AES0625
Automazione e Strumentazione Settembre 2025 Tecnica 87 CONTROLLO Superamento delle Transizioni Come noto, dalle Regole di Evoluzione dell’SFC, una Transizione viene Superata se sono Attive tut- te le Fasi a monte di essa e se è vera la Condizione associata. In Ladder ciò può essere implementato come illustrato in Figura 2. Posti in serie (AND) sia i Contatti Normalmente Aperti relativi alle Fasi a monte (nell’esempio F1) che quello associati alla Condizione (C1), viene comandata una Bobina a cui è associata la varia- bile corrispondente alla Transizione (T1). Scatto delle Fasi Nel momento in cui una Transizione viene Su- perata (per esempio T1 nella Figura 3), le Fasi a monte si disattivano (F1 viene resettata) mentre quelle a valle si Attivano (F2 viene settata). Per attivare una generica Fase quindi, si associa la re- lativa variabile Fn ad una Bobina Set, mentre per disattivarla si utilizza una Bobina Reset. Esecuzione delle Azioni associate alle Fasi Per ogni Azione associata alla relativa Fase, viene formula un’istruzione in modo tale che la variabi- le associata alla Fase (per esempio F1 in Figura 4) è associata ad un Contatto Normalmente Aperto, il quale comanda una Bobina a cui si associa la variabile corrispondente all’esecuzione dell’Azio- ne (nell’esempio A1). Così facendo le Azioni ese- guite saranno solo quelle associate alle specifiche Fasi attive. Nel caso in cui più Azioni fossero as- sociate ad una Fase, l’istruzione Ladder prevede- rebbe Bobine in parallelo, una per ogni Azione. Tuttavia, risulta di fondamentale importanza por- re in evidenza la differenza di esecuzione di un programma scritto in SFC da uno codificato in Ladder. Infatti, mentre in SFC una riga di istru- zione viene eseguita una volta sola (ossia la par- te di codice coinvolta in un determinato istante riguarda la/le fase/fasi attive e relativa azioni as- sociate, nonché transizioni a valle eventualmente rese abilitate), in Ladder tutte le istruzioni (pioli) vengono eseguite o “rinfrescate” ad ogni ciclo di interpretazione programma da parte del PLC. Ciò significa che la progettazione di un algoritmo di controllo in Ladder non deve fermarsi alla singola riga di codice, ma deve contemplare il program- ma nella sua interezza; quindi, bisogna porre mol- ta attenzione per evitare attivazione indesiderate di uscite. Questo aspetto evidenzia come la pro- gramma zione in Ladder è più delicata di quella in SFC, più complessa, seppur il Ladder ha una dif- fusione molto superiore all’SFC stesso anche per ragioni storiche e culturali del mondo industriale. A completamento delle considerazioni inerenti alla differenza sostanziale nell’interpretazione ed esecuzione di un codice scritto in SFC o Ladder, si evidenzia anche l’aspetto legato al carico com- putazionale relativo al microprocessore; infatti, mentre il codice Ladder viene eseguito per inte- ro (tutti i rung del programma vengono eseguiti in sequenza dal primo all’ultimo) periodicamente ad ogni ciclo del PLC, influenzando pertanto il tempo-ciclo del microprocessore, il programma SFC viene eseguito nell’idle-time della CPU (che comunque non deve essere mai troppo basso) e quindi influenza ugualmente, anche se indiretta- mente, il tempo-ciclo del microprocessore. Pertanto, bisogna far notare un aspetto delicato e molto importante associato all’esecuzione delle Azioni associate alle Fasi. Infatti, nel caso in cui una stessa Azione fosse associata a più Fasi, allo- ra è necessario porre in OR tutte le Fasi a cui la specifica Azione è associata e non prevedere in- vece la soluzione con istruzioni singole per ogni Fase-Azione, come mostrato in Figura 4. In tal caso, infatti, la determinazione del valore della variabile associata alla propria Azione, sarebbe determinato esclusivamente dall’ultima istruzione Figura 2 Superamento delle Transizioni Figura 3 Scatto delle Fasi Figura 4 Esecuzione delle Azioni associate alle Fasi 2 3 4
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