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NOVEMBRE 2025 FIELDBUS & NETWORKS 15 L a transizione energetica in atto sta trasformando profondamente il sistema elettrico italiano, imponendo un ripensamento delle moda- lità di pianificazione, gestione e sviluppo delle reti. L’aumento della generazione distribuita connessa alle reti di distribuzione, insieme alla crescita degli impianti di generazione utility-scale sulla rete di trasmissione, sta infatti determinando nuove esigenze di coordinamento e controllo, mettendo in discussione il tradizionale paradigma di sviluppo infrastrutturale ‘Fit&Forget’, basato unicamente sul rinforzo fisico delle reti. In tale contesto, si sta progressivamente affermando una nuova visione, in cui lo sviluppo infrastrutturale è affiancato da strategie che valorizzano la flessibilità del sistema elettrico, attraverso l’attivazione di servizi ancillari locali (sulle reti di distribuzione) e globali (sulle reti di trasmissione). Questi servizi consentono di ridurre e posticipare gli investimenti in nuove infrastrutture, sfruttando la capacità delle risorse energetiche distribuite - impianti di generazione, accumuli e carichi controllabili - di modulare la propria immissione o prelievo in funzione delle esigenze di rete. Tutta- via, l’attuale quadro regolatorio non consente ancora a DSO (Distribution System Operator) e TSO (Transmission System Operator) di trasferire le spese legate all’approvvigionamento della flessibilità come costi Opex da inserire in bolletta, mentre gli investimenti infrastrutturali, essendo Capex, vengono oggi riconosciuti come tali. Un adeguato aggiornamento regola- torio in tal senso rappresenta, quindi, un passaggio chiave per rendere la flessibilità una strada complementare a interventi strutturali di sviluppo delle reti elettriche nazionali. Un altro elemento cruciale riguarda la valorizzazione delle infrastrutture dati già esistenti, a partire dagli smart meter (contatori 2G) installati negli ultimi anni sul territorio italiano. Gli ingenti investimenti sostenuti dal si- stema Paese per la diffusione dei misuratori intelligenti possono rappresen- tare oggi uno strumento ideale per la rendicontazione e la misura dei servizi di flessibilità all’interno dei mercati locali della flessibilità, attualmente ancora in fase sperimentale. In prospettiva, tali mercati potranno essere utilizzati per una gestione e uno sviluppo più efficiente, resiliente e sosteni- bile delle reti. Un ulteriore elemento innovativo, con un elevato potenziale, è rappresentato dai contratti di connessione flessibili (FCA-Flexible Con- nection Agreements), che permettono di regolare i limiti all’immissione/ prelievo di un impianto in relazione allo stato della rete. L’adozione di tali contratti potrebbe generare benefici economici e operativi, soprattutto se i risparmi derivanti fossero parzialmente trasferiti alle tariffe di rete, favorendo così una maggiore partecipazione delle risorse distribuite alla flessibilità di sistema. Inoltre, tale approccio potrebbe velocizzare le pro- cedure di connessione e ridurre i casi in cui il distributore impone limiti all’immissione in rete, se non a fronte di interventi sulla rete stessa, i quali potrebbero richiedere anni. Un riferimento interessante è quanto avviene in Germania, dove con la legge EnWG sull’industria dei sistemi energetici (paragrafo 14.a) è stato introdotto dal 1° gennaio 2024 l’obbligo per i nuovi utenti e per gli operatori di rete di stipulare contratti per la limitazione temporanea della potenza at- tiva di determinati carichi controllabili, come stazioni di ricarica per veicoli elettrici, pompe di calore, sistemi di accumulo e impianti Hvac. L’iniziativa tedesca evidenzia come un approccio regolatorio mirato possa abilitare una gestione più efficiente della rete, integrando tecnologie distribuite e digi- talizzazione. Nel contesto italiano, la gestione di contratti di connessione flessibili potrebbe seguire due strade complementari: • approccio di mercato, basato sull’utilizzo sui mercati locali della flessi- bilità per ottenere flessibilità sulle reti; • approccio emergenziale e centralizzato, volto a garantire la sicurezza del sistema attraverso l’intervento diretto dei DSO, sfruttando le nuove funzionalità del Controllore Centrale d’Impianto (CCI), come la modalità PF2, che consente una limitazione della potenza scambiata con la rete da determinate tipologie di impianti di generazione. Reti elettriche intelligenti, flessibili e digitalizzate non devono quindi essere considerate un’infrastruttura del futuro, ma del presente. La loro piena in- tegrazione nei processi di pianificazione e gestione del sistema elettrico è oggi condizione necessaria per favorire lo sviluppo delle fonti rinnovabili, abilitare una partecipazione attiva degli utenti, e garantire la sicurezza e la stabilità della rete nel percorso verso la decarbonizzazione. Ripensando le modalità di utilizzo delle reti elettriche distribuite, un punto centrale sarà la valorizzazione delle infrastrutture dati già esistenti, a partire dagli smart meter installati sul territorio nazionale Dossier
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