 2024-2025 del Terzo anno di Ingegneria Informatica dell’Università di Bergamo, si studiano alcuni dei linguaggi standardizzati IEC 61131 per la programmazione dei PLC. In particolare, viene trattata la metodologia per tradurre automaticamente un programma scritto in SFC (Sequential Functional Chart) in uno in Ladder. L’approccio industriale e la mentalità accademica si sono incontrati, affrontando, analizzando e sistematizzando, assieme agli studenti, aspetti che nell’industria spesso vengono semplicemente dati per scontati. Andrea Cataldo, Claudio Asnaghi, Classe A.I. 24/25 III Ing. Inf. UniBg D all’utilizzo, più che dallo studio, dei linguaggi Ladder e SFC , emerge piuttosto evidente come il secon- do sia più intuitivo e facilmente utilizzabile rispetto al primo, al fine di realizzare algoritmi di controllo automatico. Nel mondo in- dustriale, tuttavia, l’utilizzo del linguaggio Ladder è più diffuso rispetto all’SFC. Grazie ad una meto- dologia semplice, strutturata e rigorosa, è possibile convertire un programma di controllo progettato in SFC in uno implementato in Ladder. Sviluppo della metodologia strutturata La conversione SFC - Ladder si compone di quat- tro fasi: 1. Inizializzazione delle Fasi; 2. Superamento delle Transizioni; 3. Scatto delle Fasi; 4. Esecuzione delle Azioni associate alle Fasi. Inizializzazione delle Fasi Per rappresentare le Fasi di un programma SFC, si definiscono variabili interne di memoria F1, …, Fn. Quindi è necessario settare la variabile F1 al valore 1 affinché, al primo ciclo di esecuzione del programma Ladder, risulti quindi vera la va- riabile booleana F1 corrispondente alla Fase Ini- ziale dell’SFC. Un modo per implementare ciò è rappresentato in Figura 1. La variabile di memo- ria W del PLC (inizializzata di default al valore 0) associata a un Contatto Normalmente Chiuso, non effettua il Salto e setta F1=1, resettando inve- ce tutte le altre variabili F2, …, Fn (anche se ciò non è strettamente necessario visto che per default le variabili vengono inizializzate al valore logico 0). Infine, viene settata al valore 1 la variabile W stessa, in modo tale che, al ciclo successivo, viene effettuato il Salto, senza più ripetere l’inizializza- zione delle variabili F1, …, Fn. Figura 1 Inizializzazione delle variabili associate alle Fasi
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