AES0625

Settembre 2025 Automazione e Strumentazione Tecnica 90 CONTROLLO Figura 2 Sinottico regolazione livello- portata Destinatari della formazione operativa Essenzialmente questo tipo di formazione è stata progettata per raggiungere due categorie di desti- natari: i tecnici degli utenti che utilizzano la stru- mentazione dell’Azienda ed i tecnici di assistenza interni che spesso sono chiamati a risolvere, con gli utenti, problemi di automazione, misura e re- golazione di non immediata soluzione. I tecnici degli utenti possono acquisire le compe- tenze adeguate a dimensionare i sistemi di misura e di automazione relativi alle proprie applicazioni. I tecnici e i venditori interni dell’Azienda posso- no integrare le proprie competenze per assistere gli utenti nelle fasi di scelta, installazione, confi- gurazione della strumentazione e delle modalità di utilizzo ai fini della produttività degli impianti, come per esempio il controllo di processo. Tipologia della formazione operativa Questo tipo di formazione si basa su tre compo- nenti fondamentali: • Una formazione teorica basilare sui principi di modellazione puntiforme dei sistemi termici, meccanici, idraulici, fluidodinamici, necessaria per poter caratterizzare, anche in modo sem- plificato, la dinamica essenziale dei fenomeni principali del processo/impianto che si vuole controllare. A questa si aggiunge poi la cono- scenza di base della regolazione in anello chiu- so ai fini della stabilità e della corretta risposta dinamica a fronte di variazioni dei punti di la- voro e di comparsa dei disturbi. • Una formazione teorico/pratica sulle basi del SW di controllo realizzato tramite PLC com- merciali, programmati con riferimento alla nor- ma IEC-61131. Questa parte della formazione è fondamentale per una corretta impostazione della programmazione, tipicamente a oggetti, che può diventare quindi un habitus mentale del destinatario. • La realizzazione pratica, sui Test Rig, dei prin- cipali anelli di regolazione, singoli o intercon- nessi, per i diversi tipi di fluidi, con l’obiettivo finale della stabilità dell’anello e di una risposta soddisfacente alle variazioni dei Set-Point ed alla iniezione di disturbi in posizioni ed entità che si possono decidere con notevoli gradi di libertà. In questi anelli sono effettivamente pre- senti i sensori commerciali, che quindi consen- tono ai partecipanti (in particolare i clienti) di ritrovarsi in una condizione di sensoristica mol- to simile a quella che poi si avrà sull’impianto. Sono inoltre presenti anche alcuni tipi di attua- tori, ovviamente di potenza limitata, necessari per richiudere gli anelli e comunque per verifi- care gli effetti delle azioni di regolazione. Nel seguito viene illustrata questa parte realizza- tiva dal momento che le prime due possono essere sviluppate anche con riferimenti teorici tradizio- nali. Quest’ultima contiene un particolare grado di originalità ed un più alto livello di investimento per la sua realizzazione ed il successivo utilizzo. Test Rig ed esperimenti Come scritto in precedenza, nei paragrafi a seguire è riportata una presentazione di come, in pratica, sono stati realizzati i Test Rig e gli esperimenti. 1. IdroLab La realizzazione fisica di questo Rig è riportata in Figura 1 è composto da due circuiti acqua e olio paraffinico fortemente strumentati, indipendenti fra loro, che convergono in un serbatoio trasparen- te, dotato di varie misure di livello e di un ricirco- lo che consente anche la misura e la regolazione dei parametri chimici (pH) e della densità del li- quido contenuto nel serbatoio centrale. Inoltre, un sensore speciale, in caso di contempo- ranea presenza di acqua ed olio (non miscelabili) nel serbatoio centrale, consente di riconoscere la superficie di separazione dei due fluidi e quindi di gestire in automatico i comandi alle valvole on-off per dirottare ciascun fluido nel proprio serbatoio di raccolta, durante la fase di svuotamento del ser- batoio centrale. Obiettivo di questo Rig è la valuta- zione del comportamento e delle prestazioni dina-

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